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Generali Assicurazioni tiene la barra dritta e ieri, nel primo investor day tenuto a Londra da Philippe Donnet come group ceo, ha confermato gli obiettivi già indicati al mercato nel piano 2016-2018, che prevedono una generazione di cassa di 7 miliardi e dividendi cumulativi di 5 miliardi, con un roe superiore al 13%. Una mossa per nulla scontata considerando che per le assicurazioni, di questi tempi, il contesto di mercato si è fatto decisamente più complicato. I bassi d’interesse ai minimi storici e in calo della profittabilità dell’Rc auto comprimono inevitabilmente i margini.

I TARGET

Ma Generali ha deciso di non fare passi indietro e per mantenere fermi i suoi target ha messo subito in atto un serie di manovre che “serviranno a controbilanciare gli effetti di un prolungato periodo di condizioni di mercato avverse”, ha detto Donnet. Si tratta in particolare di sei leve che serviranno da una parte a migliorare la performance operativa e dall’altra a creare valore per la compagnia a lungo termine. Un’accelerazione del piano che passa per l’ottimizzazione dell’efficienza geografica perché il gruppo vuole raggiungere livelli di eccellenza in tutti i mercati nei quali opera.

LE PAROLE DI DONNET

“Finora abbiamo guardato alle performance del gruppo nel suo insieme”, ha ripetuto più volte il group ceo, “ora puntiamo a raggiungere la leadership in ogni mercato in cui operiamo”. Una leadership che non andrà misurata tanto sulla dimensione, quanto piuttosto sui risultati raggiunti in termini di qualità tecnica e eccellenza operativa, oltre che come soddisfazione dei clienti e dei distributori. Decisione che portano con sé la necessità di uscire dai mercati meno profittevoli. E da queste cessioni il gruppo conta di ricavare 1 miliardo di euro che sarà interamente reinvestito per crescere nei Paesi più interessanti, ma “senza alcuna fretta e con un approccio disciplinato”.

LA MAPPA DEL LEONE

Di recente è stata avviata per esempio la dismissione del business del Guatemala e del Liechtenstein, processo destinato quindi a continuare. In particolare sono tra i 13 e i 15 i Paesi dai quali il gruppo Generali intende uscire perché non li ritiene attraenti, mentre il focus si concentrerà su quelli con presenza e dimensioni rilevanti, redditività e prospettive. In particolare, in un gruppo di 6-9 Paesi la presenza sarà rafforzata e in gruppo di 16-18 è prevista una crescita discliplinata. “Il ridimensionamento riguarda il 5% del premi che corrisponde però all’1% in termini di risultato operativo”, ha chiarito Frédeéic de Courtois, arrivato di recente nel gruppo come ceo Global della Business Lines e International dopo essere stato a lungo numero uno di Axa Italia. Tra i Paesi di interesse de Courtois ha citato la Cina (dove Generali ha una partnership con Cnpc ed è uno dei primi tre operatori esteri) e l’India (dove l’alleanza è con Future Group) ma anche l’Argentina e il Brasile, che raggiungerà il break even nel 2017. Mentre non sono per arrivate indicazioni sui mercati destinati a essere abbandonati.

L’IMPATTO DEI TASSI BASSI

Il riassetto geografico non è però l’unica manovra che il gruppo attuerà. Senza alcun intervento l’impatto dei bassi tassi d’interesse sul risultato operativo del gruppo porterebbe tra il 2016 e il 2018 a una riduzione del 7%, ha chiarito il direttore generale e cfo di Generali, Alberto Minali. Per far crescere il risultato del 5%, come da obiettivi, servirà invece “accelerare le efficienze tecniche che già caratterizzano il gruppo, che avranno un impatto del +5%, e migliorare la macchina operativa (+2%) mentre un’altra spinta (stimata anche questa in un +2%) arriverà dalla crescita del business”.

IL TAGLIO DEI COSTI

Per quanto riguarda più in particolare il taglio dei costi operativi, da cui dovranno arriva 200 milioni tra il 2016 e il 2019 per interventi sui mercati maturi, la novità di questo investitori day è che la stima fornita da Generali è un valore netto e si aggiungerà alla riduzione dei costi lordi già annunciata durante l’investor day di maggio 2015, che era pari complessivamente a 1,5 miliardi. “Abbiamo preferito essere più trasparenti”, ha spiegato Minali, “ma con questa nuova manovra è come se il risparmio lordo complessivo salisse a 2 miliardi”. Una razionalizzazione che sarà realizzata con processi di ristrutturazione, semplificazione o integrazione, come quelli già realizzati in Italia o in Germania, ma saranno necessari anche investimenti di 700 milioni, che serviranno proprio a rendere la macchina più efficiente, alla fine però il risultato netto, come detto, sarà un risparmio di 200 milioni.

COME CRESCERA’ IL DIVIDENDO

A crescere sarà anche il dividendo staccato alla capogruppo dalle branch. Nel 2015 il dividendo lordo complessivo è stato di 2 miliardi (mentre Generali ha staccato agli azionisti un cedolone di 1,1 miliardi) e per quest’anno è prevista una crescita del 10% degli assegni delle operation che sembrano avere le spalle larghe. “Il 70% dei dividendi è pagato da partecipate che hanno un indici di Solvency II superiore al 200%”, ha chiarito Minali.

LE PREVISIONI SULLA REDDITIVITA’

Un’altra azione riguarderà poi il miglioramento della redditività tecnica, già oggi tra le migliori del mercato. Nel Danni, in particolare, il combined ratio pari oggi al 92,4% dovrà scendere ancora, mentre nel Vita dovrà aumentare il peso dei prodotti a più basso assorbimento di capitale (+8% in Italia, Francia e Germania) e si lavorerà anche sul portafoglio esistente per ridurre il livello dei minimi garantiti agli assicurati, tagliando all’1,5 dall’1,8% attuale. Previsti poi interventi per aumentare di 2,2% la fedeltà dei clienti, che significherebbe tenere nel gruppo circa 1 milione di assicurati in più. Non solo. “Faremo leva sulle nostre competenze nei data analiytics e nei prodotti telematici per soddisfare i bisogni dei nostri clienti e dei nostri distributori”, ha aggiunto Donnet, riconoscendo alla rete degli agenti un valore fondamentale. L’innovazione tecnologica dovrà in altre parole rappresentare il propulsore delle sei azioni indicate al mercato e utili saranno certamente gli accordi firmati dal gruppo con partner come MyDrive e Progressive, leader nell’analisi dei dati, cui si aggiungerà presto Microsoft. “Generali ha firmato infatti un memorandum of understanding” con l’azienda fondata da Bill Gates, ha annunciato il chief insurance officer. Valter Trevisani e la firma è attesa a fine anno.

IL DOSSIER MPS

Donnet ieri è tornato anche sulla questione dei bond Mps spiegando che la conversione sarà valutata dal cda nei prossimi giorni e sarà eventualmente alternativa e prioritaria rispetto a un possibile impegno in Atlante 2. Per quanto riguarda il nuovo country manager per l’Italia, incarico oggi mantenuto da Donnet, con Marco Sesana ceo di Generali Italia, il ceo ha annunciato che si tratterà di una scelta interna che sarà presa a breve. Mentre sull’andamento del titolo, sceso ieri del 3%, in un mercato che ha colpito banche e assicurazioni. Donnet ha detto di non essere particolarmente stressato anche se nell’ultimo anno le azioni hanno perso oltre il 30%. “Siamo focalizzati nel fare al meglio il nostro lavoro di assicuratori”, ha concluso.

(Pubblicato su Mf, quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi)

Philippe Donnet

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