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Berlino sosterrà direttamente le sue startup della difesa. Cosa significa

La Germania si prepara a investire direttamente nelle startup della difesa attraverso un nuovo fondo pubblico dedicato alle tecnologie militari e dual use. Una misura che si inserisce in una più ampia strategia per rafforzare l’ecosistema nazionale e sostenere la crescita delle nuove neo-prime tedesche

Dalla joint venture con Baykar all’Ucraina, Borsari (Cepa) legge la strategia di Leonardo sui droni

I droni sono i nuovi protagonisti dei conflitti armati e la loro pervasività promette di continuare ad aumentare nei prossimi anni. Con la joint venture con la turca Baykar, Leonardo ha trovato il modo di recuperare terreno in un settore dove tutta Europa ancora arranca. Nel frattempo, l’ad Mariani guarda anche all’Ucraina, dove però attori come Rheinmetall sono già presenti da anni. Queste due direttrici, Turchia e Ucraina, rischiano di sovrapporsi oppure saranno parte di una strategia più ampia? I possibili scenari visti da Federico Borsari (Cepa)

A Farnborough l’Italia scommette sull’integrazione industriale. Ecco perché

A tre giorni dall’apertura del salone aeronautico di Farnborough l’Italia si propone come un ponte tra realtà geografiche, industriali e tecnologiche. Dall’ingresso del Canada nel Gcap alle nuove commesse di Leonardo, dalla partnership con Baykar ai progetti sulla difesa aerea e lo spazio, la parola d’ordine è integrazione

Leonardo-Baykar, è nato il primo player euro-turco nel campo dei droni

Da Farnborough è arrivato il via libera definitivo a Lba Systems, la joint venture che unirà le forze di Leonardo e Baykar. Il primo lotto è già in produzione negli stabilimenti italiani e il nuovo gruppo si presenta già con un catalogo completo di piattaforme unmanned. Un’intesa basata sulla complementarità, che da vita a un soggetto unico nel panorama europeo

Gli Usa vogliono milioni di droni per le Forze armate. Il piano del Pentagono

Washington è alla ricerca di droni. Milioni di droni. Per farlo, il Pentagono ha istituito un nuovo ufficio che avrà il compito di accentrare lo sviluppo, l’acquisto e la consegna dei sistemi unmanned a tutte le forze armate. L’obiettivo? Produrre dieci volte di più, dieci volte più rapidamente e a un decimo del costo

Defense tech, come evitare la frattura tra Europa e Usa. Il paper Gmf

Un nuovo paper del German Marshall Fund lancia l’allarme sul futuro del defense tech transatlantico. Dietro i numeri record di investimenti e contratti incrociati tra Usa ed Europa vanno allargandosi due faglie strutturali, sovranità e intelligenza artificiale militare, che rischiano di spaccare proprio l’ecosistema che dovrebbe garantire il vantaggio tecnologico dell’Occidente

L’esplosione di New Glenn non ritarderà il lancio di Artemis III. Parola di Isaacman

La Nasa non cambia i piani e conferma Artemis III nel 2027, malgrado i ritardi che hanno interessato Blue Origin. La missione che vedrà a bordo della capsula Orion anche l’italiano Luca Parmitano avrà il compito di testare in orbita terrestre i sistemi e le tecnologie che, con Artemis IV, riporteranno l’essere umano sulla Luna

Così il Pentagono vuole portare l’IA a bordo della US Navy

Trasformare i dati in un vantaggio operativo è l’obiettivo della nuova strategia con cui il Dipartimento della Marina degli Stati Uniti punta a costruire una forza AI-enabled. Il documento individua sei priorità per accelerare l’impiego dell’Intelligenza artificiale, coinvolgendo industria e alleati, mentre sullo sfondo pesa la competizione con la Cina e la necessità di ridurre i tempi decisionali

Defense tech made in Italy. Costantini Vergallo racconta Veco Robotics

Il settore del defense tech italiano, che fa dell’integrazione tecnologica by design il proprio tratto distintivo, è in crescita. Dallo spazio al quantum, passando per l’AI, l’innovazione si conferma un asset strategico per il sistema Paese. Tra le realtà che stanno guidando questo cambiamento c’è Veco Robotics, azienda pugliese a conduzione familiare specializzata in robotica. L’intervista di Airpress all’amministratore delegato Federico Costantini Vergallo

Defense tech, il caso Helsing spiega perché gli investitori premiano il Nord Europa

Il maxi finanziamento di Helsing è solo l’ultimo segnale di una tendenza ormai consolidata e che vede il defense tech europeo convincere sempre più gli investitori internazionali. Dalla Germania al Regno Unito, passando per il Baltico, sta emergendo un ecosistema innovativo che beneficia di una domanda pubblica stabile e prevedibile

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