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“Anche nei prossimi anni l’Italia continuerà a essere protagonista della vita europea, vicina agli alleati della Nato, aperta all’ascolto e al dialogo, determinata a contribuire alla pace e alla sicurezza internazionale. Sono gli stessi principi e obiettivi che ispirano le Nazioni Unite, che è necessario e urgente difendere oggi”.

Come preannunciato, il discorso di Mario Draghi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite riunita a New York è stato una sorta di “testamento” in politica estera, per rassicurare i partner internazionali ma anche per indicare un percorso da seguire al governo che verrà. Tanto che negli Stati Uniti, dove il presidente del Consiglio è impegnato nel viaggio più lungo (quattro giorni) intrapreso da quando è in carica, c’è chi spera che dopo le elezioni di domenica si creino le condizioni che rendano possibile la sua permanenza a Palazzo Chigi. O quantomeno che continui ad avere un ruolo per l’Italia e per l’Europa.

Ventiquattro ore prima l’intervento al Palazzo di Vetro, il presidente del Consiglio aveva pronunciato un discorso simile, netto sulle autocrazie, in occasione della consegna del “World Statesman Award 2022” della Appeal of Conscience Foundation, celebrata dal presidente statunitense Joe Biden e dall’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, oltreché da molte personalità del mondo politico, religioso economico e finanziario degli Stati Uniti. Come raccontato su Formiche.net, le parole pronunciate lunedì sera su democrazie e autocrazie sembravano rivolte anche all’Italia. Per esempio a chi, come Matteo Salvini e Giorgia Meloni, leader rispettivamente della Lega e di Fratelli d’Italia, ha recentemente preso le parti del primo ministro ungherese Viktor Orbán, elemento di instabilità nell’Unione europea e di forte preoccupazione per l’amministrazione Biden.

Nel discorso alle Nazioni Unite, Draghi ha rivendicato – davanti al mondo e con un pensiero forse ad alcuni partiti italiani come Movimento 5 Stelle e Lega – la condanna ferma dell’invasione russa, l’impegno italiano per la pace, l’aiuto all’Ucraina a proteggersi (“non è stata soltanto la scelta corretta da compiere, è stata l’unica scelta coerente con gli ideali di giustizia e fratellanza che sono alla base della Carta delle Nazioni Unite”), il coordinamento con gli alleati i Paesi dell’Unione europea, gli alleati della Nato e del G7, le sanzioni imposte. Queste ultime “hanno avuto un effetto dirompente sulla macchina bellica e sull’economia russa”, “l’impatto delle misure è destinato a crescere”, “con un’economia più debole, sarà più difficile per la Russia reagire alle sconfitte che si accumulano sul campo di battaglia”, ha spiegato.

“Finora, la Russia non ha dimostrato di volere la fine del conflitto: i referendum per l’indipendenza nel Donbass sono un’ulteriore violazione del diritto internazionale che condanniamo con fermezza”, ha continuato. Ma proprio alla luce delle difficoltà russe sul campo, Draghi è tornato a dire che “l’Italia resta in prima linea per provare a raggiungere un accordo, quando sarà possibile”. Lo si è fatto sull’esportazione del grano ucraino dal Mar Nero. “Il nostro auspicio è che si possano raggiungere altri momenti di cooperazione, a partire dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia”, ha sostenuto.

Ha poi evidenziato come l’Unione Europea sia “destinata a guardare sempre più verso Sud” e spiegato che “l’Italia vuole essere un ponte verso la sponda meridionale del Mediterraneo, verso tutto il continente africano”. Anche qui non ha risparmiato messaggi indiretti al centrodestra e alle sue ricette come il blocco navale: “L’Italia è ben consapevole che le migrazioni sono un fenomeno globale, e così va affrontato. Dobbiamo avere un approccio responsabile, umano, condiviso”.

A differenza di quello di lunedì in inglese, il discorso alle Nazioni Unite è stato pronunciato dal presidente del Consiglio, in linea con la tradizione dell’Assemblea generale, in italiano. Che è anche più facile da capire per la politica italiana.

Quei messaggi ai partiti nell’intervento di Draghi al Palazzo di Vetro

Il discorso all’Onu è stato una sorta di “testamento” in politica estera, per rassicurare i partner internazionali e indicare la via al governo che verrà (negli Usa sperando sia ancora lui a guidarlo). Le rivendicazioni dell’aiuto militare all’Ucraina, delle sanzioni e…

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“Anche nei prossimi anni, l’Italia continuerà a essere protagonista della vita europea, vicina agli alleati della Nato, aperta all’ascolto e al dialogo, determinata a contribuire alla pace e alla sicurezza internazionale”, ha detto il presidente del Consiglio intervenendo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite riunita a New York

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