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L’occasione della presentazione a Milano del movimento centristi per l’Europa guidato da Gianpiero D’Alia e ispirato da Pier Ferdinando Casini e Gian Luca Galletti, è stato il momento per una réunion dell’area moderata nella città meneghina. Nello scenario della fondazione Stelline di corso Magenta, sabato 11 marzo i tre leader del nuovo movimento hanno bissato l’evento costitutivo dei centristi europei avvenuto al teatro Quirino di Roma lo scorso 11 febbraio.
La platea, che ha riempito l’intera sala convegni dell’istituto che prende il nome dall’ordine delle monache benedettine di Santa Maria della Stella, raggruppava diversi volti noti della galassia centrista come il presidente NCD del Consiglio Regionale lombardo Raffaele Cattaneo e l’ex deputato (e braccio operativo dei Centristi per l’Italia) Mauro Libè.
Ad introdurre l’incontro sono stati i referenti territoriali lombardi del neonato soggetto, Salvatore Papa (già segretario UDC di Milano) e Gianmarco Quadrini (ex consigliere al Pirellone per lo scudocrociato).
Il segretario del movimento D’Alia ha posto l’accento sulle ricette, a suo modo di dire errate, di Lega e pentastellati, incapaci di andare oltre la critica verso l’Europa, che usano l’UE come alibi per la propria incapacità di mettere in atto politiche di crescita.
Il deputato messinese ha descritto i moderati con la narrazione dei porcospini di Schopenhauer: si avvicinano quando fa freddo finché non si separano per il dolore provocato dalle ferite dei propri aculei. L’obiettivo dichiarato è quello di non far morire i porcospini (e i moderati) dal gelo.
L’intervento del ministro Galletti ha precisato l’agenda economica dei moderati al governo: “Noi siamo contrari ad ogni aumento di tasse” ha scandito il titolare dell’Ambiente. Per il ministro non si possono aumentare le tasse neppure con la scusa di potenziare i sistemi di protezione sociale e rilancia il cavallo di battaglia dei centristi: Aal reddito di cittadinanza rispondiamo con un reddito familiare, che migliori le condizioni dei milioni di famiglie che sorreggono il nostro Paese”.
La chiusura politica della convention è toccata al presidente della commissione Esteri del Senato Casini, che sottolinea la scelta coraggiosa di definirsi “centristi per l’Europa” in un momento di impopolarità dell’esperienza europea. “Invece di buttarci nell’onda di rabbia di molti nostri concittadini, abbiamo il compito più difficile di spiegare la complessità della situazione in cui viviamo. Noi rivendichiamo la difficoltà e la serietà di fare politica mentre Salvini è impegnato a speculare su ogni disgrazia che accade in Italia. Ma questo” ha continuato Casini “lo comprendono anche gli italiani se, alla domanda su come risolvere la crisi migratoria o la difesa dal terrorismo, rispondono con la necessità di avere più Europa”.
Poi il focus non poteva non cadere sulle vicende nazionali: per il leader centrista le forze che si riconoscono nel Partito Popolare Europeo e quindi i centristi per l’Europa, l’NCD, l’UDC, il movimento di Parisi ma anche la stessa Forza Italia devono superare le divisioni ed unirsi. Poi la proposta: portare fuori dai convegni il popolo dei moderati e confrontare le proposte di leadership con delle primarie aperte che rigenerino un’area politica ancora importante nel paese.
Se la proposta di Casini sarà ascoltata lo vedremo nei prossimi giorni (a partire dalle modalità di scioglimento di NCD), ma di certo quest’area politica non ha per nulla intenzione di riporre le frecce da lanciare contro le proposte populiste di Grillo e Salvini.
Virgilio Falco
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