L’arresto di ex funzionari dell’Intelligence e militari accusati di spionaggio per conto della Russia riapre il tema della vulnerabilità italiana alle attività di Mosca. La vicenda può leggersi come un segnale della necessità di rafforzare il controspionaggio, monitorare con maggiore attenzione i possibili ambienti di reclutamento e intervenire prima che reti personali, ideologiche o associative possano trasformarsi in canali utili alla penetrazione straniera. L’analisi del generale Cristadoro
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Niente presa della Bastiglia, perché nessuno vuole le preferenze. L'analisi di Sterpa
La bocciatura dell’emendamento sulle preferenze conferma la centralità delle segreterie di partito nella selezione della classe parlamentare. Tra le contraddizioni di maggioranza e opposizione, il voto del 14 luglio riapre il tema della rappresentanza e della distanza tra eletti ed elettori, con il rischio di alimentare ulteriormente la sfiducia verso le istituzioni. L’analisi di Alessandro Sterpa, costituzionalista e professore di Diritto pubblico all’Università della Tuscia
La necessità di un’etica formativa negli applicativi dell’IA. Riflessioni sul saggio di Caligiuri
L’elaborato di Caligiuri richiama la necessità di sviluppare un’intelligenza artificiale capace di rafforzare la formazione, l’autonomia critica e la centralità della persona. Di fronte ai rischi di manipolazione, dipendenza digitale e condizionamento cognitivo, soprattutto per i minori, la sfida è costruire un rapporto uomo-macchina che valorizzi il capitale umano invece di sostituirlo. La riflessione del generale Nicola Cristadoro
Da Conte a Schlein, se il campo largo inciampa sulla politica estera. Scrive Cicchitto
Il debutto del campo largo evidenzia tutte le sue fragilità politiche. Al di là dell’aritmetica elettorale, le divisioni sulla politica estera, riemerse con le posizioni di Giuseppe Conte sulla guerra in Ucraina e sulla Russia, mettono in discussione la tenuta dell’alleanza. Il silenzio del Pd di Elly Schlein, rinvia ma non risolve il nodo più delicato della coalizione. Il commento di Fabrizio Cicchitto, presidente ReL Riformismo e Libertà, direttore Civiltà Socialità
Più scelta agli elettori, senza cedere il controllo delle liste. La mediazione sulla legge elettorale
La questione decisiva per il centrodestra va oltre il dibattito sulle preferenze. In gioco c’è soprattutto la ridefinizione degli equilibri di potere nella selezione della futura rappresentanza parlamentare. È questo il cuore del negoziato sulla legge elettorale e il motivo per cui l’intesa appare ormai più vicina. L’analisi di Salvo Di Bartolo
La vera forza della Nato è la sua ritrovata unità politica. L'analisi di Malinconi
Il Summit di Ankara ha mostrato un’Alleanza capace di concentrarsi su spesa militare, capacità industriali e deterrenza perché più solida nelle sue fondamenta politiche. Nonostante le tensioni transatlantiche e le differenze tra i 32 Alleati, la coesione resta il principale punto di forza della Nato di fronte alla competizione strategica e alle minacce russe. L’analisi di Michael Malinconi, esperto di relazioni internazionali
La Cina scopre Keynes e i limiti del suo modello di crescita
I saldi settoriali cinesi raccontano uno squilibrio che pesa anche sulle catene di valore europee. Il riequilibrio interno è un problema tecnico, non solo politico, e riguarda tutti
Sonni poco tranquilli per i filo-putiniani. La sentenza della Corte Ue letta da Sterpa
La Corte di Giustizia Ue chiarisce che il divieto di diffondere contenuti di Russia Today e degli altri soggetti sanzionati non riguarda solo gli operatori economici, ma chiunque ne favorisca la circolazione. La sentenza apre un nuovo fronte sul rapporto tra libertà di espressione, propaganda straniera e sicurezza nazionale, rilanciando il tema della trasparenza sulle campagne informative riconducibili al Cremlino. L’analisi di Alessandro Sterpa, costituzionalista e professore di Diritto pubblico all’Università della Tuscia
Le minacce di Trump sulla Groenlandia espongono i limiti della difesa europea
La riapertura del dossier groenlandese dopo il vertice Nato di Ankara mette a nudo l’ambiguità dell’articolo 42.7 e l’assenza di strumenti europei di deterrenza. Tra frammentazione politica e vuoto istituzionale, l’Ue resta priva di una risposta credibile davanti a un possibile fait accompli americano. L’analisi di Elio Calcagno, responsabile di ricerca nel programma “Difesa, sicurezza e spazio” e di Federico Castiglioni, ricercatore nel programma “Ue, politica e istituzioni” dell’Istituto Affari Internazionali
La Nato 3.0 passa dall’industria della difesa. Scrive Luciolli
Il vertice di Ankara segna il passaggio verso una Nato in cui europei e canadesi assumono maggiori responsabilità nella difesa convenzionale, mentre gli Stati Uniti restano centrali per la deterrenza strategica. Il cuore della nuova fase è però industriale. Investimenti, innovazione, interoperabilità e capacità produttiva diventano parte integrante della deterrenza, dentro un modello Made in Nato che punta a rafforzare insieme la base europea e la cooperazione transatlantica. L’analisi di Fabrizio W. Luciolli, presidente del Comitato atlantico italiano
















