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Si fa presto a dire transizione. Non soltanto una sfida tecnologica o industriale, bensì una trasformazione che richiede nuove competenze, una leadership capace di interpretare scenari complessi e il coinvolgimento delle nuove generazioni nei processi decisionali. In questa prospettiva, Enel Foundation, di cui Giulia Genuardi è managing director. considera i giovani non semplicemente come destinatari delle politiche di sviluppo, ma come protagonisti del cambiamento, da valorizzare nella costruzione di una governance più inclusiva e nella definizione delle soluzioni che accompagneranno l’evoluzione dei sistemi energetici. In buona sostanza investire nelle nuove generazioni significa rafforzare la capacità delle istituzioni, delle imprese e della società civile di affrontare sfide che hanno ormai una dimensione globale: sicurezza energetica, competitività industriale, decarbonizzazione, innovazione tecnologica e cooperazione internazionale.

È questa la visione che orienta l’attività di Enel Foundation, attraverso un modello che integra ricerca, alta formazione e cooperazione internazionale. La Fondazione promuove in tal senso studi sui temi dell’accesso all’energia, dello sviluppo sostenibile, della resilienza climatica e delle politiche energetiche, mettendo in relazione evidenze scientifiche e processi decisionali. In un contesto in cui l’energia è tornata al centro degli equilibri geopolitici, la formazione diventa così uno strumento di diplomazia della conoscenza: costruire relazioni durature attraverso lo scambio di competenze, formando una nuova generazione di leader capaci di affrontare sfide che nessun Paese può governare da solo. Questa strategia prende forma attraverso due iniziative complementari. Da una parte Open Global Power, che opera su scala internazionale formando una comunità globale di futuri leader dell’energia; dall’altra Giovani ed Energia, l’Hub che promuove in Italia una nuova cultura dell’energia coinvolgendo studenti, scuole, università, istituzioni e imprese.

Open Global Power: leggere i trend globali, costruire soluzioni locali

Le trasformazioni del sistema energetico sono globali, ma le politiche che le rendono possibili nascono nei territori. È da questa consapevolezza che nasce Open Global Power, il programma internazionale di Enel Foundation che riunisce ogni anno giovani professionisti e studenti provenienti per l’edizione 2026 da Africa, Brasile e Cile. Il percorso affronta i principali trend destinati a ridefinire il panorama energetico mondiale: sicurezza degli approvvigionamenti, decarbonizzazione, elettrificazione dei consumi, sviluppo delle reti, digitalizzazione, intelligenza artificiale, innovazione tecnologica e nuovi equilibri geopolitici. L’obiettivo, tuttavia, non è soltanto comprendere i cambiamenti in atto, ma sviluppare la capacità di governarli. L’elemento distintivo del programma è infatti il metodo. L’analisi dei grandi scenari internazionali rappresenta il punto di partenza di un percorso che porta ciascun partecipante a confrontare quei trend con le esigenze del proprio Paese. La formazione supera così la dimensione teorica per diventare uno strumento di lettura e trasformazione della realtà.

È proprio questo dialogo continuo tra dimensione globale e applicazione locale a rendere Open Global Power un laboratorio internazionale di governance. Le stesse sfide assumono infatti caratteristiche differenti a seconda dei contesti. Nei Paesi africani il confronto riguarda soprattutto l’accesso all’energia, lo sviluppo delle infrastrutture, la crescita della domanda elettrica e la necessità di accompagnare la transizione con percorsi di sviluppo inclusivi. In America Latina, e in particolare in Brasile e Cile, l’attenzione si concentra invece sull’integrazione delle fonti rinnovabili, sull’elettrificazione, sullo sviluppo di nuove filiere industriali e sul ruolo strategico delle materie prime critiche nella trasformazione del sistema energetico globale.

Lo scambio tra queste esperienze consente ai partecipanti di comprendere che non esiste un’unica transizione energetica, ma una pluralità di percorsi accomunati dagli stessi obiettivi e adattati alle specificità economiche, sociali e istituzionali dei diversi territori. La dimensione internazionale del programma diventa così uno spazio di apprendimento reciproco, nel quale la diversità geografica si trasforma in un patrimonio condiviso di competenze.

In questo processo le università partner rappresentano un elemento essenziale. Gli atenei coinvolti contribuiscono alla progettazione dei contenuti scientifici, mettono a disposizione le più recenti evidenze della ricerca e favoriscono il dialogo tra mondo accademico, imprese, istituzioni e organizzazioni internazionali. È in questa contaminazione tra discipline, esperienze e prospettive che i partecipanti sviluppano una visione sistemica della transizione energetica, capace di coniugare tecnologia, economia, sostenibilità e geopolitica. Open Global Power assume così un valore che va oltre la formazione. La comunità internazionale costruita negli anni continua infatti a operare attraverso una rete di alumni attivi nelle istituzioni, nelle imprese, nelle università e nelle organizzazioni internazionali, alimentando un dialogo permanente tra continenti e contribuendo alla diffusione di competenze e buone pratiche.

