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L’editoriale di “Fabbrica società”, il giornale della Uilm che sarà on line il 14 aprile

Mentre i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil svolgeranno i comizi dal palco di Portella della Ginestra, il Presidente della Repubblica prenderà la parola al Quirinale per salutare le lavoratrici e i lavoratori del nostro Paese. Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo incentreranno i loro interventi sul tema del lavoro che rappresenta le radici ed il futuro del sindacato italiano.

LA CERIMONIA AL QUIRINALE 

Sergio Mattarella si rivolgerà ai nuovi Maestri del Lavoro a cui saranno state da poco consegnate le Stelle al Merito, simbolo di impegno che ha prodotto valore sociale. Questo prevede l’agenda del prossimo primo maggio: la celebrazione del lavoro in una pianura assolata della Sicilia ed un evento analogo in una sala illuminata dell’alto Colle.

PORTELLA DELLA GINESTRA 70 ANNI DOPO

Tutte e due le manifestazioni saranno legate dal filo della memoria. Sono trascorsi settanta anni dalla strage di Portella della Ginestra, un luogo della Sicilia settentrionale situato tra la Piana degli Albanesi e la valle del fiume Iato, dove c’è una lapide che riporta scolpiti i versi in dialetto siculo dello scrittore Ignazio Buttitta: “U me cori doppu tantanni è a Putedda e’ nta petri e nto sangu di cumpagni ammazzati”. Qui duemila lavoratori si erano riuniti il primo maggio del 1947 in occasione della Festa del Lavoro, ma anche per manifestare contro il latifondismo, a favore dell’occupazione dei terreni incolti. Ma quella festa si trasformò in una strage, perché diverse raffiche di mitra uccisero dodici persone e ne ferirono più di trenta. Solo qualche mese dopo si seppe che i colpi erano stati sparati dal bandito Salvatore Giuliano e dagli uomini della sua banda. Si venne a sapere anche dai rapporti delle forze dell’ordine sulla strage che “degli elementi reazionari” erano in combutta con i mafiosi locali. “Nonostante siano stati scritti fiumi di inchiostro e di parole su quel ‪Primo maggio di settant’anni fa – scrive il giornalista Salvo Guglielmino – la verità non è mai venuta a galla. Anzi, tanti rimangono ancora i segreti ed i misteri di quel capitolo doloroso della storia siciliana”. Pare che alcuni giorni prima della tragedia, proprio a Piana degli Albanesi, circolasse una voce sinistra rivolta ai partecipanti alla manifestazione sindacale: “Parteciperete cantando, tornerete piangendo”.

COMIZI IN TUTTA ITALIA

Insomma, ipotesi, congetture, ricordi, ma nessuna verità certa! E’ proprio questa memoria che deve continuare ad essere nota ai lavoratori del tempo odierno; a chi cerca di fare impresa; ai professionisti; a chi si adopera per migliorare i prodotti, le tecnologie, i servizi; e soprattutto a quanti vivono il dramma della ricerca di un posto di lavoro. In tutte le piazze d’Italia si terranno comizi animati dal fervore di tanti dirigenti sindacali: Rocco Palombella, leader della Uilm, per esempio, parlerà a Bergamo.

IL CONCERTONE IN PIAZZA SAN GIOVANNI

Ma la piazza che, dal pomeriggio alla sera inoltrata, si popolerà di giovani sarà quella di San Giovanni a Roma. Nel cast della maratona musicale, patrocinata come da tradizione da Cgil, Cisl e Uil, sarà presente, tra gli altri, anche il vincitore dell’ultimo festival di Sanremo, Francesco Gabbani. La scommessa è proprio su quei giovani, che in piazza o meno, meritano il bello della musica ma anche la libertà di una vita dignitosa attraverso il lavoro.

“Non possiamo assistere inerti – ha detto lo scorso anno il Presidente Mattarella – allo spreco di larga parte di una generazione. L’Italia non può permetterselo”. Come non può permettersi un futuro senza memoria.

Sergio Mattarella, luzzatti

Senza memoria non c’è futuro

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