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Spazio, quale Europa esce dal summit internazionale di Parigi 

Il summit di Parigi ha messo a nudo tutti i paradossi dello spazio europeo, dalle ambizioni agli investimenti, oltre a una dipendenza dall’esterno che resta ancora difficile da colmare. L’industria chiede una svolta, mentre Stati Uniti e Cina accelerano. Nel frattempo, si guarda alla ministeriale Esa di Roma a dicembre

Perché l’automotive si converte alla difesa e quanto c’entra l’Italia

Il colosso di Wolfsburg prova a salvare 1.400 posti di lavoro riconvertendo uno stabilimento automobilistico alla produzione per la difesa. È il segnale più concreto di una trasformazione che potrebbe riguardare anche altre fabbriche e altri gruppi tedeschi. Per l’Italia, la cui industria è intrecciata profondamente con quella di Berlino, la partita è tutt’altro che lontana

Londra mette quasi 8 miliardi sul suo programma spaziale civile-militare. Ecco la nuova strategia

Londra intende riunire le proprie ambizioni civili e militari nello spazio e stanzierà 7,8 miliardi di sterline per rafforzare comunicazioni, intelligence e controllo orbitale, riducendo al tempo stesso le dipendenze da infrastrutture e fornitori stranieri. Al centro c’è anche l’industria, dai servizi in orbita ai lanci dallo spazioporto di SaxaVord. Una svolta che posiziona anche il Regno Unito nel club dei Paesi che puntano a un settore spaziale autonomo e indipendente

Il lancio di Isar è un successo per l’Europa o per la Germania? L'opinione di Spagnulo

Il successo di Isar Aerospace dimostra che in Europa innovazione e competitività sono possibili, ma anche che persistono dei limiti nell’attuale modello industriale. Il caso tedesco mostra il peso decisivo di una strategia nazionale sostenuta da capitali privati e politica industriale, mentre le divergenze con la Francia, anche in vista del summit di Parigi, si fanno sempre più marcate. L’intervista a Marcello Spagnulo, ingegnere ed esperto aerospaziale

Chi ci sarà e chi no al summit spaziale di Parigi. E perché conta

Lo Space Summit di Parigi non è ancora iniziato ma già registra assenze pesanti, da SpaceX e Blue Origin fino al cancelliere tedesco Merz. Dietro i forfait ci sono le tensioni tra Washington e Bruxelles, ma anche interessi industriali molto concreti, dalle frequenze satellitari al mercato dei lanciatori. E, mentre l’Europa prova con non poca difficoltà a rafforzare la propria autonomia spaziale, anche altri attori si preparano alla due giorni di Parigi

Un lanciamissili o una portaerei spaziale? Cos’è l’orbital carrier a cui lavorano gli Usa

Tra le aziende inserite nei contratti governativi per il Golden Dome figura la startup Gravitics, che sta lavorando a un obiettivo ambizioso: dimostrare la fattibilità di una “nave madre” orbitale capace di ospitare satelliti, droni e missili intercettori. Un progetto che appare fantascienza, ma la cui logica trova sempre maggior riscontro negli odierni e futuri programmi spaziali militari

Tra startup e big tech, ecco come prende forma la nuova industria militare nell’era dell’IA

L’IA sta entrando nell’ecosistema globale della difesa attraverso una filiera sempre più ampia, che va dai contractor tradizionali alle startup, fino alle big tech e ai laboratori di ricerca. Un settore in rapida espansione, ma difficile da governare e ancora più complesso da regolamentare

La Cina rinvia Chang'e-7. Si riapre la partita per il polo sud della Luna

Il rinvio della missione cinese Chang’e-7 al 2027 ha aperto una finestra inattesa per gli Stati Uniti nella nuova corsa alla Luna. Pechino punta a raggiungere per prima il polo sud lunare, che potrebbe rivelarsi strategico per le missioni future, e adesso Washington potrebbe sfruttare l’occasione per portarsi in vantaggio, ma le missioni lunari rimangono complesse e ogni fallimento rischia di causare ulteriori ritardi

Una base da 100 miliardi che punta ai 10mila lanci all’anno. La nuova scommessa di SpaceX

SpaceX prepara una nuova base per la Starship sulla costa della Louisiana, con un investimento da 100 miliardi di dollari. Il progetto punta a superare i limiti delle infrastrutture attuali, arrivare a una cadenza di circa 10mila lanci l’anno e sostenere le attività connesse ai data center orbitali sviluppati con Nvidia. I lavori dovrebbero partire nel 2027, ma le incognite non mancano

La Turchia varerà la sua prima portaerei nel 2027. Come cambia la geografia militare mediterranea

I vertici politici e militari turchi annunciano una nuova fase per la Marina di Ankara, di cui il varo della prima portaerei interamente nazionale rappresenterà il simbolo. La nuova nave sarà un assetto multiruolo, con una componente aerea, di superficie e subacquea unmanned importante. Nel frattempo, procede anche l’ammodernamento del resto della flotta. Così la Turchia si ritaglia il suo spazio nel Mediterraneo

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