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Le prime offerte erano arrivate martedì 22 novembre. Fortress, Pimco e Cerberus, come anticipato da MF-Milano Finanza lo scorso 24 novembre, avevano formalmente depositato le proposte agli advisor di Unicredit (Morgan Stanley e lo studio legale Paul Hastings), per il pacchetto di sofferenze da 20 miliardi netti messo in vendita dalla banca guidata dall’amministratore delegato Jean Pierre Mustier nell’ambito del piano di rafforzamento degli indici patrimoniali e di razionalizzazione della struttura operativa e dei business della banca stessa.

Ora, però, c’è stato un ulteriore step. Perché, secondo indiscrezioni raccolte in ambienti vicini al dossier, lo stesso istituto di credito, che non commenta, aveva chiesto ai consulenti finanzari di potere ottenere una revisione al rialzo dei valori indicati nella prima proposta. E così è stato. Perché da quel che si apprende, nella giornata di martedì 29 tutti i contendenti in gara – Fortress, Pimco e Cerberus – hanno inoltrato le nuove offerte, tutte al momento in contrapposizione tra loro, prevedendo una soglia superiore almeno del 15 per cento del precedente prezzo indicato per aggiudicarsi tutto o parte del portafoglio di non performing loans denominato F.i.n.o (failure is not an option, il fallimento non è un’opzione).

È però plausibile che per accelerare il processo di vendita delle sofferenze, Unicredit decida di non avviare una vendita di un blocco dell’intero portafoglio, ma di procedere per step, come fanno finora: negli ultimi anni ha messo sul mercato 12 miliardi di crediti deteriorati in tranche che sono arrivate fino a 1,2 miliardi. Il pacchetto di npl in vendita non dovrebbe essere affiancato interamente dalle garanzie dello Stato (Gacs).

La procedura comunque ha preso una decisa accelerazione anche in vista della presentazione del piano industriale in calendario il prossimo 13 dicembre a Londra. Ed è altamente probabile che la banca guidata da Mustier punterà tutto sul prezzo più alto offerto da uno dei tre competitor, senza guardare ad altre condizioni. Sul mercato si ipotizza che in pole position possa esserci Fortress non foss’altro perché l’operatore conosce il business e anche il portafoglio oggetto dell’asta, avendo rilevato nel corso del 2015 Uccmb, l’attività di gestione dei crediti di Unicredit , ribattezzata poi doBank. Società, che lo scorso luglio aveva rilevato Italfondiario, dando vita così al primo servicer italiano indipendente specializzato nella gestione di crediti npl al servizio del sistema bancario sotto la presidenza di Giovanni Castellaneta.

E sempre in vista dell’appuntamento di martedì 13 dicembre continua la valutazione, da parte di Unicredit , della cessione di Piooner per la quale sono in corsa la francese di Amundi e la cordata italiana composta da Poste, Anima e Cdp. Di questi argomenti si farà il punto in un cda fissato per martedì 6 dicembre nel quale si valuterà anche il cantiere dell’aumento di capitale da almeno 10 miliardi.

(Articolo pubblicato su MF-Milano Finanza, il quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi)

JEAN PIERRE MUSTIER, unicredit

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