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L’Iran chiama Mosca. Putin da che parte starà? Scrive Mayer

Nelle prossime ore il ministro degli Esteri dell’Iran Abbas Araghci farà Visita a Mosca. Vedremo se Putin tradirà per l’ennesima volta le aspettative di Trump o se viceversa si unirà alla pressione di Washington per spingere l’Iran verso un accordo che elimini la minaccia atomica e tagli il cordone ombelicale che lega Teheran alle milizie armate di Hezbollah e Hamas

L’imminente visita a Mosca del ministro degli Esteri dell’Iran Abbas Araghci è al centro dell’attenzione delle cancellerie di mezzo mondo, ma sopratutto è sotto i riflettori di Washington. Sinora il Presidente Donald Trump – nonostante le ripetute delusioni – ha fatto di tutto per “salvare” la sua speciale relazione con Vladimir Putin. Ma nel prossimo weekend ci sarà la prova della verità.

Il blocco navale imposto dagli Stati Uniti all’Iran sta mettendo Teheran in seria difficoltà perché è destinato ad incidere rapidamente sulle condizioni dei cittadini iraniani che già vivono da tempo una situazione di estrema difficoltà. Per inciso è bene ricordare che la rivolta di gennaio (soffocata nel sangue) è nata proprio dall’asprezza della crisi economica.

La Russia per ragioni geografiche avrebbe la possibilità di sostenere in modo assai consistente l’Iran inviando aiuti di ogni tipo utilizzando il corridoio del Mar Caspio. Si tratta di una sorte di “safe zone” dal 2022 utilizzata per inviare i droni iraniani Shahed in
Russia da lanciare contro l’ Ucraina. Sinora si tratta di un’area strategica non toccata dalla guerra tra Usa, Israele e Iran. Per quanto ne sappiamo c’è stata una sola incursione aerea israeliana – il mese scorso- che ha suscitato l’immediata reazione di Dmitriy Peskov il portavoce di Putin.

Nelle prossime 48 ore vedremo se Mosca tradirà per l’ennesima volta le aspettative di Trump o se viceversa si unirà alla pressione di Washington per spingere l’Iran verso un accordo che elimini la minaccia atomica e tagli il cordone ombelicale che lega Teheran alle milizie armate di Hezbollah e Hamas.


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