La salute in Africa è ormai un campo di competizione geopolitica tra Stati Uniti e Cina, dove dati e tecnologia contano quanto farmaci e infrastrutture. Washington privilegia accordi bilaterali e supremazia tecnologica, Pechino un modello statalista. L’Europa resta ai margini, forte nelle regole ma debole nella strategia. La cooperazione sanitaria diventa così una nuova leva di potere globale. L’opinione di Mario Di Giulio, docente di Law of Developing Countries all’Università Campus Bio-Medico di Roma e avvocato attivo nei Paesi africani
Redazione
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Il regime non è riformabile, serve un "Mandela iraniano". Parla la prof. Sabahi
Farian Sabahi, professoressa associata di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi dell’Insubria, analizza la situazione attuale del Paese alla luce anche dell’origine della crisi economica, aggravata sì dalle sanzioni, ma imputabile altresì a una gestione della leadership di Teheran che ha “sperperato risorse convogliandole a Hamas a Gaza, agli Hezbollah in Yemen, agli Assad in Siria, agli Houthi in Yemen, ma anche nel Venezuela di Maduro”
Così i piccoli attori del NewSpace si sono affermati nel settore spaziale. Il racconto di La Regina
Dalla coniazione del termine NewSpace nei primi anni 2000 all’accelerazione industriale degli anni 2010, dove siamo oggi e come ci siamo arrivati. Il parere di Veronica La Regina, direttore del Research Center for Space Futures di Riyadh
Toscani nel mondo, Thinking in action
La Toscana considera la propria diaspora una risorsa strategica e investe in politiche strutturate per mantenerne il legame. Attraverso associazionismo, ricerca, cultura, turismo delle radici e formazione, la regione valorizza i Toscani nel mondo come parte attiva dello sviluppo e della proiezione internazionale del territorio. L’opinione di Todini e Nicotri
Pirateria, perché non è corretto sanzionare Cloudflare. La verità scomoda dell'avv. Piselli
Il nodo non sta tanto nell’esercizio di un potere formalmente attribuito all’Autorità, né nella reazione economicamente razionale di un operatore globale che minaccia di abbandonare un mercato non più conveniente. Sta nel modo in cui le norme vengono pensate nel Vecchio continente e nel bilanciamento, spesso miope, degli interessi che esse pretendono di comporre. L’analisi dell’avvocato Riccardo Piselli, prof. di Proprietà Intellettuale alla Luiss Guido Carli
Quel Copasir dimenticato. Il silenzio che reggeva lo Stato raccontato da Volpi
Il tempo del Covid è è stato dimenticato. E insieme a quel tempo è stato rimosso anche ciò che, nel silenzio, ha continuato a far funzionare una parte essenziale dello Stato. Il racconto di Raffaele Volpi, ex presidente del Copasir
Tutte le debolezze dei "bloccatori” di riforme. L'antidoto (liberale) di Sterpa
Il blocco delle riforme è diventato un mestiere, più che una posizione di merito. C’è una differenza tra conservazione e ostruzionismo ideologico. È prassi consolidata l’uso strumentale della Costituzione per difendere lo status quo. Nel paradosso italiano, chi governa riforma e chi si dice progressista frena. Ma sondaggi e mobilitazione debole indicano una possibile inversione: a fermarsi, stavolta, potrebbero essere i “bloccatori”. La via liberale indicata da Alessandro Sterpa, costituzionalista e professore dell’Università della Tuscia
Dalle rotte ai campi di sterminio, la Libia analizzata da al Ghwell
La Libia è diventata il terminale violento delle rotte migratorie africane, dove detenzione, estorsione e uccisioni costituiscono un vero e proprio sistema economico. Un sistema alimentato dal collasso regionale e dalla strategia europea di contenimento, che ha spostato a sud il costo umano della deterrenza. L’opinione di Hafed Al-Ghwell, senior fellow e direttore del programma Nord Africa allo Stimson Center
“Ma anche no” di don Rosini è un appello a tornare cattolici. La lettura di Delle Site
Un saggio contro le semplificazioni del nostro tempo. In “Ma anche no” don Fabio Rosini smonta la logica dell’aut-aut e rilancia l’“et-et” come cifra autentica del pensiero cattolico: tenere insieme verità e carità, giustizia e misericordia, senza cadere nel relativismo né nel manicheismo. Un libro che invita al discernimento, al distacco dalle idolatrie ideologiche e a una fede capace di abitare la complessità senza paura. La recensione di Delle Site
L’apparato di sicurezza iraniano non è all’altezza della minaccia israeliana. Teti spiega perché
Le crepe dell’intelligence iraniana non sono contingenti, ma strutturali, poiché esse riflettono un sistema concepito per il controllo interno più che per la competizione strategica esterna. E il futuro della sicurezza iraniana dipenderà dalla capacità di trasformare le ammissioni di fallimento in riforme reali. L’analisi di Antonio Teti
















