Skip to main content

Avatar About Pietro Ichino

Avvocato, giornalista, sindacalista e politico. Nato a Milano il 22 marzo 1949 è attualmente senatore eletto nella circoscrizione Lombardia nella lista Con Monti per l'Italia e docente ordinario di Diritto del lavoro nell'Università degli Studi di Milano.
alitalia

Alitalia, quando il disoccupato preferisce rimanere in panciolle

Alitalia, 31 ottobre 2014: 1199 dipendenti vengono licenziati. La Regione Lazio presenta al Governo un progetto pilota – il primo di questo genere in Italia – consistente, insieme ad altre misure, nella sperimentazione del metodo del contratto di ricollocazione per il reinserimento dei licenziati nel tessuto produttivo. Ai 1199 viene offerta la possibilità di scegliere una delle agenzie specializzate accreditate per il…

Come rottamare la vergogna degli scioperi allunga week-end

Roma, venerdì 7 agosto 2015 – A uno sciopero proclamato dal “sindacato di base” Usb aderisce il 7,5 per cento dei dipendenti ATAC: meno di uno ogni tredici; ma questo  basta per paralizzare il sistema dei trasporti pubblici e con esso la città. Lunghe file dei romani più poveri, quelli che non possono permettersi i taxi (difficilmente reperibili, comunque, anche…

Pietro Ichino: perché io, senatore Pd, ho votato contro l'arresto di Azzollini (Ncd)

Lettera pervenuta il 27 luglio 2015 – Segue la risposta immediatamente precedente rispetto al voto segreto del Senato, nella sessione antimeridiana del 29 luglio, che ha fatto poi registrare una larghissima maggioranza contraria alla concessione dell’autorizzazione all’arresto. Caro Pietro, ho visto che dopodomani il Senato decide sull’autorizzazione all’arresto del senatore Azzollini. Come voterà il gruppo Pd e come voterai tu?…

Perché l'Italicum è salutare per il sistema tripolare che nasce dalle regionali

Alla mezzanotte di domenica 31 maggio, i dati più rilevanti che sembrano emergere dalla tornata elettorale sono due. Il primo è che si delinea un sistema tripolare: tre poli – Pd, Centro-destra e M5S – sono capaci di collocarsi al livello nazionale al di sopra del venti per cento dei voti, nessuno sopra il quaranta. Il secondo è che il…

Scuola, ecco i veri fini di chi contesta le valutazioni degli insegnanti

C’è qualcuno che abbia capito quale tipo di valutazione dell’insegnamento vogliano coloro che contestano la riforma della scuola? Rifiutano la valutazione oggettiva dei test standardizzati Invalsi, rifiutano la valutazione soggettiva degli studenti e delle famiglie, rifiutano quella del preside, rifiutano quella per merito e utilità effettiva delle competenze di chi aspira a essere immesso in ruolo. In realtà non vogliono alcuna…

Buona Scuola, è stato mai licenziato un insegnante?

Mi trovate in Italia una – me ne basterebbe una sola – classe di scuola media, inferiore o superiore, nella quale, accanto a professori competenti e dediti, non ce ne sia almeno uno che insegna poco e male, che sta assente con una frequenza inaccettabile, che tiene davanti ai suoi studenti atteggiamenti poco educativi? Mi trovate un solo caso in…

Le lezione britannica per Bersani, Grillo, Brunetta e Salvini

Dunque: i Tories di David Cameron in Gran Bretagna, con il 36 per cento dei voti e senza alcun ballottaggio si sono presi la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. Per converso, il Salvini della situazione, Nigel Farage, con il 12 per cento dei voti raccolti dal suo UKIP, ha rischiato di rimanere fuori (e tutto sommato si accontenta di…

I No Tutto vogliono il ritorno al Medioevo

Perché i No-Global il 1° maggio a Milano manifestavano contro Expo 2015? Lo dice il loro nome stesso: manifestavano contro la globalizzazione. Più precisamente contro le multinazionali depredatrici dei Paesi poveri e devastatrici del pianeta, per una economia “a chilometro zero”. Cioè sostanzialmente per il modello dell’economia curtense risalente al medioevo profondo, prima delle crociate e di Marco Polo. Per…

Che cosa penso degli ultimi dati sul lavoro

Per quanto ancora molto grezzi, i dati tratti dalle Comunicazioni obbligatorie del mese di marzo, pubblicati il 23 aprile 2015 dal ministero del Lavoro, sono per diversi aspetti straordinariamente positivi. Quasi centomila nuovi contratti regolari in più (la differenza tra le 641.572 attivazioni di nuovi contratti verificatesi nell’arco del mese e le 549.273 cessazioni). Aumento del 49,5 per cento delle…

platform workers

Lavoro, ecco i meriti del Jobs Act

Nei giorni scorsi si è assistito a un dibattito molto male impostato sugli effetti della riforma del lavoro che sta muovendo i primi passi. Male impostato, perché i dati che venivano branditi come clave dai contendenti – come previsto e spiegato su questo sito in epoca non sospetta – sono quasi del tutto privi di un ragionevole significato circa le…

×

Iscriviti alla newsletter