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Come preannunciato il 27 gennaio, il Pentagono ha nominato l’ammiraglio di squadra navale Michael Rogers (nella foto), 53 anni, attuale comandante della cyber sicurezza della Us Navy, a capo della National Security Agency e del comando di tutte le difese unificate contro i cyber attacchi.

Rogers, esperto di codici, sostituisce il generale di squadra aerea Keith Alexander e costituisce la prima mossa del presidente Barack Obama per il nuovo corso dell’agenzia d’intelligence – tutt’altro che una rivoluzione secondo molti addetti ai lavori -, coinvolta nelle critiche per il caso Datagate, scatenato dalle rivelazioni dell’ex analista Edward Snowden.

UNA SCELTA PERSONALE
La scelta di preferire un militare a un civile esperto di diritti civili – svela il New York Times – risale ad alcune settimane fa, quando il capo di Stato Usa ha rifiutato di accogliere le raccomandazioni avanzate da un gruppo di esperti consultato dalla sua amministrazione a seguito del caso delle intercettazioni. Gli esperti avevano raccomandato di separare i vertici dell’Nsa e dell’United States Cyber Command, che per legge deve essere guidato da un ufficiale militare. Per il ruolo di vice direttore dell’Nsa si è puntato invece su Rick Ledgett, che ha guidato le indagini sulle rivelazioni fatte dalla “talpa”, che gode ora di asilo politico temporaneo in Russia.

LE PAROLE DI HAGEL
Ad annunciare il nome di Rogers è stato il segretario alla Difesa Chuck Hagel, che ha così svelato il nome dell’atteso successore di Alexander, che lascerà la guida dell’Nsa il 14 marzo dopo nove anni. “Questo è un momento cruciale per l’Nsa – ha commentato il numero uno del Pentagono – e il vice ammiraglio Rogers ha doti uniche e straordinarie per questo incarico, mentre l’agenzia prosegue la sia missione vitale e attua le riforme del presidente Obama“.

PERICOLI IN AGGUATO
Secondo il giornale newyorkese, come direttore delle due agenzie Rogers “si troverà al centro del fuoco incrociato come mai nella sua onorata carriera militare di 33 anni“. A iniziare dall’audizione di conferma dell’incarico al Senato, “l’ammiraglio dovrà illustrare una strategia credibile, volta a conseguire le parziali aperture sul fronte della garanzia della privacy annunciate dal presidente due settimane fa“. Molte delle questioni cruciali, inclusa la gestione del grande database di dati privati raccolti dall’intelligence, la ricerca dei terroristi internazionali e la lotta alla proliferazione nucleare, “restano però imprigionate in un limbo decisionale“.

Chi è Michael Rogers, il nuovo direttore dell'Nsa

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