Giovani ed Energia: costruire la cultura della transizione

La dimensione internazionale trova il proprio complemento in Giovani ed Energia, l’Hub con cui Enel Foundation investe sulla formazione delle nuove generazioni italiane. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la transizione energetica richieda non soltanto innovazione tecnologica e investimenti, ma anche una diffusa cultura dell’energia. Per questo l’Hub si propone come una piattaforma permanente di confronto, creando uno spazio nel quale si possano approfondire le grandi trasformazioni che stanno interessando il settore energetico e confrontarsi con esperti, ricercatori, manager e rappresentanti delle istituzioni. Attraverso incontri e occasioni di dialogo, Giovani ed Energia affronta temi come geopolitica, demografia, sicurezza energetica, competitività, offrendo ai giovani strumenti per comprendere le connessioni tra sviluppo economico, politiche pubbliche e trasformazioni tecnologiche. L’obiettivo è sviluppare competenze critiche e interdisciplinari, favorendo una partecipazione più consapevole al dibattito pubblico e preparando le professionalità che accompagneranno la transizione nei prossimi anni.

Open Global Power e Giovani ed Energia operano su scale geografiche differenti, ma rispondono a una stessa strategia: investire nel capitale umano come condizione per una transizione energetica efficace.

Il primo costruisce una rete internazionale di futuri leader capaci di trasformare i trend globali in soluzioni locali. Il secondo investe sulle nuove generazioni italiane, creando un ecosistema nel quale università, ricerca, istituzioni e sistema produttivo collaborano per diffondere una cultura dell’energia e preparare le competenze richieste dalla trasformazione in atto. In entrambi i casi il presupposto è lo stesso: la transizione energetica non si governa soltanto attraverso infrastrutture, tecnologie e investimenti. Si governa formando le persone che saranno chiamate a guidarla. Per questo il capitale umano rappresenta oggi una vera infrastruttura strategica, indispensabile quanto le reti energetiche, le piattaforme digitali o le filiere industriali.

È su questa convinzione che Enel Foundation ha costruito la propria azione: fare della conoscenza uno strumento di cooperazione internazionale, della formazione un fattore di sviluppo e dei giovani il punto di incontro tra innovazione, governance e sostenibilità. Perché la leadership della transizione energetica si costruisce prima di tutto investendo nelle persone e nella loro capacità di trasformare le grandi sfide globali in opportunità di crescita per i territori e per le comunità.

Governare la transizione energetica, perché il capitale umano è la vera infrastruttura strategica

La transizione energetica non è solo una sfida tecnologica o industriale, bensì una trasformazione che richiede nuove competenze unite a una leadership capace di interpretare scenari complessi. E i giovani ne debbono essere il fulcro. Il ruolo di Enel Foundation

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Rischio risorse idriche e spreco dell’acqua. La sfida nascosta dell’AI secondo Costanzo

In un mondo in cui miliardi di persone soffrono già di scarsità idrica, l’utilizzo di centinaia di miliardi di litri d’acqua per raffreddare infrastrutture digitali pone interrogativi etici, ambientali e strategici. La vera sfida della transizione digitale non sarà soltanto sviluppare IA sempre più potenti, ma farlo in modo compatibile con la disponibilità delle risorse naturali, a partire dall’acqua

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Lo scioglimento dei ghiacci e la fine della cooperazione con Mosca hanno trasformato l’Artico in uno snodo decisivo della competizione strategica. Più che nelle rotte commerciali o nelle risorse energetiche, il suo valore risiede oggi nel controllo delle orbite polari, dei sistemi di allerta, dei fondali e dei cavi sottomarini. In questo quadro la Groenlandia diventa essenziale per la sicurezza americana e per la capacità della Nato di sorvegliare lo spazio, l’Atlantico settentrionale e le infrastrutture digitali. L’analisi di Alberto Cossu analista geopolitico di Vision & Global Trends

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Il miglior alleato della tecnocrazia può essere proprio il populismo che pretende di combatterla. Sarebbe singolare se, proprio mentre celebriamo la sovranità popolare, la politica perdesse la capacità di darle sostanza. È questo, forse, il significato più attuale della sovranità disarmata: forte in apparenza, ma sempre più povera degli strumenti necessari per tradursi in governo. Il commento di Guido Camera, presidente di Italiastatodiritto

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La Cpac arriva a Roma. Asse Italia-Usa tra conservatori

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