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Avvicinare persone, luoghi e servizi attraverso il digitale è una delle sfide più rappresentative del nostro tempo. Con il Next Generation EU la tecnologia ha acquistato una nuova centralità diventando un elemento chiave per la trasformazione di tutti i settori, produttivi e non. Una partita che investe ogni ambito della realtà sociale e rende necessari non solo competenze e investimenti ma anche una nuova cultura. Per dirla con Keynes “abbiamo bisogno di una saggezza nuova per una nuova era”. 

Il nostro Pnrr, in linea con quanto indicato da Bruxelles, scommette sul digitale per tracciare i confini di un ecosistema favorevole alla crescita economica e sociale inclusiva. Come emerge dai lavori del B20, uno dei pilastri di questo processo è il potenziamento della connettività e dell’accesso a Internet. Poter contare su infrastrutture digitali di alta qualità e ad alta velocità per istituzioni, mondo dell’istruzione e dell’impresa significa operare con meno incertezze e con strumenti capaci di rispondere alle loro necessità. Nei momenti straordinari ma anche e soprattutto in quelli ordinari. 

La pandemia ha evidenziato il ritardo strutturale che vive il nostro Paese rispetto al resto d’Europa in materia di digitalizzazione. Per colmare questo gap, istituzioni e aziende sono a lavoro per ripensare i propri modelli operativi in ottica di omnicanalità e di innovazione dei processi. Centrale in questa fase è anche la ridefinizione semantica del concetto di lavoro che, da analitico, si è trasformato in lavoro agile aprendo le porte ad un nuova modalità organizzativa. 

In ottica di medio e lungo periodo è indispensabile ridefinire anche il modello di istruzione e formazione di una nuova classe di professionisti che sia in grado di sfruttare le tecnologie esistenti per attuare l’auspicato recupero di competitività e crescita. A università e scuole, tra i principali protagonisti del processo di transizione digitale, spetta infatti il compito di “prendersi cura” del proprio capitale umano, predisponendo piani di formazione per reskilling e upskilling.

Che siano banchi di Scuola o di aule di università, questi sono luoghi dove si costruisce il futuro del nostro Paese. L’istruzione è infatti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza parte attiva del processo di trasformazione, necessariamente più ampio e già in corso in periodo pre-pandemico. La formazione, insieme all’inclusione sociale, territoriale e di genere, alla transizione ecologica, alla digitalizzazione e alla competitività, è tra gli elementi all’insegna dei quali «promuovere una robusta ripresa dell’economia europea». 

Per fare sviluppo economico e sociale il ruolo delle infrastrutture è fondamentale. E lo è anche in un’ottica di potenziamento di quelle infrastrutture “immateriali” come competenze, la Scuola e l’università. In questo senso, il mondo accademico e della ricerca ha un ruolo pivotale nell’indirizzare e guidare la trasformazione digitale del Paese, anche puntando e investendo su nuovi modelli di istruzione adatti a governare il cambiamento. La sfida è incoraggiare un cambio di paradigma: da digital first a digital by default. Per far ciò, oggi accanto alla canonica formazione universitaria, fondata sul approccio metodologico, stanno nascendo le Academy tecnologiche, delle realtà che affiancano questo modello puntando su un’offerta formativa basata sulle competenze chiave per le professionalità del futuro. 

Lo sviluppo delle competenze digitali, però, non può riguardare unicamente il mondo della formazione: deve allargarsi alle famiglie per fare in modo che tutta la società possa migliorare le proprie conoscenze e sfruttare appieno le opportunità che si aprono con la connettività a banda ultralarga e i servizi di nuova generazione basati sul digitale.

Transizione digitale vuol dire connettere scuole e università

Di Eleonora Francesca Russo

La tecnologia è un fattore abilitante anche nell’istruzione. Infrastrutture digitali, connettività e nuovi modelli sono oggi attivatori di competenze chiave. In questa fase di transizione, a università e scuole va il compito di “prendersi cura” del capitale umano con programmi destinati a formare le professionalità del futuro

Gas e rubli, che succede se Mosca chiude i rubinetti?

