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Tra cooperazione industriale sulla difesa e sicurezza regionale, cresce l’asse Roma-Riad. Il colloquio tra il ministro della Difesa Guido Crosetto ed Ahmad Abdulaziz Al-Ohali, governatore per la General Authority for Military Industries dell’Arabia Saudita, evidenzia la crescente vicinanza tra Roma e Riad su tematiche di particolare interesse strategico, quali l’industria della difesa e lo sviluppo di attività bilaterali e partnership per la promozione della stabilità regionale. L’individuazione di tematiche di interesse comuni, congiuntamente alla convergenza di necessità differenti, avvicina l’asse tra Italia ed Arabia Saudita, con la prima che può vantare lunga tradizione e know how nel settore della difesa e con la seconda in veste di potenziale grande investitore ed importatore.

L’industria italiana nel Golfo

La recente intesa firmata da Leonardo ad Abu Dhabi per lo sviluppo di capacità aeree comprendenti tecnologie radar e difesa aerea (insieme a sistemi di gestione del combattimento navale, comunicazioni radio e sistemi ottici di puntamento), è da aggiungere all’accordo di maggio 2024 tra Fincantieri e la Marina militare degli Emirati per la manutenzione e gestione delle flotte di stanza nel Golfo ed al memorandum of understanding firmato tra Eau ed Elt per la cooperazione sul settore elettromagnetico.

Mentre gli Emirati dimostrano sempre maggior interesse per partnership ed accordi commerciali con colossi italiani della difesa, anche l’Arabia Saudita non nasconde il proprio interesse nei confronti dell’Italia come partner al quale affidarsi per l’acquisizione di nuove infrastrutture e piattaforme di difesa.

Il cambiamento degli equilibri – e degli squilibri – geopolitici regionali produce nuove e stringenti esigenze per gli Stati del Golfo, rendendo la diplomazia industriale italiana nell’area non una mera attività economica ma una comune individuazione di quelli che sono i settori critici e strategici di maggiore urgenza, sui quali l’Italia può vantare esperienza, capacità e affidabilità.

Riad punta gli occhi sul Gcap

Tra diplomazia economica e ricerca di una propria autonomia strategica l’interesse del regno saudita nella modernizzazione e sviluppo del proprio apparato di militare e di difesa punta anche verso la partecipazione al Gcap, progetto che garantirebbe a Riad un massiccio incremento della propria capacità industriale ed un rilevante ritorno economico e di immagine su scala globale.

Accolto con segnali di apertura da Roma e Londra, l’inserimento saudita nel Global combat air programme, contribuirebbe a raggiungere l’obiettivo di Riad per lo sviluppo della propria proiezione militare nella regione (per il quale stanzia già circa l’8% del proprio Pil) e per l’utilizzo di queste come strumento di deterrenza e mediazione.

Non solo Roma, anche Washington stringe il dialogo con Riad

Durante la sua recente visita a Riad, il presidente Usa Donald Trump ha annunciato un accordo di forniture di difesa, dal valore di circa 142 miliardi di dollari e volto a generare un impegno di investimenti bilaterali per un totale di 600 miliardi di dollari, con enormi risvolti economici e, soprattutto, geopolitici. La nuova intesa tra il regno saudita e gli Stati Uniti supera di gran lunga l’accordo precedente, siglato nel 2017 durante il primo mandato Trump e dal valore di 110 miliardi di dollari, riconoscendo all’attuale partnership un risvolto strategico di prim’ordine. Oggi, gli equilibri geopolitici regionali hanno echi di risonanza globali, coinvolgendo i vertici di Roma tanto quanto quelli di Washington e accomunando gli Stati del Golfo come acquirenti di infrastrutture, conoscenze e strumenti di difesa che divengono oggi indispensabili.

Difesa e stabilità regionale alla base del dialogo Italia-Arabia Saudita

L’incontro tra il ministro della difesa Guido Crosetto ed Ahmad Abdulaziz Al-Ohali, governatore della General authority for military industries (Gami) del Regno dell’Arabia Saudita, ha ulteriormente confermato la crescita dei rapporti bilaterali tra i due Paesi. Sul tavolo la cooperazione industriale legata alla difesa e la promozione della stabilità e della sicurezza regionale

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