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Il 4 giugno 2009 il Presidente Barack Obama ha pronunciato un discorso storico nel quale ha auspicato un “nuovo inizio tra gli Stati Uniti ed i Musulmani in tutto il mondo, fondato sull´interesse e il rispetto reciproci”.
Nel suo discorso il Presidente ha riconosciuto il malcontento di molti Musulmani verso la politica estera degli Stati Uniti, sottolineando anche l´umanità che ci accomuna e osservando che in un mondo sempre più interconnesso, forze positive e forze negative si diffondono con la stessa rapidità.
Parlando al Cairo, il Presidente Obama ha evidenziato l´inalienabilità dei diritti umani e la sua convinzione, condivisa dall´opinione pubblica americana, che i governi migliori siano quelli “che riflettono la volontà del popolo”. Il Presidente ha inoltre affermato che “la soppressione delle idee non riesce mai a cancellarle”.
 
Il 17 dicembre 2010 un venditore ambulante tunisino ha dimostrato drammaticamente la sua frustrazione nei confronti di un regime che sopprimeva sistematicamente i suoi diritti e la sua capacità di esprimere il malcontento verso le autorità locali: grazie agli strumenti della comunicazione globalizzata, alla tv satellitare e ai social media, il messaggio di protesta di Mohammed Bouazizi è entrato nelle case di tutti, dovunque, incoraggiando milioni di cittadini arabi a rivendicare la libertà e il rispetto dei loro diritti.
Meno di un anno dopo, le dittature in Tunisia, Egitto e Libia sono cadute per mano dei loro stessi popoli, e i regimi oppressivi in Siria, Yemen ed altri Paesi stanno scricchiolando sotto il peso di una Primavera araba che non si è fermata con la fine della stagione.
 
Sullo sfondo di questi drammatici eventi, il discorso pronunciato dal Segretario di Stato Hillary Clinton il 7 Novembre al National Democratic Institute di Washington ha celebrato gli straordinari sviluppi nel mondo arabo e ha spiegato come gli Stati Uniti abbiano respinto le congetture di chi sostiene che le riforme democratiche portino all’instabilità. Il Segretario Clinton ha inoltre affermato che ciò che attualmente minaccia la stabilità nel mondo arabo non è il desiderio di un cambiamento bensì il rifiuto del cambiamento stesso. Il nuovo imperativo per i governi arabi è dunque mettere in atto le riforme, o affrontare la richiesta dei cittadini di maggiori responsabilità, maggiori libertà ed opportunità economiche.
 
Sostenere le voci democratiche che si trovano in difficoltà, nel mondo arabo e altrove, ed aiutarle a reggersi sulle proprie forze non è un compito che gli Stati Uniti possono portare avanti da soli. Il cammino verso la democrazia non sempre sarà lineare e pacifico. Fortunatamente i nostri amici europei, Italia compresa, sono stati collaboratori entusiasti nel sostenere i cittadini dei Paesi arabi affinché potessero realizzare le loro legittime aspirazioni di nuove condizioni politiche ed economiche. Questa collaborazione tra Europa e Stati Uniti riflette il nostro forte impegno comune a difesa dei capisaldi della democrazia.
 
Durante la visita del Vice Presidente Biden in Italia quest´anno, in occasione delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dello Stato italiano, il Presidente Napolitano ha osservato che l´Italia “lavora fianco a fianco” con gli Stati Uniti a sostegno del “movimento di liberazione” in Libia e altrove, e che i nostri due Paesi “condividono molte opinioni e valutazioni” sulla Primavera araba. In risposta a queste parole, il Vice Presidente Biden ha elogiato il contributo dell´Italia alle missioni militari all´estero, e ha riconosciuto che “l´Italia ha sostenuto gli appelli a una maggiore democrazia nel nord Africa e nel Medio Oriente”.
 
Stati Uniti ed Europa insieme sono impegnati per sostenere ed incoraggiare le spinte arabe provenienti dall’interno per rafforzare la società civile, garantire lo stato di diritto, promuovere la completa integrazione delle donne e proteggere la libertà d´espressione e di stampa. Nel caso della Libia, l´Italia ha usato i suoi mezzi militari e di sicurezza svolgendo un ruolo indispensabile nell´operazione guidata dalla Nato a difesa della popolazione civile mentre il popolo libico rovesciava il regime tirannico di Gheddafi. Sono lieto di poter affermare che l´Italia continua ad essere in prima linea negli sforzi internazionali per la costruzione di una nuova e più democratica società in Libia.
Nonostante gli Stati Uniti e l´Europa stiano affrontando serie sfide economiche, non possiamo esimerci dal nostro impegno comune in difesa dei principi democratici all´estero. Sono certo che gli Stati Uniti e l´Italia rimarranno solidi alleati nella promozione dei nostri valori comuni nel mondo arabo e altrove, e insieme, per citare il Segretario Clinton, staremo fermamente “dalla parte giusta della storia”.
 
Introduzione all´allegato di Formiche di dicembre “Dalla parte della democrazia” con il discorso del Segretario di Stato Usa Hillary Clinton al National democratic institute di Washington il 7 novembre 2011

Dalla parte giusta della storia

Il 4 giugno 2009 il Presidente Barack Obama ha pronunciato un discorso storico nel quale ha auspicato un “nuovo inizio tra gli Stati Uniti ed i Musulmani in tutto il mondo, fondato sull´interesse e il rispetto reciproci”. Nel suo discorso il Presidente ha riconosciuto il malcontento di molti Musulmani verso la politica estera degli Stati Uniti, sottolineando anche l´umanità che…

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