Skip to main content

L’intervento del Garante per la protezione dei dati personali su DeepSeek, con la limitazione immediata del trattamento dei dati degli utenti italiani, è solo l’ultimo capitolo di un confronto sempre più serrato tra regolamentazione e innovazione tecnologica. La decisione, assunta in via d’urgenza, si basa sull’insufficienza delle risposte fornite da DeepSeek, che ha dichiarato di non operare in Italia e di non essere soggetta alla normativa europea. Questo caso non è isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio, segnato da alcuni eventi di portata globale: la revoca dell’Executive Order 14110 da parte di Donald Trump e la recente sanzione a Open AI di 15 milioni di Euro, sempre effettuata del Garante per la Protezione dei Dati Personali. Il tutto a distanza di 3 giorni dall’entrata in vigore del “primo atto” dell’AI Act.

Questi episodi esercitano una pressione crescente sull’Unione Europea, che si trova in una posizione indubbiamente delicata. L’AI Act ha l’ambizione di creare un quadro normativo avanzato e orientato alla tutela dei diritti fondamentali. Tuttavia, con gli Stati Uniti sempre più inclini alla deregolamentazione e con la Cina che prosegue nella sua strategia di sviluppo accelerato dell’AI senza nemmeno considerare le richieste di chiarimento del Garante Privacy, l’Europa rischia di perdere attrattività per gli investitori, trovandosi stretta tra due modelli radicalmente opposti.

In questo contesto, sebbene l’abrogazione dell’AI Act sia astrattamente ipotizzabile dal punto di vista giuridico, appare politicamente insostenibile allo stato attuale. Tuttavia, non si può escludere che l’AI Act possa subire un’applicazione attenuata o una sostanziale disapplicazione in termini di enforcement, come già accaduto in passato con altre normative di matrice europea. Per il momento, però, non sembra essere questo l’orientamento prevalente a livello dell’Unione Europea, che appare determinata a portare avanti la sua strategia regolatoria.

Nel quadro attuale, DeepSeek rappresenta un esempio concreto dei rischi legati a un’AI sviluppata senza adeguati presidi normativi. Il provvedimento del Garante privacy segnala preoccupazioni non solo sul trattamento dei dati personali, ma anche sull’assenza di un chiaro meccanismo di compliance rispetto alle normative europee. L’AI cinese, infatti, ha registrato un’adozione massiva in pochi giorni, attirando immediatamente l’attenzione delle autorità. La vicenda sottolinea la necessità di strumenti più incisivi per garantire che le normative esistenti siano effettivamente applicabili anche a soggetti extraeuropei.

Tuttavia, non dobbiamo perdere di vista la vera innovazione portata da DeepSeek che sceglie, come Llama, di essere open source: l’emergere di questi sistemi rispetto ai modelli chiusi come OpenAI, rappresenta un momento cruciale per il futuro dell’intelligenza artificiale e impone la necessità di esaminare con più attenzione le questioni di compliance legate all’utilizzo di questi strumenti. In questo contesto, è utile porsi tre domande fondamentali.

È una best practice per la compliance nell’uso dell’IA generativa esaminare termini e condizioni e policy sulla privacy? DeepSeek, pur essendo open source e installabile in locale, quando usato in modalità hosted raccoglie dati degli utenti per migliorare il modello. OpenAI, invece, permette di disattivare l’addestramento sui dati degli utenti nella versione a pagamento, mentre Google sembra utilizzare comunque i dati sia nelle versioni gratuite che a pagamento. L’analisi di questi aspetti evidenzia la necessità di un maggiore controllo sui dati, il che potrebbe favorire l’adozione di soluzioni on-premise come quella proposta da Deep Seek o Llama. Un dato di fatto, tuttavia, è la necessità di verificare con attenzione i termini di servizio, magari facendosi aiutare proprio da una intelligenza artificiale generativa per la comprensione.

Perché è più delicato condividere dati con l’AI generativa rispetto che altri servizi cloud? Anche se gli utenti hanno, negli anni, già condiviso dati personali con servizi come Google Maps o Apple Maps, i rischi legati all’IA generativa sono diversi. Episodi come quello del New York Times dimostrano che i modelli possono riproporre intere porzioni di testo di dati proveniente dalle fonti utilizzate per l’addestramento. Questa forma di diffusione e condivisione non si è mai verificata con le tradizionali piattaforme cloud che abbiamo in questi anni utilizzato. Questo apre interrogativi sulla disponibilità degli utenti ad accettare tali rischi, specialmente se questo comporta potenziali violazioni della privacy e dei diritti fondamentali.

Stiamo andando verso una balcanizzazione dell’Intelligenza Artificiale? DeepSeek potrebbe accelerare una balcanizzazione dell’IA, con tecnologie sviluppate in compartimenti stagni a livello geopolitico. Mentre in passato Google ha dominato il mercato globale, oggi l’intelligenza artificiale vede il coinvolgimento simultaneo di molteplici attori: Stati Uniti (OpenAI, Meta, Google) e Cina (DeepSeek). In Europa invece si punta, come detto, a potenziare i profili regolatori. Questo scenario pone una sfida politica cruciale: bilanciare il controllo normativo con la necessità di rimanere competitivi a livello globale.

