L’intelligence contemporanea opera sempre più nel dominio cognitivo. In questo spazio fluido, dove realtà operativa e percezione pubblica si sovrappongono, si gioca una parte crescente della competizione geopolitica globale. Il Venezuela, oggi, rappresenta uno specchio di queste trasformazioni. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
Redazione
Leggi tutti gli articoli di Redazione
Cosa rende una cittadina “attrattiva e vitale”? Riflessioni sulla sanità in Molise
Il fatto che un’amministrazione sanitaria regionale (in questo caso, quella del Molise) dica pubblicamente a un sindaco eletto (quello di Isernia) di astenersi dalla contestazione e di concentrarsi sul proprio lavoro per rendere la sua città più “attrattiva e vitale”, rappresenta una circostanza che ha dell’eccezionale. L’intervento di Francesco Barbaro, dottore di ricerca e docente di Geopolitica e Sicurezza presso Sapienza Università di Roma
Il silenzio degli alberi. Psicologia e dinamiche delle “famiglie del bosco”
Non è la storia di un radicale modus vivendi alternativo, bensì il probabile racconto di un conflitto irrisolto verso la complessità mondana. Il ritiro, in questo senso, non è emancipazione, bensì difesa irrazionale; non è libertà originaria, ma paura travestita da scelta. E, come ogni costruzione sociale fondata sul timore, è infine destinata a collassare. Il commento dello psicologo Francesco Gandolfi
Perché l’arresto di Maduro è un segnale strategico per Cina, Russia e Iran
La cattura di Nicolás Maduro e il suo trasferimento negli Stati Uniti non rappresentano soltanto un punto di rottura nelle relazioni tra Washington e Caracas. L’operazione dell’amministrazione Trump non è diretta solo al Venezuela, ma soprattutto alla Cina, alla Russia e all’Iran, attori che negli ultimi anni hanno considerato l’America Latina un’area a basso costo strategico per l’espansione della propria influenza
Il colpo al multilateralismo e quell'alibi insperato per il regime di Maduro. La versione di Porta (Pd)
Fabio Porta, deputato Pd eletto nella circoscrizione estero dell’America Meridionale e componente della Commissione Esteri e Affari Comunitari di Montecitorio, spiega perché, pur condannando il totalitarismo di Maduro, a suo avviso la Casa Bianca fornisce un “alibi” al regime per “presentarsi come vittima di una cospirazione internazionale e di una usurpazione della sovranità nazionale”
Venezuela, verso una nuova dottrina Usa/occidentale? La lettura di Picchi
L’intervento in Venezuela rivela una possibile svolta nella dottrina Usa: azioni rapide, obiettivi mirati e riaffermazione della sovranità contro l’illusione procedurale globale. Un segnale che ridefinisce potere e regole nell’ordine internazionale. L’analisi di Guglielmo Picchi, direttore generale della Fondazione Machiavelli
Dati, propaganda e intimidazione. La strategia dietro l’attacco Handala
Il caso Handala non va letto come semplice “cronaca di hacking”, ma come segnale strategico: la messaggistica istantanea è diventata infrastruttura critica personale, e gli attacchi si muovono dove tecnica e psicologia si incontrano. Anche quando la compromissione è limitata, l’effetto può essere disproporzionato se il bersaglio è simbolico e la pubblicazione è orchestrata. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
Da Elisabetta II a Laura Mattarella, quando la moda diventa politica. L'analisi di Gnoli
La moda racconta da sempre il potere, trasformando l’abito in linguaggio simbolico. Dalla toga romana alle leggi medievali, fino ai codici visivi di regine, first lady e leader contemporanei, il guardaroba diventa così uno strumento di comunicazione. L’ultimo esempio arriva da Laura Mattarella sulla copertina di Vogue, dove l’eleganza sobria e sartoriale trasmette identità e autorevolezza. L’analisi di Sofia Gnoli, professoressa di Storia e cultura della moda presso l’Università Iulm
Quando l’informazione diventa solidarietà. Perché ricordare il modello Misna
Misna ha raccontato per 18 anni le periferie del mondo, offrendo notizie indipendenti e plurilingue su conflitti e realtà dimenticate. Un esempio di giornalismo come servizio, capace di connettere centro e margini e contrastare la disinformazione
