Come i media russi parlano delle elezioni italiane. L’analisi di Bodnar (Gmf)

Quando parlano dell’Italia nei loro tweet, i propagandisti russi lo fanno di solito in relazione alla crisi energetica. Ecco i numeri della piattaforma Hamilton 2.0 dell’Alliance for Securing Democracy

Un patto tra imprese e politica nel nome delle competenze. La proposta di Profumo

Il ceo di Leonardo, azienda che nel 2021 ha assunto 3.753 persone, propone di accorciare la catena tra mondo della formazione e aziende. Perché senza competenze non c’è crescita e si rischia di mandare in malora il Pnrr. Il commento a Formiche.net di Michel Martone

Xi volerà a Bruxelles. Sarà paciere o polarizzatore?

Perché Xi ha rifiutato un incontro col Papa

Il leader cinese ha rinunciato a un incontro improvvisato con papa Francesco. Ufficialmente il faccia a faccia — che si sarebbe dovuto svolgere in Kazakistan — è saltato per ragioni di agenda, ma per il leader cinese potrebbe esserci anche una questione di opportunità in un momento delicato

Cosa (non) hanno detto i leader religiosi in Kazakistan. Il racconto di Pallavicini

Al VII Congresso dei leader delle religioni mondiali e delle tradizioni spirituali ospitato in Kazakistan, papa Francesco, il metropolita russo, lo shaykh egiziano insieme agli altri esponenti religiosi hanno riconosciuto la responsabilità di guidare le comunità di credenti e cittadini all’“abbandono delle retoriche distruttive” e ad essere viandanti umili e sinceri verso un “punto di convergenza”. La riflessione di Imam Yahya Pallavicini, vice presidente Coreis, presente a Nur-Sultan

Niente Italia nel report Usa (per ora?). Gabrielli al Copasir

Nel corso dell’audizione “sono stati forniti elementi, riguardanti le recenti dichiarazioni rese dall’amministrazione Usa in ordine alle attività di ingerenza russa nei processi democratici di diversi Paesi, dai quali non sono emersi profili concernenti la sicurezza nazionale del nostro Paese”, ha spiegato il presidente Urso

La disaffezione dei giovani alla cosa pubblica è una sconfitta per tutti. Scrive Liuzzo

Occorre cambiare la rotta. Le nuove generazioni andrebbero coinvolte nei processi di cambiamento per provare a dare una scossa a una politica che ha dimostrato tutte le sue fragilità. Il 2 dicembre appuntamento con una Convention rivolta ai giovani in cui si discuterà di energie nel senso più ampio del termine. L’intervento di Romana Liuzzo, presidente della Fondazione Guido Carli

Cloud, 5G e Big Tech. Ascani spiega il piano tech del Pd

La vicepresidente dem e sottosegretaria al Mise: “Il nuovo piano industriale di Tim è un segnale di attenzione da parte dell’azienda alle dinamiche del comparto”. TikTok e le piattaforme social “pongono all’ordine del giorno tematiche importanti come la gestione dei dati personali”. Sull’Intelligenza artificiale: “Possiamo e dobbiamo sviluppare un approccio aperto che veda l’Italia protagonista”

Orbán divide il centrodestra. Berlusconi avverte i sovranisti

Il Parlamento europeo ha approvato il rapporto in cui l’Ungheria viene definita una “minaccia sistemica” ai valori fondanti. Lega e Fratelli d’Italia votano contro. Il leader di Forza Italia: “Non staremmo nel governo” se non sarà “liberale, cristiano e soprattutto europeista e atlantista”

Cyber Resilience Act

Cyber Resilience Act. Così l’Ue vuole mettere in sicurezza i dispositivi connessi

L’atto stabilisce le linee guida per i produttori che vogliono commercializzare i loro prodotti in Ue, con un elenco di requisiti sulla progettazione, lo sviluppo e la produzione. Più, questo il fulcro del pacchetto, quelli relativi ai processi di gestione delle vulnerabilità. Bruxelles vuole imporre alle imprese di settore di segnalare i “buchi” software sfruttati da malintenzionati e gli incidenti informatici

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