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Il premier Mario Monti, facendogli visita nella clinica dove è ricoverato, l’ha definito “lucido e intellettualmente combattivo”. Il ministro Paola Severino l’ha chiamato “eroico”. Marco Pannella, il leader maxìmo dei Radicali, non si arrende al parere dei medici e ai tanti che gli dicono di fermarsi. Il suo digiuno totale della fame e della sete per denunciare il sovraffollamento delle carceri giunto ormai al nono giorno continua anche se stanotte, dopo un malore, ha accettato un trattamento di reidratazione per via endovenosa.

Ma questa è solo l’ultima delle sue battaglie di una vita, racconta a Formiche.net il suo biografo ufficiale e inviato del settimanale Oggi, Mauro Suttora: “Il suo primo sciopero della fame risale a cinquant’anni fa contro la guerra di Algeria, quando era corrispondente del Giorno a Parigi – ricorda il giornalista – poi ci sono state le proteste per ottenere il divorzio, l’aborto, l’obiezione di coscienza per i militari, per fermare la fame nel mondo. Dal 2004 invece Pannella porta avanti la sua campagna sull’amnistia nelle carceri. Una questione che non porterà voti al suo partito perché riguardante una minoranza ma questo è nello spirito di Marco”.

Uno spirito che lo scrittore definisce “bigger than life”, più grande della vita: “Oggi come vent’anni fa quando scrissi la sua prima biografia: è l’unico uomo politico per cui vale la pena di scriverla”.

Suttora ripete la frase di un vecchio senatore liberale, Augusto Premoli, a un giovane Pannella che dal 1945 al ’55 fece parte del Partito liberale, anche se pochi lo ricordano: “Io sono sempre attratto dalle qualità della recita, disse Premoli. A Marco farebbero arrabbiare queste parole ma fotografano perfettamente la sua capacità oratoria, il suo ego”.

La partita che ha visto sempre in prima fila Pannella e i radicali contro la partitocrazia è ora condotta da Beppe Grillo. E mentre loro rischiano di non entrare neanche in  Parlamento (con il Porcellum la soglia per le liste non collegate è al 4%, ndr), il Movimento Cinque Stelle dovrebbe fare il botto. Perché? “I radicali sono un partito d’élite, troppo intelligente e sofisticato per cedere al populismo. Ma Pannella vale cento Grillo o Ingroia che siano, ha uno spessore e una storia incredibili”, fa notare Suttora.

Così poco importa se la sua battaglia per carceri più umane e dignitose sposterà pochi consensi in termini elettorali. Non è questo il punto. Il suo procedere contro i mulini a vento continua.

Pannella? Vale cento Grillo

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