Il cambio di paradigma nel lavoro passa da produttività e riforme: la linea di Meloni, tra meno sussidi e più investimenti, sta spostando il confronto politico e sindacale verso un approccio pragmatico, ancorato a competitività, crescita e responsabilità. Il commento di Raffaele Bonanni
Raffaele Bonanni
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Il potere di scelta dell'elettore è democrazia con partiti partecipativi. L'opinione di Bonanni
La legge elettorale non dovrebbe essere l’ennesimo compromesso tra oligarchie di partito. Dovrebbe restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti e favorire partiti aperti, competitivi e capaci di selezionare la migliore classe dirigente. L’opinione di Raffaele Bonanni
Cosa penso dell'appello di Picierno ai riformisti
Occorre ricostruire alleanze fondate su autentiche affinità programmatiche e non su convenienze elettorali: politiche fiscali eque, sostegno alla crescita, qualità della spesa pubblica, convinto europeismo e lealtà atlantica dovrebbero rappresentare i pilastri di una nuova proposta di governo. Il commento di Raffaele Bonanni
La politica non ha più scuse, contro il declino serve responsabilità. L'opinione di Bonanni
Il tempo degli alibi è finito. Non servono più assemblee celebrative, slogan sulla competitività o scaricabarile contro Bruxelles. Servono scelte dure, responsabilità e una classe dirigente capace di dire finalmente la verità agli italiani: il declino non nasce fuori dai confini nazionali. E continuare a fingere che basti un nuovo incentivo o un’altra emergenza internazionale per spiegare tutto significa soltanto preparare un declino ancora più profondo. Il commento di Raffaele Bonanni
Liste bloccate e premi, così la politica si allontana dagli elettori. Scrive Bonanni
Può esistere una coesione nazionale dentro un sistema che comprime la rappresentanza? Si possono chiedere sacrifici e riforme profonde senza cittadini motivati e realmente rappresentati? La riflessione di Raffaele Bonanni
Perché il Primo Maggio non può più essere solo memoria. Scrive Bonanni
Il Primo Maggio non può fermarsi alla memoria. Tra fragilità strutturali, transizioni globali e nuove tensioni sociali, il lavoro chiede visione, responsabilità condivise e un patto capace di orientare il futuro, oltre misure contingenti e ritualità. Il commento di Raffaele Bonanni
Oltre lo scontro. L'Italia e quel bisogno di unione che può salvarla secondo Bonanni
In Italia serve un rassemblement largo, capace di unire cattolici, liberali e socialisti attorno a un progetto di riforma autentico. Non servono nuovi slogan, ma una stagione politica diversa, fatta di partecipazione reale e non di consenso urlato. I cambiamenti veri nascono così: coinvolgendo i cittadini, chiamandoli a condividere scelte difficili ma necessarie. Tutto il resto è solo rumore, e il tempo per permetterselo è finito. L’opinione di Raffaele Bonanni
Energia è potere, la lezione che l’Italia continua a ignorare. Il commento di Bonanni
Le crisi in Medio Oriente mostrano la fragilità energetica italiana, frutto di scelte rinviate e dipendenze esterne. Per ridurre i rischi servono diversificazione, nuove infrastrutture, rinnovabili e una strategia che restituisca autonomia e stabilità al Paese. Il commento di Raffaele Bonanni
Così l’Europa può ristabilire un ordine internazionale fondato su diritto e libertà. L'opinione di Bonanni
La verità è che l’ordine costruito dopo la Seconda guerra mondiale non riesce più a governare le crisi. L’Onu appare paralizzata dai veti delle grandi potenze e le istituzioni multilaterali faticano a prevenire i conflitti. Le norme esistono, ma manca una forza diffusa capace di difenderle con coerenza. Per questo occorre costruire un rassemblement nazionale che riunisca tutte le forze disponibili a sostenere subito la federazione europea. La riflessione di Raffaele Bonanni
Il ritorno al voto degli elettori garantisce la governabilità. L'opinione di Bonanni
La governabilità non nasce da premi di maggioranza o da artifici regolamentari. Nasce dal recupero di un elettorato oggi disperso e dalla coerenza delle coalizioni su un comune orizzonte di responsabilità. Il resto è solo gattopardismo: cambiare tutto per non cambiare nulla. Il commento di Raffaele Bonanni
















