Le recenti mosse degli Stati Uniti sul Venezuela non sono episodi isolati, ma parte di una strategia coerente con la dottrina di sicurezza nazionale americana. La regione latinoamericana è considerata un perimetro di sicurezza primaria, con il Venezuela come caso emblematico. La politica statunitense, in questa fase, combina strumenti diplomatici, finanziari e tecnologici per ridurre i rischi sistemici, mentre la competizione con la Cina rimane la prima priorità. L’analisi di Antonio Zennaro, già membro del Copasir e della Commissione Finanze
Redazione
Leggi tutti gli articoli di Redazione
Techno Polis - Verso la cittadinanza algoritmica: medIA literacy e leva reciproca IA-istruzione
La sfida per la policy del 2026 sarà trasformare l’utente da soggetto passivo di algoritmi a cittadino digitale consapevole, capace di usare l’IA come strumento di emancipazione e non di condizionamento. L’analisi di Andrea Stazi, ceo e co-founder Techno Polis, a margine della Relazione Agcom 2025 sull’alfabetizzazione mediatica e digitale
Perché il caso Delcy Rodríguez racconta la nuova guerra ibrida latino‑americana. L'analisi di Teti
L’intelligence contemporanea opera sempre più nel dominio cognitivo. In questo spazio fluido, dove realtà operativa e percezione pubblica si sovrappongono, si gioca una parte crescente della competizione geopolitica globale. Il Venezuela, oggi, rappresenta uno specchio di queste trasformazioni. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
Cosa rende una cittadina “attrattiva e vitale”? Riflessioni sulla sanità in Molise
Il fatto che un’amministrazione sanitaria regionale (in questo caso, quella del Molise) dica pubblicamente a un sindaco eletto (quello di Isernia) di astenersi dalla contestazione e di concentrarsi sul proprio lavoro per rendere la sua città più “attrattiva e vitale”, rappresenta una circostanza che ha dell’eccezionale. L’intervento di Francesco Barbaro, dottore di ricerca e docente di Geopolitica e Sicurezza presso Sapienza Università di Roma
Il silenzio degli alberi. Psicologia e dinamiche delle “famiglie del bosco”
Non è la storia di un radicale modus vivendi alternativo, bensì il probabile racconto di un conflitto irrisolto verso la complessità mondana. Il ritiro, in questo senso, non è emancipazione, bensì difesa irrazionale; non è libertà originaria, ma paura travestita da scelta. E, come ogni costruzione sociale fondata sul timore, è infine destinata a collassare. Il commento dello psicologo Francesco Gandolfi
Perché l’arresto di Maduro è un segnale strategico per Cina, Russia e Iran
La cattura di Nicolás Maduro e il suo trasferimento negli Stati Uniti non rappresentano soltanto un punto di rottura nelle relazioni tra Washington e Caracas. L’operazione dell’amministrazione Trump non è diretta solo al Venezuela, ma soprattutto alla Cina, alla Russia e all’Iran, attori che negli ultimi anni hanno considerato l’America Latina un’area a basso costo strategico per l’espansione della propria influenza
Il colpo al multilateralismo e quell'alibi insperato per il regime di Maduro. La versione di Porta (Pd)
Fabio Porta, deputato Pd eletto nella circoscrizione estero dell’America Meridionale e componente della Commissione Esteri e Affari Comunitari di Montecitorio, spiega perché, pur condannando il totalitarismo di Maduro, a suo avviso la Casa Bianca fornisce un “alibi” al regime per “presentarsi come vittima di una cospirazione internazionale e di una usurpazione della sovranità nazionale”
Venezuela, verso una nuova dottrina Usa/occidentale? La lettura di Picchi
L’intervento in Venezuela rivela una possibile svolta nella dottrina Usa: azioni rapide, obiettivi mirati e riaffermazione della sovranità contro l’illusione procedurale globale. Un segnale che ridefinisce potere e regole nell’ordine internazionale. L’analisi di Guglielmo Picchi, direttore generale della Fondazione Machiavelli
Dati, propaganda e intimidazione. La strategia dietro l’attacco Handala
Il caso Handala non va letto come semplice “cronaca di hacking”, ma come segnale strategico: la messaggistica istantanea è diventata infrastruttura critica personale, e gli attacchi si muovono dove tecnica e psicologia si incontrano. Anche quando la compromissione è limitata, l’effetto può essere disproporzionato se il bersaglio è simbolico e la pubblicazione è orchestrata. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara















