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Leonardo-Baykar, è nato il primo player euro-turco nel campo dei droni

Da Farnborough è arrivato il via libera definitivo a Lba Systems, la joint venture che unirà le forze di Leonardo e Baykar. Il primo lotto è già in produzione negli stabilimenti italiani e il nuovo gruppo si presenta già con un catalogo completo di piattaforme unmanned. Un’intesa basata sulla complementarità, che da vita a un soggetto unico nel panorama europeo

Gli Usa vogliono milioni di droni per le Forze armate. Il piano del Pentagono

Washington è alla ricerca di droni. Milioni di droni. Per farlo, il Pentagono ha istituito un nuovo ufficio che avrà il compito di accentrare lo sviluppo, l’acquisto e la consegna dei sistemi unmanned a tutte le forze armate. L’obiettivo? Produrre dieci volte di più, dieci volte più rapidamente e a un decimo del costo

Defense tech, come evitare la frattura tra Europa e Usa. Il paper Gmf

Un nuovo paper del German Marshall Fund lancia l’allarme sul futuro del defense tech transatlantico. Dietro i numeri record di investimenti e contratti incrociati tra Usa ed Europa vanno allargandosi due faglie strutturali, sovranità e intelligenza artificiale militare, che rischiano di spaccare proprio l’ecosistema che dovrebbe garantire il vantaggio tecnologico dell’Occidente

L’esplosione di New Glenn non ritarderà il lancio di Artemis III. Parola di Isaacman

La Nasa non cambia i piani e conferma Artemis III nel 2027, malgrado i ritardi che hanno interessato Blue Origin. La missione che vedrà a bordo della capsula Orion anche l’italiano Luca Parmitano avrà il compito di testare in orbita terrestre i sistemi e le tecnologie che, con Artemis IV, riporteranno l’essere umano sulla Luna

Così il Pentagono vuole portare l’IA a bordo della US Navy

Trasformare i dati in un vantaggio operativo è l’obiettivo della nuova strategia con cui il Dipartimento della Marina degli Stati Uniti punta a costruire una forza AI-enabled. Il documento individua sei priorità per accelerare l’impiego dell’Intelligenza artificiale, coinvolgendo industria e alleati, mentre sullo sfondo pesa la competizione con la Cina e la necessità di ridurre i tempi decisionali

Defense tech made in Italy. Costantini Vergallo racconta Veco Robotics

Il settore del defense tech italiano, che fa dell’integrazione tecnologica by design il proprio tratto distintivo, è in crescita. Dallo spazio al quantum, passando per l’AI, l’innovazione si conferma un asset strategico per il sistema Paese. Tra le realtà che stanno guidando questo cambiamento c’è Veco Robotics, azienda pugliese a conduzione familiare specializzata in robotica. L’intervista di Airpress all’amministratore delegato Federico Costantini Vergallo

Defense tech, il caso Helsing spiega perché gli investitori premiano il Nord Europa

Il maxi finanziamento di Helsing è solo l’ultimo segnale di una tendenza ormai consolidata e che vede il defense tech europeo convincere sempre più gli investitori internazionali. Dalla Germania al Regno Unito, passando per il Baltico, sta emergendo un ecosistema innovativo che beneficia di una domanda pubblica stabile e prevedibile

Dietro l’ascesa del nuovo colosso ceco della difesa in Europa. Intervista a David Chour (Csg)

Nata come piccola realtà dell’Est Europa, oggi Czechoslovak Group è uno dei gruppi industriali della difesa in ascesa nel panorama europeo. Dietro questa crescita, miliardaria, una strategia di acquisizioni strategiche tra Europa e Stati Uniti. L’intervista di Airpress a David Chour, Chief operating officer del gruppo

La Cina è riuscita a recuperare il primo stadio di un razzo. Perché è importante

Con il recupero del primo stadio del Long March 10B, la Cina è diventata il secondo Paese al mondo a dimostrare una capacità di riutilizzo orbitale e punta ora a sfruttarla per sostenere le sue mega-costellazioni satellitari e le future missioni lunari. Un risultato che riapre il confronto con gli Stati Uniti e che, ancora una volta, mette in evidenza il ritardo europeo

È finito il summit di Ankara, è iniziata la Nato 3.0? Le parole di Rutte

Il vertice di Ankara si è chiuso senza scosse e con un messaggio di continuità. Mark Rutte ha rivendicato i progressi sulle spese per la difesa, confermando il sostegno all’Ucraina e rilanciando la cooperazione industriale transatlantica. Ora bisognerà passare dalle parole ai fatti

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