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Dodici mesi per condurre l’Unione europea verso lidi più tranquilli, oppure per certificare che si tratta di una strada ormai senza uscita. La presidenza di turno “mediterranea” dell’Ue, prima greca e poi italiana, monopolizza l’attenzione comunitaria nel 2014. E non solo per via del destino che ha voluto Atene precedere Roma in questa staffetta, quanto per le condizioni in cui la Grecia assume il timone della nave europea, stretta com’è nella morsa dei creditori.

QUI ATENE
Nel giorno in cui il terrorista Christodulos Xeros è fuggito mentre era in libertà vigilata, il dibattito sul bilancio ellenico – il vero cuore del memorandum della Troika – è seguito dalla proposta di far pagare un ticket ospedaliero di 25 euro ai cittadini al fine di recuperare un centinaio di milioni di euro per il 2014. Ma l’idea del ministro della Salute Adonis Gheorghiadis sconta il fermo no dei socialisti, che con il vicepremier Venizelos si oppongono. Cosa accadrebbe, ha osservato nei giorni scorsi il Wall Street Journal, se proprio durante il semestre ellenico il governo di Atene dovesse cadere? E se lo facesse proprio a ridosso delle elezioni europee quando il Parlamento comunitario lavora in modo ridotto? Il rischio esiste.

TROIKA DIXIT
Al momento rimangono ancora delle notevoli questioni in sospeso tra la Troika e il governo guidato dal conservatore Samaras, come le riforme strutturali, i licenziamenti nel pubblico impiego (12.500 già effettuati, altri 4.000 in attesa dal 2013 e ulteriori 11.000 nel 2014), la nuova contrattazione collettiva che per i nuovi assunti prevede stipendi da 350 euro, nuove imposte come la decisione di introdurre un euro per ogni ricetta medica, il controllo agli istituti di credito nazionali rigenerati dai denari della Troika ma ancora avari di credito per le imprese locali.

QUI BRUXELLES
Il primo test dell’anno per la Grecia sarà l’Eurogruppo del 27 gennaio prossimo, durante il quale Atene spera di ottenere una tabella di marcia concreta per il versamento della prossima tranche di prestiti, ma di fatto proseguendo nella direttrice di marcia imboccata dal 2011 quando la voragine finanziaria è stata temporaneamente chiusa con prestiti con tassi di interessi elevati.

QUI BERLINO
Ma come farà la Grecia a ritornare sui mercati, così come ha annunciato il premier? Se lo chiede dalle colonne di Deutsche Welle Marcel Fratser, presidente dell’Istituto tedesco di ricerca economica (DIW), secondo cui il semestre ellenico si baserà principalmente su tre elementi: opportunità, sfide e nuovo pacchetto. Un trittico che serve al Paese “per dimostrare che può giocare un ruolo responsabile nella UE, e questo è un messaggio importante che deve essere inviato alla Grecia”, dice Fratser intervenendo alla trasmissione radiofonica “Voce della Russia”.

DEBOLEZZE
Secondo Fratser la Grecia resta un partner debole, con gravi problemi interni che dovrebbero stimolare più determinazione nell’attuazione delle riforme. Ma come giungere ad un livello di debito sostenibile? L’economista tedesco ritiene che la Grecia avrà bisogno di un nuovo programma di assistenza. E analizza: “Dobbiamo riflettere su due cose: in primo luogo, come garantire il Paese economicamente, come il debito può essere sostenibile, e cosa si può fare in pratica per ridurre questo debito. Si parla di un haircut, a mio parere è inevitabile”. E poi proporre la riduzione dell’ammontare del debito per dare al Paese la possibilità di ottenere un’economia sostenibile.

VARIABILI
Un quadro di macroeconomia che non potrà non tenere in considerazione ciò che accade nella quotidianità del Paese: con l’insofferenza sociale rappresentata dalle ali estreme, con i sondaggi che danno stabile come terzo partito i neo-nazisti di Alba dorata, con i dati record sulla disoccupazione, con il cielo sopra Atene trasformato in un’immensa cappa di fumo. Il motivo? Gli aumenti esponenziali per i costi del riscaldamento, hanno indotto migliaia di persone a ri-accendere i caminetti. Per risparmiare denaro, ma con la conseguenza di inquinare di più.

twitter@FDepalo

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