Legame con il territorio, trasformazione biotecnologica e impegno ambientale: lo stabilimento di Anagni dimostra come un centro farmaceutico possa rinnovarsi senza perdere mai le proprie radici. Per questo la III edizione degli Healthcare Awards assegna a Sanofi il premio “Legacy e Innovazione”
Redazione
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Ecco il soft power dei cappelli di Elisabetta II. Il racconto di Pernette a 100 dalla nascita della regina
Nel centenario della nascita di Elisabetta II, il cappello emerge come elemento chiave della sua immagine pubblica e istituzionale. Dall’infanzia negli anni Trenta fino agli ultimi anni di regno, ogni copricapo rispondeva a criteri precisi di visibilità e decoro. Il libro “Elisabetta II. I cappelli della regina” di Thomas Pernette (Guido Tommasi editore) ricostruisce questa evoluzione, tra simboli, materiali e funzione
Produrre farmaci, generare valore. Come Abbvie integra ambiente, lavoro e comunità
Innovazione, sostenibilità e radicamento territoriale: lo stabilimento di Campoverde dimostra che competitività e responsabilità ambientale possono procedere insieme. Per questo la III edizione degli Healthcare Awards assegna ad AbbVie il premio “Sostenibilità e Territorio”
Prevenzione, welfare e longevità. Così Nestlé porta la salute in azienda
Un approccio che trasforma la salute delle persone in un investimento strategico, generando valore per i dipendenti, per l’azienda e per il sistema nel suo complesso. Per questo, la III edizione degli Healthcare Awards assegna a Nestlé il premio “Benessere e Longevità”
Una piattaforma per le grandi sfide della sanità. L’approccio di Ls Cube e Net-Health
Rigore analitico, coinvolgimento multi-stakeholder e radicamento accademico: il metodo con cui Ls Cube ha costruito proposte concrete per la modernizzazione del Servizio sanitario nazionale. Per questo la III edizione degli Healthcare Awards assegna a Ls Cube il premio “Advocacy & Innovation Policy”
Cosa significa l’assenza di Orbán al Consiglio europeo informale di Nicosia. Scrive Curti Gialdino
Al vertice informale di Nicosia, Viktor Orbán diserta e lascia l’Ungheria senza voce sui dossier chiave, trasformando la “sedia vuota” in un gesto politico definitivo. L’Ue tira dritto e guarda al successore Péter Magyar: un segnale della fine dei veti di Budapest e di un possibile riallineamento europeo. La riflessione di Carlo Curti Gialdino
Healthcare Awards, il sistema salute si incontra a Roma per la terza edizione
Da istituzioni a ricerca e industria, anche quest’anno gli Healthcare Awards di Formiche e Healthcare Policy premiano le eccellenze che stanno trasformando la salute nel cuore dei processi decisionali del Paese
Un credito d'imposta per recuperare il mancato rimborso delle accise. Scrive Morelli (Anita)
L’appello che rivolgo al governo è quello di aprire con urgenza un confronto con le rappresentanze della categoria, per mettere a terra le misure e le relative coperture che Anita, insieme alle altre associazioni del settore, ha formulato in queste settimane. È fondamentale ripristinare un clima di certezza e fiducia nel comparto e raffreddare la crescente tensione che si registra. L’intervento di Riccardo Morelli, presidente Anita
Immigrazione, il vero nodo è la gestione. L'opinione di Lombardi
La gestione concreta dell’immigrazione — più che i principi — sta diventando il vero banco di prova per i governi europei, tra integrazione, sicurezza e pressione sui servizi. Episodi locali e mobilitazioni politiche non creano il problema, ma riflettono una crescente distanza tra capacità dello Stato e percezione pubblica. l’opinione di Carlo Lombardi
La Nato e la danza delle ipocrisie. La lettura di Franco Carinci
La Nato nasce e cresce su una “ipocrisia funzionale”: l’articolo 5 formalizza una difesa collettiva che, nei fatti, ricade sugli Stati Uniti. Con la fine della Guerra fredda e lo spostamento dell’asse strategico verso la Cina, quell’equilibrio si incrina e l’Alleanza perde centralità. Oggi, mentre Washington chiede più impegno agli europei, il vero nodo è politico: ha ancora senso un impianto pensato contro l’Urss? Per l’autore, continuare a crederlo significherebbe sostituire una finzione con un’altra. Serve, invece, ripensarne ruolo e funzione. La lettura di Carinci
















