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Grazie all’autorizzazione del gruppo Class Editori pubblichiamo l’analisi del direttore Pierluigi Magnaschi apparsa sul quotidiano Italia Oggi.

La campagna congressuale del Pd assomiglia a quelle analoghe che si svolgevano quando la Dc, allora detta anche scudocrociato, aveva il vento in poppa. Anche allora, nell’imminenza del voto per il congresso del partito, esplodevano le tessere. Anche allora c’erano le cosiddette «truppe cammellate» che venivano spostate da una zona all’altra per far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra.

La scorsa settimana, Giorgio Ponziano ha dato in esclusiva su ItaliaOggi la notizia che in Romagna votavano allegramente pattuglioni di congolesi, usati in funzione antirenziana. Una bella trovata. Anche perché è a prova di reazione. Infatti chi, appartenente alla corrente del Pd che subisce i danni della transumanza, avesse voluto eccepire qualcosa, si sarebbe subito beccato del razzista. Sarebbe infatti stato contrastato, non perché ha voluto bloccare della gente che non aveva mai visto prima dalle parti della sezione che ospita il seggio, ma sarebbe stato descritto come uno che, di fatto, voleva impedire, a poveri immigrati, e per di più di colore, di esprimere responsabilmente il loro voto.

Resterebbe da domandarsi come mai i congolesi immigrati in Italia siano degli antirenziani, non essendo essi noti per essere dei fini analisti politici. Ma il dubbio, per fortuna, è stato subito sciolto dallo stesso Ponziano che ha scoperto che anche a La Spezia hanno dilagato, nelle sezioni del Pd, altri congolesi ma, questa volta, a sostegno di Renzi. Lungi da me di pensare che gli immigrati congolesi si siano comportati da mercenari politici, in quest’occasione, ma, lo confesso, il dubbio mi è venuto.

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