Bianco, Bindi e Castagnetti ricordano Franco Marini il popolare. Le foto di Pizzi

È stato presentato ieri, all’Istituto Luigi Sturzo a Roma, il libro di Giorgio Merlo, “Franco Marini, il popolare”. Il dibattito è stato introdotto dal giornalista del Tg1 Marco Frittella, e a parlare del libro e a ricordare Marini erano presenti Gerardo Bianco, Rosy Bindi, Pierluigi Castagnetti e David Sassoli, intervenuto con un videomessaggio.

Marini, ha scritto Merlo nel suo libro – ha detto Frittella aprendo il dibattito – lascia una ricca eredità, ma non lascia eredi, ed è proprio da questa affermazione che i relatori sono partiti, ossia la “tormentosa questione della presenza, oggi, della radice cattolico democratica nel confronto pubblico italiano”.

Il primo a rispondere è stato Gerardo Bianco, presidente dell’ANIMI – Associazione Nazionale per gli Interessi nel Mezzogiorno d’Italia – nonché deputato per nove legislature, ex ministro, democristiano e popolare, che proprio su questo ultimo termine ha concentrato il suo intervento. “Preparandomi a partecipare a questo incontro cercavo la cravatta adatta, quella che vedete con la Balena Bianca. Non riuscivo a trovarla, questa Balena Bianca, non riuscivo a capire dove era stata messa, era caduta? Si era nascosta? Però essendo ostinato a cercare la Balena Bianca finalmente l’ho trovata e penso che questo sia un omaggio doveroso a chi è stato popolare sempre”, come Franco Marini. Ma dove sono i popolari oggi, si è chiesto Bianco. “Manca una collettività che abbia peso e abbia una dimensione tale da influire nella politica italiana”.

Sopravvive il popolarismo, sottolinea Bianco, mancano i popolari associati. “E allora l’invito che rivolgo, in modo particolare a Castagnetti, è di andare a cercare come ho fatto per la cravatta, questo popolarismo”.

“Molti degli elementi portanti della storia che è stata dei cattolici democratici nella vita del nostro Paese attraverso la Democrazia cristiana attraverso il Partito Popolare credo che abbiano in qualche modo vinto e si siano affermati”, ha aperto il suo intervento Bindi. “Io non non sono così pessimista nel leggere la storia di oggi, io vedo che molte di ciò che era il patrimonio di una parte diventato poi patrimonio condiviso. Ci sono sicuramente oggi i nuovi nuovi avversari nove e idee nuove pericolose da combattere. Certamente è una di queste è il confronto tra il populismo e l’essere popolari”.

Sulla stessa scia anche l’intervento di Pierluigi Castagnetti. “È difficile fare politica oggi in una situazione in cui non c’è più traccia di cristianità. C’è poca traccia di presenza sociale della Chiesa le associazioni ecclesiali. E in questo contesto siamo riusciti anche grazie alla alta direzione che è stata espressa da Mattarella alla presidenza della nostra Repubblica, ma anche attraverso altre personalità, se ci guardiamo intorno non è che la tradizione cattolico democratica sia fuori dal dibattito politico oggi e anche dalle prospettive che questo dibattito politico può avere”.

Per Formiche.net era presente Umberto Pizzi.

(c) Umberto Pizzi – Riproduzione riservata

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