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Pubblichiamo grazie all’autorizzazione di Class Editori il commento del direttore di Italia Oggi Pierluigi Magnaschi.

Alitalia poteva essere ceduta cinque anni fa, in condizioni migliori di quanto si possa sperare adesso. Per tenerla in vita durante tutto questo tempo, si sono sprecati 5 miliardi di euro e sono stati penalizzati i consumatori italiani perché, falsando le regole della concorrenza in nome dell’italianità, sono stati imposti, sulla rotta d’oro (Milano Linate-Roma Fiumicino), dei prezzi quattro o cinque volte superiori a quelli che sarebbero stati praticati se quella rotta non fosse stata blindata a favore della sola Alitalia.

La compagnia che, un tempo si diceva di bandiera, doveva rimanere in mani italiane perché, si disse allora, (sindacati in testa e politici al traino) Alitalia era la sola compagnia in grado di assicurare un regolare flusso di turisti verso il nostro paese. Sta di fatto che Alitalia ha poi abolito anche i pochi voli da Shanghai (Cina) per cui i turisti con gli occhi a mandorla che volevano venire nel nostro paese sono stati costretti ad atterrare a Parigi. E ciò ben prima che l’Alitalia fosse fusa con Air France.

Anche adesso, contro la cessione delle società che non stanno più in piedi, dopo un primo attimo di sbigottimento, si sono subito alzate le balle interessate dei conservatori (che spesso si dichiarano progressisti). Circa la rete Telecom, il Copasir (che sovrintende i servizi segreti italiani) ha subito votato un odg che mette in guardia contro la possibilità che paesi stranieri, mettendo le mani sulla rete, possano venire a conoscenza dei nostri segreti. Evidentemente costoro non hanno mai sentito parlare di Echelon (il grande orecchio Usa che è in grado di intercettare ogni telefonata, sms o e mail dovunque nel mondo) né di WiliLeaks che ha intercettato e diffuso milioni di informazioni riservatissime americane.

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