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Veniamo al dunque. L’affermazione di Trump che la politica estera americana è obsoleta è condivisibile. Gli Stati Uniti sono attualmente “sicuri” e non c’è nemmeno l’ombra di una minaccia quale fu per decenni l’Unione Sovietica, per la quale e contro la quale venne imbastita una serie di alleanze strategiche. Inoltre, gli alleati asiatici ed europei sono in condizioni ben diverse rispetto al 1949, anno di costituzione della Nato. Nonostante ciò, la strategia americana sembra sposare l’idea che ogni alleanza, ogni posizione devono rimanere tali e quali e per sempre. Trump sostiene, invece, che ogni alleanza deve essere valutata secondo l’attualità, stabilendo ciò che serve ancora ai fini della maggiore sicurezza degli Usa.

Chi lo critica invoca il pericolo insito nella diminuzione degli impegni politici nel momento in cui l’Europa si ripresenta con un pil più alto degli stessi Stati Uniti e della Russia. Perciò, l’Europa, oggi, è ben capace di difendersi da sola, senza la necessità dell’ombrello americano. Un’ipotesi poco apprezzata nel continente, visto che ci consideriamo protetti soprattutto dall’armamento nucleare americano. Le difficoltà odierne dell’Unione segnalano, però, l’utopia di Trump. La questione è farla capire agli americani.

(Pubblicato su Italia Oggi, quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi)

Foreign Affairs tifa per Trump?

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