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L’aula del Senato ha approvato la mozione di maggioranza sui caccia F-35 proposta dai senatori Luigi Zanda, Renato Schifani, Gianluca Susta e altri. Hanno votato a favore 202 senatori, contrari 55, astenuti 15. Bocciate le mozioni di Sel, del Movimento 5 stelle e dei dissidenti Pd (primo firmatario Felice Casson, che proponevano il blocco o la sospensione dell’acquisto del discusso sistema d’arma).

La mozione di maggioranza impegna il Governo “a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito” in base alla legge 244 del 2012. Una decisione che pochi giorni fa ha scatenato il commento piccato del Consiglio supremo di Difesa presieduto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che invocava maggiore responsabilità da parte delle Camere.

PROVE TECNICHE DI COALIZIONE?
Nonostante le bocciature delle mozioni, l’opposizione grillina ha evidenziato alcuni punti di contatto con porzioni di un partito al governo, il Pd. Ieri, durante una riunione preparatoria, il gruppo del M5S a Palazzo Madama si era spaccato sull’ipotesi di sostenere o meno la proposta dell’ex magistrato Casson, in un tira e molla che ha evidenziato la profonda frattura tra chi vorrebbe un governo di cambiamento e i “duri e puri” che seguono la linea isolazionista del comico genovese. Divisioni confermate oggi in aula, dove i grillini non hanno sempre votato in maniera compatta, così come il Partito Democratico. Oltre a Palazzo Madama, tra democratici e grillini c’era già stata sintonia d’intenti sia alla Camera sia in Esecutivo, quando il deputato Giuseppe Civati e il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio avevano espresso pubblicamente la loro contrarietà al programma F-35.

IL SIPARIETTO TRA COTTI E GRASSO
Tra gli astenuti al voto dell’accesa discussione di ieri il grillino Roberto Cotti, protagonista di un siparietto nel corso della sua dichiarazione di voto.
Il senatore pentastellato ha indossato nell’aula di palazzo Madama una giacca con i colori dell’arcobaleno, quelli della bandiera della pace. Ma quando il presidente del Senato, Pietro Grasso, lo ha rimproverato, Cotti ha rinunciato al suo capo simbolico, ha indossato la sua normale giacca blu ed ha proseguito il suo intervento.

LE PAROLE DEL MINISTRO DELLA DIFESA
In aula, il ministro della Difesa Mario Mauro ha ribadito, motivandola, la scelta dell’acquisizione dei caccia. In uno “scenario di sicurezza globalizzato – ha sottolineato il ministro – tutti i Paesi responsabili sono chiamati a dare il proprio contributo partecipando sia ai meccanismi decisionali nei consessi multinazionali, nelle Nazioni Unite, piuttosto che in ambito europeo-atlantico, sia agli oneri connessi alle operazioni di mantenimento e ripristino della pace e della sicurezza internazionale. Sarebbe velleitario pretendere di partecipare o ancor più determinare tali processi decisionali sottraendoci poi agli impegni derivanti da tali decisioni, ivi compresa l’adozione di misure anche militari finalizzate al ripristino e al mantenimento della pace“.

TAGLI E COMPETENZE
Mauro ha sostenuto poi che in Italia il comparto militare ha subito una decurtazione netta, del 19% della spesa pubblica dedicata fra il 2003 e il 2012, al contrario di quanto è accaduto tra gli alleati europei e statunitensi. Per Mauro “il sistema F-35, oggetto delle mozioni in esame, è una parte importante dell’insieme delle capacità aeree complessive dello strumento militare nel suo complesso”. Quanto alle competenze del Parlamento in materia di scelte sul modello di difesa e i sistemi d’arma, il ministro ha sostenuto che, in base alla legge 244 del 2012, essa “non determina effetti sugli atti compiuti e perfezionatisi molti anni prima” ma “la nuova norma è ovviamente cogente per tutti i programmi di acquisizione che, dal momento della sua approvazione, il Governo intende perseguire, disciplinando quindi nuove procedure di informazione verso le Commissioni componenti, nonché le modalità del loro operare“.

Roberto Cotti (M5S) in aula con giacca pacifista, contro gli F-35

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