In definitiva, il caso DeepSeek evidenzia una tensione crescente tra le strategie delle principali economie mondiali.  Il futuro rimane incerto, ma si delinea all’orizzonte un nuovo possibile scenario. Se il futuro dell’AI Generativa diventasse open e, conseguentemente, il mercato si spostasse su soluzioni in locale e non in cloud, la potenziale conflittualità regolamentare potrebbe attutirsi e l’Europa potrebbe assumere un ruolo centrale soprattutto se un evento significativo connesso a un utilizzo improprio dell’AI riportasse l’attenzione globale sull’importanza del ruolo dell’AI Act.

DeepSeek e la sfida della regolamentazione tra Europa e resto del mondo. Scrive Vaciago

Di Giuseppe Vaciago

Il caso DeepSeek evidenzia una tensione crescente tra le strategie delle principali economie mondiali.  Il futuro rimane incerto, ma si delinea all’orizzonte un nuovo possibile scenario. Giuseppe Vaciago, partner di 42 law firm, spiega quale

Dazi, cosa ci insegna Trump 1 di Trump 2. Scrive Zeneli

Di Valbona Zeneli

Possibile che Trump mantenga le sue promesse elettorali. Ma è probabile che eventuali misure vengano adottate gradualmente e con approccio sfumato. L’analisi di Valbona Zeneli, Senior fellow Europe center e Scowcroft center for strategy and security dell’Atlantic council

Occupazione, ecco le linee di azione del ministero del Lavoro. Il punto di Caridi

Di Vincenzo Caridi

L’Intelligenza Artificiale e le nuove tecnologie, stanno modificando in maniera dirompente e definitiva la vita quotidiana, le strutture economiche e l’organizzazione sociale. Per questo occorrono interventi mirati e basati su dati concreti. Il commento di Vincenzo Caridi, Capo del dipartimento per le politiche del lavoro, previdenziali, assicurative e per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro del ministero del lavoro e delle politiche sociali

Che cosa non quadra su Deep Seek secondo Goldman Sachs

Dietro i costi estremamente bassi dell’Intelligenza Artificiale cinese ci potrebbero essere investimenti non all’altezza degli standard richiesti dai governi globali. Ma gli Stati Uniti, comunque, non devono perdere tempo nella competizione con la Cina

Da Fiuggi non si torna indietro. Meloni? Governerà 10 anni. Parla Bocchino

Il premier Giorgia Meloni governerà per dieci anni e potrà essere la prima donna eletta direttamente dal popolo al vertice della Commissione Europea. La destra italiana nelle sue varie epoche – dal Msi a Fratelli d’Italia, passando per An – ha dimostrato di essere la parte politica a cui si rivolge l’elettorato. La sinistra governa con i giochi di palazzo. Futuro e Libertà non fu un errore e da Fiuggi non si torna indietro. Ora, avanti con premierato e separazione delle carriere dei magistrati. Colloquio con il direttore del Secolo d’Italia, Italo Bocchino

Come è equipaggiata l’Aeronautica militare cinese. Scrive Valori

L’Aeronautica militare cinese è la più potente dell’Asia e fra le prime al mondo. Sebbene non abbia ancora raggiunto lo standard dell’aeronautica strategica statunitense, gli aerei da combattimento cinesi si stanno sviluppando rapidamente da più di tre decenni. L’analisi di Giancarlo Elia Valori

Dall’impatto sul lavoro ai deepfake. Ecco il primo International AI safety report

Con il contributo di 100 esperti, il documento analizza l’impatto dell’Intelligenza Artificiale su vari ambiti: dal mercato del lavoro all’ambiente, dalla sicurezza informatica alla biotecnologia. Presentato in vista del summit di Parigi, non suggerisce politiche specifiche, ma fornisce una base scientifica per le decisioni globali

Quali saranno le scelte energetiche di Trump? Risponde il Csis

Le politiche energetiche di Trump sono caratterizzate da scelte dirette, spesso orientate a cambiamenti simbolici, anche utilizzando misure amministrative rapide come gli ordini esecutivi. Nel dibattito del Csis si è analizzato come queste possano aver impatto sugli Usa e sul contesto internazionale

Spese militari e sinergia con la Nato. Cavo Dragone parla ai leader Ue

Il presidente del Comitato militare della Nato ha sottolineato l’importanza di aumentare la spesa per la difesa oltre il 2%, spendendo meglio e insieme. Domani il summit Ue informale voluto dal presidente Costa

Per l'Europa i dazi sono una tigre di carta. Cipolletta spiega perché

Se Washington vorrà dare una stretta sulle tariffe alla dogana, come già fatto con Messico, Canada e Cina, l’Ue potrà tranquillamente dirottare le proprie esportazioni su altri mercati. Gli Usa, invece, potrebbero farsi del male con le loro stesse mani. L’Italia è di nuovo credibile, ma il debito pubblico rimane un problema. Intervista all’economista e presidente dell’Aifi

×

Iscriviti alla newsletter