Dall’impugnativa della legge emiliano-romagnola al ruolo delle cure palliative. Alleanza Cattolica appoggia la decisione del governo. I dettagli
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L'Italia dopo il Pnrr. Le sfide della crescita secondo Garofoli
Come può crescere l’Italia dopo la conclusione del Pnrr? Il rapporto “Le leve per la crescita. Coesione, competitività e modernizzazione istituzionale oltre la stagione del Pnrr”, curato da Roberto Garofoli su impulso dell’Anci ed edito da Il Mulino, cerca di rispondere a questa domanda coinvolgendo oltre cento esperti. Pubblichiamo un estratto dell’analisi, che ripercorre i progressi compiuti dal Paese e mette a fuoco le sfide poste dal calo demografico, dalla produttività stagnante e dalla frammentazione internazionale
Nel disordine internazionale la risposta è la cooperazione. La scommessa India-Ue
In un sistema internazionale sempre più instabile, segnato dal ritorno delle politiche di potenza e dalla frammentazione degli equilibri, la cooperazione diventa un asset strategico. India, Italia ed Europa possono costruire sulla convergenza di interessi nella difesa, nell’industria e nelle tecnologie emergenti una rete capace di produrre sicurezza, resilienza e, soprattutto, fiducia. L’analisi del generale Fernando Giancotti
Manovrabilità, la prossima parola d’ordine dello spazio militare spiegata dal gen. Bianchi
Per decenni i satelliti sono stati progettati per occupare una posizione. Oggi, in uno spazio sempre più conteso, devono invece spostarsi, reagire ed eludere le minacce. Dalla propulsione elettrica ai sistemi chimici ad alta spinta, fino alla prospettiva dei combustibili criogenici e della logistica orbitale, la capacità di manovra sta ridefinendo il progetto stesso dei satelliti e le future operazioni militari in orbita. L’analisi del generale Lucio Bianchi
Più Europa nella Nato per costruire l’autonomia strategica. La proposta di Serino
Con gli Stati Uniti sempre più concentrati sulla competizione con la Cina, l’Europa deve assumersi una quota maggiore della propria difesa. Non attraverso un improbabile Esercito europeo o il ritorno a soluzioni nazionali, ma costruendo dentro la Nato un secondo pilastro capace di garantire autonomia strategica al continente, a partire dalle capacità satellitari, antimissile, logistiche e di comando. L’analisi del generale Serino, già capo di Stato maggiore dell’Esercito
La visione di san Josemaría di una business school
Monsignor Mariano Fazio, vicario ausiliare dell’Opus Dei, ripercorre la visione di san Josemaría sulle business school: istituzioni chiamate a coniugare l’eccellenza professionale, la dottrina sociale della Chiesa e la santificazione del lavoro, mettendo la persona al centro e con un profondo spirito di servizio
Perché l'Ue sta combattendo la guerra sbagliata contro la Cina
Il governo cinese sta attuando una grande strategia economica, mentre l’Europa si trova relegata in una posizione di debolezza sia economica sia geopolitica. L’Ue deve ora trovare la volontà e il coraggio di superare questa situazione attraverso sforzi coordinati e di lungo periodo
Europe first? Tre divari tra ambizione e mezzi. L'analisi di Zeneli
Ursula von der Leyen ha delineato un’Europa più autonoma e orientata alla potenza, puntando su competitività, difesa comune e intelligenza artificiale. Resta però aperto il nodo decisivo: trasformare la visione strategica in risorse, decisioni rapide e capacità di esecuzione. Come trasformare l’ambizione europea in potere europeo? Il commento di Valbona Zeneli, nonresident senior fellow presso l’Atlantic Council’s Europe Center
L'economia spaziale dei piccoli satelliti da una prospettiva regionale. L’esempio della Sardegna
La nuova corsa allo spazio non si gioca solo nei grandi poli industriali. Con Janasat, la Sardegna prova a costruire un ecosistema capace di collegare ricerca, imprese e infrastrutture strategiche al sistema spaziale italiano. Un test della capacità dei territori di creare valore nella Space Economy oltre i finanziamenti pubblici
Computer schermati e ambienti protetti, l’altra faccia della cybersecurity
La sicurezza informatica non si esaurisce nel software, ma richiede anche infrastrutture fisiche capaci di proteggere dispositivi, ambienti e dati classificati. Dai computer Tempest agli spazi schermati, fino all’omologazione degli applicativi, la protezione delle informazioni più sensibili passa da un’integrazione nativa tra hardware, software e sicurezza fisica. Il punto di Fabrizio Carotenuto, responsabile della business unit di cyber-security di Sipal
















