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La tecnologia informativa ha rivoluzionato le nostre società e oramai attraversa tutti i nodi della contemporaneità con effetti dirompenti che si sono tramutati in enormi vantaggi, ma anche in pericoli crescenti. È cambiata la cultura dell’informazione e con essa anche la società, compresa la sfera della partecipazione democratica e della comunicazione politica.

Lo sviluppo di una nuova forma di interazione tra cittadini e istituzioni ha generato fenomeni sempre più preoccupanti, in primis quelli legati alla disinformazione che inevitabilmente ledono l’essenza stessa di un sistema democratico: lo svolgimento di elezioni libere ed eque. La democrazia vive della partecipazione dei cittadini e si fonda sulla possibilità di prendere decisioni libere e informate.

Al contrario, la manipolazione del dibattito pubblico e l’adulterazione delle notizie minano le fondamenta delle nostre società, pregiudicando la fiducia nelle nostre istituzioni e nel processo democratico. La lotta contro la disinformazione è dunque vitale per garantire la salute di società libere, pluralistiche e aperte, tema ancor più importante in Europa dove assistiamo a un allarmante crescita della disinformazione, misinformazione e altri contenuti manipolativi al fine di destabilizzare le nostre istituzioni e società democratiche.

In vista dei prossimi appuntamenti elettorali europei, prevenire e contrastare queste pratiche sono attività assolutamente prioritarie. Facendo anche tesoro delle lezioni apprese durante la pandemia, l’Unione europea ha sviluppato strategie e strumenti idonei, ma il nuovo contesto internazionale ha richiesto sforzi maggiori. La crescente assertività delle campagne di disinformazione su suolo europeo, spesso pilotate da attori esterni come Russia, Cina e Iran, ha portato a potenziare le attuali task force.

Queste minacce sono cresciute esponenzialmente in seguito all’aggressione militare contro l’Ucraina e Putin se ne è servito come un’arma per colpire il cuore delle società europee, dividerle, manipolare il flusso delle informazioni, polarizzare il dibattito pubblico. Eppure, se la disinformazione è uno degli strumenti ideologici di Putin per esercitare il controllo interno, altrettanto non si può dire del suo successo tra le democrazie europee e la strategia ibrida del Cremlino si è scontrata con un’Europa in grado di fronteggiarla e annichilirla.

La lotta europea contro la disinformazione va oltre, passando anche attraverso la stesura di regole comuni per tutelare lo spazio pubblico e dunque l’indipendenza dei media, la difesa del giornalismo e la salvaguardia delle piattaforme online. Abbiamo sostenuto senza esitazione il Digital market act e ora l’European media freedom act, passi decisivi per stabilire regole a difesa del pluralismo, dell’indipendenza dei media e per combattere la disinformazione.

Attendiamo ora la pubblicazione del pacchetto per la “difesa della democrazia”. Guardando al futuro, il Parlamento europeo si sta preparando alle elezioni del 2024 e sappiamo che ci aspetta un confronto politico importante in cui i nemici della democrazia europea non esiteranno a colpire. Per mesi, la commissione speciale Inge2 ha lavorato su questi aspetti così da prevenire ogni tentativo di manipolare l’informazione e interferire nei processi democratici europei.

Sappiamo bene che, richiamando le parole del presidente David Sassoli “la democrazia non è passata di moda, ma deve aggiornarsi per continuare a migliorare la vita delle persone” e dunque abbiamo bisogno di gambe forti per stare al passo con le sfide che si celano da ora alle elezioni del 2024. Metteremo in campo tutti gli strumenti e le energie per difendere la democrazia europea, combattere la disinformazione e non permettere che cavalli di Troia, di nessuna autocrazia, possano intaccare i nostri valori, minacciare i nostri cittadini e i nostri sistemi democratici.

Formiche 195

Perché le elezioni europee 2024 fanno gola agli hacker russi. La versione di Pina Picierno

Di Pina Picierno

In vista dei prossimi appuntamenti elettorali in Ue, la prevenzione e il contrasto alla disinformazione è una priorità assoluta. Facendo tesoro delle lezioni apprese durante la pandemia, l’Unione ha sviluppato strategie e strumenti idonei, ma il mutato contesto internazionale ha richiesto sforzi maggiori. La crescente assertività delle campagne di disinformazione sul suolo del Vecchio continente, spesso pilotate da attori esterni come Russia, Cina e Iran, ha portato a potenziare le task force già esistenti. La riflessione di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo

Il Visconte cibernetico, domande e risposte da Calvino a ChatGPT

Di Andrea Prencipe e Massimo Sideri

ChatGPT pone una serie di domande sul futuro ruolo degli esseri umani in varie tipologie di attività e in prima battuta sulla formazione scolastica e universitaria. Per esempio: quali conoscenze e competenze dovranno essere previste nei percorsi formativi? Pubblichiamo l’estratto del volume “Il visconte cibernetico” di Andrea Prencipe, Rettore Luiss Guido Carli, e Massimo Sideri, giornalista Corriere della Sera

Lettera aperta del gen. Tricarico al Presidente Mattarella

La mia speranza è quella che Lei, ormai unico baluardo certo e saldo del nostro sistema istituzionale, estraneo ed immune dai bassi e rissosi rituali della politica, possa aver in mente un percorso di risanamento del sistema della Giustizia che il riserbo con cui la materia va gestita Le consiglia di non manifestare, almeno fin quando le condizioni non lo consentiranno. Ecco le parole che il generale Leonardo Tricarico rivolge al Presidente della Repubblica

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I due esponenti politici recentemente scomparsi, pur proveniendo da due tradizioni ideologiche divergenti, rappresentavano allo stesso modo una cultura politica che oggi è quasi scomparsa. E che l’Europa dovrebbe riscoprire, per il bene del proprio futuro. Sull’onda di questo lascito, l’Europa si appresta oggi ad affrontare un nuovo anno estremamente complesso per le sfide che la attendono, a cominciare dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del prossimo giugno. La riflessione di Paolo Alli

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Pace, lavoro, sanità e tecnologia. Il discorso di fine anno di Mattarella

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Il Presidente ha fatto della solidarietà la sua bandiera. Anche il messaggio di quest’anno ne è pregno, pur avendo scelto una cifra che sembra un urlo munchiano contro la violenza, quella “tra gli Stati”, e quella nelle “nostre strade”, nelle scene di vita ordinaria, nelle parole, e, al pari degli orrori più feroci, quella “contro le donne”. Il commento di Pino Pisicchio, autore di “La solidarietà come dovere costituzionale nei messaggi di Mattarella” (Cacucci Editore)

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