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Bersani spompato, anzi “spompo”. La bandana, ovviamente berlusconiana, di Renzi. Marini pro Cuperlo e anti Franceschini pro Renzi. Ecco le ultime notizie e clamorose dal pianeta Pd.

Tutto ruota comunque su “Matteo” dopo gli ultimi sostegni (non si sa quanto davvero di peso) incassati dal sindaco di Firenze e aspirante sindaco del Pd e d’Italia: Walter Veltroni, Piero Fassino, Leoluca Orlando, Enzo Bianco, Dario Franceschini e Beppe Fioroni e chissà quanti altri nei prossimi giorni anche dal fronte bersaniano si convertiranno sulla via di Firenze.

Pierluigi Bersani, però, non ha torto a criticare un dibattito avviato e avvitato soltanto su nomi, leadership, bandane e spompi. D’accordo fa ancora caldo e non prendiamoci troppo sul serio. Ma il rischio è solo di far ridere.

Bersani, si diceva, vuole parlare di idee e di temi. Bene. Forse è troppo prematuro per un non candidato ufficiale come Renzi senza date e regole per congressi e primarie. Però i militanti del Pd, tra una piadina e un bicchiere di lambrusco, potrebbero voler sapere anche altro.

Ad esempio: caro Matteo, che mi dici della Siria: serve aggredire e punire Assad? Non ci sono conservatori alla Bush o alla Chirac in America e in Francia, ci sono progressisti e molto di sinistra come Obama e Hollande pronti a intervenire militarmente a Damasco. L’obamiano e molto liberal-americano Renzi che dice?

A proposito di banchetti, gazebo, firme e tavolini all’aperto per firmare e discutere, che pensa Renzi dei referendum promossi dai Radicali a caccia di firme utili? Magari c’è qualche remora dopo le firme, con tanto di microfoni e tv chiamati all’uopo, di Silvio Berlusconi, Renato Brunetta ed Emilio Fede. Ma Renzi non superava gli steccati e le etichette di partito? E i quesiti dei Radicali non sono anche molto renziani su giustizia, droghe, immigrazione ecc?

E vogliamo parlare di economia? Non solo di Imu e Service tax. Esempio: come si conciliano le ultime torsioni a sinistra notate da più osservatori nelle parole di Renzi con le idee del guru renziano, Yoram Gutgeld, che ha proposto di privatizzare le quote del Tesoro in Eni, Enel e Finmeccanica? L’esperto ha argomentato che le risorse frutto della vendita sarebbero utilizzare per dare più soldi in busta paga ai lavoratori dipendenti, dunque Renzi è favorevole a privatizzare definitivamente società strategiche come Eni, Enel e Finmeccanica?

Se l’interrogativo è troppo tranchant, si può sempre discutere delle idee esposte da tempo da Massimo Mucchetti, giornalista e saggista, ora senatore del Pd e presidente della Commissione Industria di Palazzo Madama, che chiede ad esempio di dare un più chiaro e ampio ruolo nelle politiche industriali e di ristrutturazione per la Cassa depositi e prestiti. Un tema troppo spompo? Pardon palloso, per usare un gergo renziano?

Renzi, troppe parole e molti silenzi

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