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Il campo di detenzione di Guantanamo è destinato a restare aperto, contrariamente a quanto promesso dal presidente Barack Obama. Il dipartimento di Stato ha assegnato un nuovo incarico a Daniel Fried, l’inviato speciale per la chiusura della prigione più discussa al mondo e non lo sostituirà, secondo il New York Times.

La decisione di Obama di non assegnare a un suo funzionario, nel secondo mandato, un incarico specifico su Guantanamo appare come un segnale chiaro: la chiusura del campo di detenzione non è più una priorità dell’attuale amministrazione. Molto più importanti, per la Casa Bianca, sono ora Iran e Siria, di cui Fried si occuperà con il nuovo incarico di coordinatore per le sanzioni del dipartimento di Stato.

Obama, creando il ruolo di inviato speciale per Guantanamo nel 2009, si era posto l’obiettivo di chiudere la prigione nel suo primo anno da presidente. Fried, da allora, ha viaggiato per il mondo cercando di negoziare il rimpatrio di 31 detenuti di basso profilo e l’assegnazione a Paesi terzi di un’altra quarantina di detenuti, scagionati dalle autorità statunitensi ma impossibilitati a tornare a casa per le possibili ritorsioni.

La promessa (sfumata) di chiudere Guantanamo

Il campo di detenzione di Guantanamo è destinato a restare aperto, contrariamente a quanto promesso dal presidente Barack Obama. Il dipartimento di Stato ha assegnato un nuovo incarico a Daniel Fried, l'inviato speciale per la chiusura della prigione più discussa al mondo e non lo sostituirà, secondo il New York Times. La decisione di Obama di non assegnare a un…

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