L’Europa è nel mirino dei nuovi imperialismi perché rappresenta libertà, Stato di diritto e multilateralismo. Reti opache e complicità interne puntano a indebolirla dall’interno. Serve un salto politico: superare i veti, costruire una federazione europea e difendere la democrazia dalle ingerenze esterne. L’Italia deve fare la sua parte: servono patrioti dell’Europa, non di patrie altrui. L’analisi di Bonanni
Raffaele Bonanni
Leggi tutti gli articoli di Raffaele Bonanni
Le sorti dell’Europa dipendono dall’Europa. La versione di Bonanni
Ogni esitazione riduce il rispetto degli alleati e accresce l’appetito dei nemici. Senza una entità statuale credibile, le sovranità diventano terreno di gioco. Sanare le disfunzioni europee non è un atto ideologico, ma una necessità strategica
Dopo il blitz Usa, la sfida per l’Europa: da retorica a responsabilità. L'analisi di Bonanni
Il blitz statunitense contro Maduro segna un punto di svolta nella crisi venezuelana e nell’ordine globale. Mentre Washington agisce, l’Europa resta impantanata nella retorica sul diritto internazionale. La sfida ora è assumere un ruolo concreto nella difesa della legalità e della libertà, superando l’impotenza diplomatica e costruendo un fronte coeso contro le autocrazie. La riflessione di Raffaele Bonanni
Cancellare i simboli cattolici rende la società più fragile. Scrive Bonanni
Una comunità che rimuove la propria memoria diventa più docile, più manipolabile, più sola. L’Avvento, al contrario, invita a tenere gli occhi aperti. Non è nostalgia: è esercizio di libertà. Difendere la visibilità di croce e presepe significa difendere uno spazio di umanità. Toglierli non elimina i conflitti: elimina una bussola. L’opinione di Raffaele Bonanni
Sciopero generale, all'Italia serve un patto sociale, non scontri rituali. La versione di Bonanni
Lo sciopero generale non risolve i nodi strutturali del Paese. Serve un patto sociale che unisca sindacati, imprese e istituzioni per rilanciare sviluppo e competitività. Scontri rituali e divisioni indeboliscono la rappresentanza e lasciano l’Italia senza una strategia condivisa. La riflessione di Raffaele Bonanni
Perché una nuova legge elettorale non inciderà sull'astensionismo. Il commento di Bonanni
Senza luoghi veri di informazione e formazione, sostituiti dai talk show che premiano la rissa, la politica è diventata estranea proprio a chi dovrebbe ereditarla. Non è un caso che la fascia più assente alle elezioni sia quella tra i 18 e i 30 anni. Il commento di Raffaele Bonanni
Sui salari basta tamponi, la soluzione è nella contrattazione. La versione di Bonanni
Senza una riforma che rafforzi la contrattazione decentrata che può essere decisa solo da sindacati ed imprese nella contrattazione collettiva, e legarla ai salari di produttività, investimenti e qualità del lavoro, lo Stato sarà invocato sempre per tamponare, anziché risolvere, le radici del declino retributivo. Il commento di Raffaele Bonanni
All'Italia servono confronto e strategie di crescita (e meno scioperi). La versione di Bonanni
Landini potrà pure chiamare l’ennesimo sciopero, ma chi davvero rappresenta lavoro e impresa deve sedersi al tavolo, con governo e opposizioni, non per chiedere ciò che nessuno potrà dare, ma per costruire insieme una strategia di crescita. Il commento di Raffaele Bonanni
Finalmente una legge di Bilancio che parla di lavoro. Scrive Bonanni
Le misure previste dalla legge di Bilancio non sono regali, ma un passo concreto verso una politica che riconosce la centralità del lavoro dipendente e premia la produttività, non l’assistenzialismo. È una linea di continuità con Mario Draghi, ma anche un segnale politico forte per l’idea che i salari possono aumentare con la maggiore produttività nelle nostre produzioni, oltre che attraverso la buona economia. Il commento di Raffaele Bonanni
Cosa racconta dell'Italia la vittoria (amara) di Giani in Toscana. Il commento di Bonanni
Si esulta nei palazzi e nei comitati, ma il popolo resta a casa. Forse in questi casi sarebbe più saggio una riflessione profonda sullo stato pietoso del rapporto con tutti gli elettori, piuttosto che l’ostentazione di un consenso dimezzato. Non basteranno le parole o le promesse di buona politica: serviranno sobrietà, coerenza, gesti concreti. La fiducia è come il tempo: quando la perdi, non la ricompri. La riflessione di Raffaele Bonanni















