Giulia Bongiorno, da avvocato a ministro della Pubblica amministrazione. Foto archivio Pizzi

Giulia Bongiorno è il nuovo ministro per la Pubblica amministrazione del governo gialloverde. “Quello della sicurezza e della giustizia e della tutela dei diritti di chi è meno difeso è un tema a cui tengo molto e ringrazio Giulia per aver accettato”, aveva detto Matteo Salvini quando Bongiorno aveva accettato la candidatura alle ultime elezioni nelle file della Lega.

Intervistata dal Corriere della Sera ha annunciato un “cambio di passo” sulla Pubblica amministrazione. Il primo atto, secondo il ministro, saranno “sopralluoghi a sorpresa, ma nulla di punitivo. Ispezioni a campione con pool di esperti: i nostri ispettori e specialisti di modelli organizzativi”. “Se troverò disservizi causati da difficoltà oggettive aiuteremo a colmare le lacune. Ma se emergessero inerzie saremo inflessibili”. L’assenteismo, ha proseguito Bongiorno, “è un fenomeno odioso”, contro cui serve anche la prevenzione “con rilevazioni biometriche per evitare che ci sia chi strisci il tesserino per altri”.

Parlando delle raccomandazioni, “la carriera del raccomandato si può stroncare valutandolo. Ma oggi le valutazioni sono tutte brillanti, in un sistema che non lo è. Come mai? L’unico che può valutare senza sconti e con criteri oggettivi è il cittadino. Inserirò criteri legati al merito”, ha dichiarato Bongiorno. La lotta alla corruzione sarà fatta “passando dalla quantità alla qualità delle leggi. Ci sono troppe norme oscure, che i funzionari possono piegare arbitrariamente. Le imprese hanno troppi interlocutori e troppi uffici. Un progetto è una via crucis. La tentazione di oliare è forte”, ha osservato il ministro.

Giulia Bongiorno è avvocato ed è nata a Palermo. Si è laureata nel 1989 in giurisprudenza all’Università di Palermo e nel 1992 diventa procuratore legale nel distretto di Palermo ed entra nello studio dell’avvocato penalista Gioacchino Sbacchi.

Resa celebre per la difesa di Giulio Andreotti nel processo per mafia a cui partecipò a soli 27 anni insieme a Franco Coppi e Gioacchino Sbacchi dal 1993 al 2004, ha iniziato a difendere molti personaggi noti nell’ambito di complessi procedimenti penali di carattere tributario; tra gli altri, Gianna Nannini, Ezio Greggio, Tiziano Ferro e l’allenatore di basket Simone Pianigiani.

Qui pubblichiamo una selezione di foto d’archivio del maestro Umberto Pizzi.

(Foto: Umberto Pizzi – riproduzione riservata)

ultima modifica: 2018-06-25T08:00:22+00:00 da Isabella Nardone