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L’Egitto sta provando in tutti i modi a tornare alla normalità. Per cominciare è stato incaricato un nuovo primo ministro, Hazem Al Beblawi. Il premier avrà come prima missione la formazione di un nuovo governo oggi, dopo l’incontro con Mohamed El Baradei e Ziad Bahaa-Eldin. I Fratelli Musulmani si sono rifiutati di fare parte del nuovo esecutivo che guiderà l’Egitto.

Ma l’Egitto non è solo. L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi hanno offerto il loro sostegno economico in questa delicata fase di transizione. Sei giorni dopo la caduta di Mohamed Morsi, le due monarchie petrolifere del Golfo hanno confermato la consegna di 8 miliardi di dollari all’Egitto per affrontare la crisi finanziaria, uno dei problemi più gravi del Paese.

Gli amici sauditi

Secondo l’agenzia saudita Spa, l’Arabia Saudita ha deciso di dare 5 miliardi di dollari all’Egitto: un bonifico senza interessi alla Banca centrale egiziana per due miliardi di dollari, una donazione di un miliardo e l’equivalente di due miliardi di dollari in prodotti petroliferi e gas.

Il ministro delle Finanze saudita, Ibrahim al Asaf, ha detto all’agenzia Spa che la decisione di aiutare l’Egitto è stata presa dal re Abdala e ha come obiettivo sostenere economicamente le sfide che il Paese sta vivendo.

L’Arabia Saudita non ha mai nascosto la propria soddisfazione per la caduta di Morsi. Il re Abdala è stato il primo capo di Stato straniero a congratularsi con il presidente ad interim Adli Mansur poche ore dopo il colpo di Stato. E con questa iniezione di denaro il sostegno viene confermato.

L’aiuto degli Emirati Arabi

Oltre all’aiuto dell’Arabia Saudita, l’Egitto potrà contare anche sul sostegno degli Emirati Arabi. Secondo l’agenzia di notizie Wam, è stata annunciata ieri la consegna di tre miliardi di dollari. La formula è molto simile a quella saudita: una donazione di un miliardo di dollari e un bonifico per la Banca centrale dell’Egitto, libero da interessi, per due miliardi di dollari.

Ad annunciare la decisione è stato il consigliere di sicurezza nazionale degli Emirati Arabi, lo sceicco Haza ben Zayed Al-Nahyane, dopo l’incontro al Cairo con il presidente ad interim Adli Mansur.

Lo sceicco si è congratulato con l’Egitto e ha confermato la solidarietà tra i due Paesi. “Gli Emirati sono convinti che il popolo egiziano abbia le capacità per superare queste sfide”, ha detto Haza.

E il Qatar?

Il Qatar, alleato dei Fratelli Musulmani, era il principale sostenitore economico dell’amministrazione di Morsi. Dopo il colpo di Stato non si è pronunciato a favore o contro ciò che è accaduto: ha semplicemente detto che “continuerà a sostenere l’Egitto”. Il 10 aprile scorso, il Qatar aveva annunciato la propia disponibilità a comprare titoli egiziani per circa tre miliardi di dollari e portare così l’assistenza economica a 5 miliardi di dollari.

Egitto, il salvataggio economico di Arabia Saudita ed Emirati Arabi

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