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Safe e spese per la difesa. I soldi ci sono, il coraggio della politica no. Scrive Caruso

Di Ivan Caruso

Ci risiamo. L’Europa mette sul piatto 150 miliardi di euro a tasso agevolato, con quarantacinque anni per restituirli e dieci di grazia prima di toccare il capitale, per finanziare esattamente ciò di cui le nostre Forze armate hanno un disperato bisogno – e il dibattito politico italiano riesce comunque a trasformare un’opportunità storica in un teatrino di ipocrisie trasversali. L’opinione del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi

Una riflessione su arte contemporanea e intelligence nel pensiero di Mario Caligiuri

Di Francesca Londino

L’incontro tra il paradigma dell’intelligence elaborato da Mario Caligiuri e l’arte contemporanea apre un campo di ricerca ancora poco esplorato. L’artista e l’analista condividono una medesima responsabilità: rendere intelligibile la complessità. La riflessione di Francesca Londino

Così Hormuz ridisegna gli equilibri energetici tra Golfo e Asia

Di Simone Casoni

La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, in risposta all’operazione statunitense Epic Fury, ha evidenziato il valore strategico dei chokepoint marittimi per la sicurezza energetica globale. Teheran ha usato il controllo dello Stretto come leva di deterrenza e pressione economica. Al contempo, il corridoio ferroviario Teheran–Xi’an ha attenuato gli effetti sui traffici, confermando l’importanza di reti logistiche diversificate e resilienti. L’analisi di Simone Casoni (Geopolitica.info)

Difesa, sicurezza e innovazione. Perché l'Occidente deve restare unito. L'intervento di Billi

Di Simone Billi

L’unità tra i Paesi occidentali e una Nato forte sono fondamentali per affrontare le crisi globali e garantire la pace. Per l’Europa, la sfida è spendere meglio in difesa, rafforzando cooperazione, innovazione e crescita economica. Estratto dell’intervento di Simone Billi, capogruppo Lega in Commissione Esteri, durante l’audizione dei ministri Tajani e Crosetto a seguito del vertice Nato di Ankara

Materie prime critiche, perché il mercato non basta più

Di Mario Di Giulio

Il tema di fondo che il rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia solleva non è solo se la Cina controlli troppe materie prime critiche, ma, anche, se l’Europa sia ancora in grado di costruire una politica industriale capace di coniugare efficienza economica, sicurezza strategica e autonomia tecnologica. L’analisi di Mario Di Giulio

Ogni robot (anche il più innocente) è in realtà un dispositivo dual-use

Di Silvio Revelli

Il rilascio del modello cinese Kimi K3 e le mosse di Washington e Pechino stanno riportando al centro una domanda: chi controlla davvero i sistemi intelligenti? Dai modelli di IA ai robot connessi fino alle automobili software-defined, il punto non è soltanto cosa raccolgono, ma chi può impartire istruzioni e aggiornamenti. È su queste capacità che si stanno ridefinendo la sicurezza nazionale e la regolazione del mercato della robotica. La riflessione di Silvio Revelli, amministratore delegato di volta.ai

L’Odissea Nolan e la leadership dell’Occidente nell’era dell’AI

Di Massimo Panizzi

Itaca non è soltanto il luogo del ritorno: è il criterio con cui giudichiamo il nostro viaggio, il momento in cui comprendiamo se il potere ci abbia resi più autorevoli o soltanto più forti, se il comando sia stato esercitato come dominio oppure come servizio. Il commento di Massimo Panizzi

Il primo esame non si scorda mai. La quinta elementare nel ricordo di Fiori

Di Giuseppe Fiori

Siamo nel secondo dopoguerra. Arriva l’esame di quinta elementare, necessario per la “licenza”. Si può essere bocciati. Un bimbo di dieci anni davanti al tema. Dilemma: cronaca o fantasia? Il foglio bianco, il pennino da intingere nella buca dell’inchiostro sul banco di legno. Un mondo lontano. Un racconto di Giuseppe Fiori

L'accordo Meloni-Schlein sull'AI ridà dignità alla politica. Scrive Palmieri

Di Antonio Palmieri

Questo patto non risolve il problema della disinformazione, non ferma la circolazione di contenuti manipolati, non protegge automaticamente gli elettori. La politica non può impedire che la tecnologia falsifichi il mondo, però ha scelto di non falsificare se stessa. Un passo importante per restituire credibilità al dibattito pubblico e che indica una direzione chiara e inequivocabile: la democrazia si difende con la responsabilità. La riflessione di Antonio Palmieri

Ricompensare la camminata funziona. Il modello britannico

Di Benjamin Daudignac

Arginare l’avanzata della sedentarietà richiede un’azione corale e su vasta scala. Per realizzare un autentico cambio di paradigma, è tuttavia imprescindibile operare in sinergia, coinvolgendo attivamente il tessuto imprenditoriale, l’ordine medico e le istituzioni. La riflessione di Benjamin Daudignac, co-fondatore e ceo di Macadam

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