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Una ricerca presentata alcuni giorni fa da Giandomenico Celata, del Distretto dell’Audiovisivo, analizza l’andamento di tale settore economico nell’ultimo anno, chiarendo luci ed ombre dell’industria cinematografica e televisiva.

In questa occasione prenderemo in esame i soli aspetti positivi, con particolare riguardo al ruolo crescente del cinema quale strumento di importante promozione turistica del nostro Paese nel mondo.

A cominciare da titoli come “Vacanze Romane” e “La Dolce Vita”, il cinema ha rappresentato l’Italia alla stregua di “Paese-cartolina”, preconizzando la destinazione privilegiata dei flussi turistici mondiali.

Dopo un periodo di lontananza delle più grandi case cinematografiche dai set italiani, negli ultimi anni le produzioni hollywoodiane (si pensi a “New Moon”, della saga Twilight ; “Angeli e demoni”,“Mangia prega ama” e “The Tourist”), hanno riportato il paesaggio italiano al centro dei loro set, facendolo riscoprire al mondo intero.
Il risultato è stato quello che città e paesi scelti come location nei “ciak” hanno visto aumentare i flussi turistici. Roma e Venezia (da sempre mete predilette dai registi di Hollywood), ma nono solo: anche Bollywood ha cominciato a girare in Italia. Location come Montepulciano, grazie a Twilight, e Arezzo per la “Vita è bella”, film Oscar di Roberto Benigni, hanno registrato negli ultimi anni flussi turistici mai visti prima.

Il turismo, incrementato dalla visione dei film, sta diventando un elemento positivo di un territorio scelto come location, per via delle ricadute che ha sull’economia locale. Questo fenomeno ha anche fatto crescere un’attività di marketing territoriale, promossa principalmente dalle agenzie delle film commission disseminate nelle regioni ed, anche, dai singoli enti locali, che intercettano le potenzialità economiche determinate dal Local Placement.

Prima del cinema, la letteratura e l’arte italiana hanno, nei secoli, indotto migliaia di giovani dell’aristocrazia europea ad intraprendere il “Grand tour”, che li ha portati in giro per le città europee e, come destinazione finale, in Italia.

L’industria cinematografica, insieme ai beni artistico-ambientali, ai comparti dell’agroalimentare e della moda, contribuisce a promuovere il bel Paese nei circuiti del turismo mondiale. Con la crisi economica si registra una flessione contenuta, stimata nel 2012, in un calo di arrivi del 2%.
E’ perciò indispensabile che il cinema nazionale sia sempre più attento alla sostenibilità. Perché favorire la sostenibilità vuol dire istituire un turismo italiano di qualità, nelle destinazioni meno affollate e nei flussi turistici pure nei periodi di bassa stagione.

Luigi Ricci

ALLEGATO: L’IMPATTO ECONOMICO DELL’INDUSTRIA AUDIOVISIVA IN ITALIA

Il cinema, strumento per la promozione turistica dell’Italia in tempi di crisi

Una ricerca presentata alcuni giorni fa da Giandomenico Celata, del Distretto dell’Audiovisivo, analizza l’andamento di tale settore economico nell'ultimo anno, chiarendo luci ed ombre dell’industria cinematografica e televisiva. In questa occasione prenderemo in esame i soli aspetti positivi, con particolare riguardo al ruolo crescente del cinema quale strumento di importante promozione turistica del nostro Paese nel mondo. A cominciare da titoli come “Vacanze Romane”…

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