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Le prime due frecce sono andate a segno, la quarta è scoccata, almeno per ora. Il premier giapponese Shinzo Abe festeggia la revisione al rialzo del Pil, frutto dell’intervento del governo in politica monetaria e fiscale (prima e seconda freccia). Tokyo si prepara a sfruttare il quarto asso nella manica, l’assegnazione delle Olimpiadi del 2020, puntando su un ritorno occupazionale senza precedenti. E, con casse più piene, si potrà pensare anche alle riforme strutturali, la terza freccia ancora nella faretra. Per ora ad Abe basta una certezza: “Japan is back”.

Il rialzo delle previsioni sul Pil

Il Giappone segna ad aprile-giugno una crescita economica più consistente delle previsioni: rispetto alla prima lettura del 12 agosto, secondo i dati diffusi dall’Ufficio di gabinetto, il Pil sale dello 0,9% sui tre mesi precedenti (dallo 0,6% preliminare) e del 3,8% su base annualizzata (dal 2,6%).

Importazioni e afflussi di capitali dagli investimenti all’estero

Il saldo delle partite correnti invece segna a luglio un surplus di 577,3 miliardi di yen (4,4 miliardi di euro), in calo del 12,9% su base annua. Dall’analisi del dato, diffuso dal ministero delle Finanze, risultato comunque migliore delle attese, emerge che l’enorme deficit commerciale (943,3 miliardi) è compensato soprattutto da utili esteri delle aziende nipponiche e interessi su investimenti in titoli, quali i buoni del Tesoro Usa, di cui Tokyo è il secondo possessore straniero al mondo alle spalle della Cina.

Le riforme strutturali?

Secondo Rob Wood di Berenberg le previsioni al rialzo di oggi mostrano che le prime due frecce di Abe, stimolo monetario e fiscale, hanno colpito il centro. Ma dov’è finita la terza freccia, quella delle riforme strutturali? “I segnali finora sono stati deludenti, aumentando i rischi che questo sprint giapponese si esaurisca nel giro di un paio d’anni – ha spiegato al Guardian -. Ma Abe ha ancora l’opportunità di annunciare delle riforme importanti che aumentino la concorrenza in alcuni settori e permettano di incrementare la crescita della produttività. Ha solo bisogno di trovare il momento giusto come ha fatto per decidere gli stimoli”.

Tokyo 2020 come stimolo agli investimenti

E la notizia che i Giochi olimpici del 2020 si terranno a Tokyo è la premessa per nuovi investimenti in capitale per le imprese. Evan Lucas, market strategist di Ig Markets a Melbourne, ha calcolato che l’assegno da staccare per Tokyo sarà compreso tra i 13,9 miliardi di dollari spesi per Londra 2012 e i 43 di Pechino 2008. “Per un’economia che cerca disperatamente di svincolarsi da 20 anni di deflazione è un bel colpo”, riporta il Guardian. E, almeno ieri, lo è stato anche per il Nikkei, balzato del 2,5% subito dopo la notizia.

Il balzo del Nikkei

Il forte rialzo della Borsa giapponese è dovuto infatti alle aspettative positive dopo che Tokyo ha ottenuto l’assegnazione delle Olimpiadi estive del 2020 e alla revisione al rialzo dell’andamento del Pil nel secondo trimestre. Il Topix ha chiuso a 1.173 punti (+2,19%).

Le Olimpiadi come “quarta freccia”

L’assegnazione a Tokyo dei Giochi olimpici estivi del 2020, superando la concorrenza di Madrid e Istanbul, è una solida spinta ai piani del premier Abe per portare il Paese fuori dalle secche di decenni di deflazione e da una crisi nucleare come quella di Fukushima ancora tutta da risolvere, verso un modello di ‘cool Japan’. Abe ha affermato infatti che i Giochi sono la ”la quarta freccia” della ‘Abenomics’, le misure economiche che si basano sulla maxi politica monetaria espansiva, sugli stimoli fiscali e sulle riforme, e che sta producendo i primi frutti attesi visti, tra l’altro, la ripresa della fiducia di consumatori e imprese.

I meriti diplomatici di Abe

Il quotidiano finanziario Nikkei ha parlato di ”schiacciante vittoria” all’assemblea del Cio di Buenos Aires, anche sotto il profilo diplomatico, riconoscendo ad Abe l’intervento ”chiave” per dissipare i dubbi sui rischi di radioattività di Fukushima dopo le perdite di acqua contaminata e dopo il bando all’import – annunciato dalla Corea del Sud a poche ore dalla votazione in Argentina – sui prodotti ittici da otto prefetture nipponiche, Fukushima inclusa, vissuto da Tokyo come un autentico sgarbo. ”Mostreremo al mondo che il Giappone può avere una notevole ripresa dal disastro del 2011 e che si distingue ancora del mondo”, ha aggiunto Abe, in merito agli scenari futuri della terza più grande economia del pianeta, perché ”Tokyo sta per essere il centro del mondo e abbiamo davvero bisogno di rispondere alle aspettative: questa è la nostra sfida”.

Le cifre in ballo

Le Olimpiadi del 2020 saranno il simbolo che il Sol Levante ”è ritornato” o ”Japan is back”, secondo lo slogan scelto in un discorso tenuto a giugno. Più di un miliardo di dollari per il nuovo stadio firmato dall’archistar Zaha Hadid e poco meno per il villaggio olimpico: il comitato di Tokyo 2020 ha lanciato stime pari a 30 miliardi di dollari di ritorni per l’economia e ben 150.000 nuovi posti di lavoro.

La staffetta (economica) di Abe riparte dalle Olimpiadi di Tokyo 2020

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