Skip to main content

“Una disgrazia, spero rimediabile”. Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio e oggi giudice costituzionale, non vuole perdere ogni speranza è pur definendo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea una cosa “stupida”, non rinuncia a sperare: è “tanto stupida che dopo un negoziato difficile con un’Ue non conciliante si può determinare un cambiamento di rotta non impossibile in due o tre anni”. Amato era uno degli ospiti a un dibattito sulle conseguenze della Brexit organizzato dall’Istituto affari internazionali in occasione del rapporto 2016 sulla politica estera italiana. Con lui, il senatore Mario Monti e Marco Piantini, consigliere del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per le politiche comunitarie.

Il timore di Amato riguarda l’effetto emulazione possibile in particolare in Olanda e Austria, mentre Monti era rassicurato da un sondaggio della fondazione Jean Jaurès in base al quale i cittadini di Francia, Germania, Italia, Spagna e Belgio sono più europeisti rispetto a due anni proprio dopo aver visto il caos generato nel Regno Unito dalla Brexit. Amato è contrario a modifiche dei trattati europei per paura dei populismi, piuttosto consiglia un lavoro più sotterraneo ed efficace. Secondo l’ex premier, infatti, uno dei rischi della Brexit è che riduca la nostra sintonia con gli Stati Uniti e che questo “in prospettiva ci avvicini alla Russia. Con Donald Trump il rischio sarebbe reale”. Considerando i tempi lunghi delle trattative per l’effettiva uscita della Gran Bretagna, Amato non dispera che “un Labour rinsavito, se vincesse le elezioni del 2020, possa rimettere in moto qualcosa”.

Monti considera la Brexit “una disgrazia molto maggiore per la Gran Bretagna che per l’Unione europea” e in generale addossa parecchia responsabilità al Consiglio europeo e a com’è gestito dal presidente, Donald Tusk. L’Italia, però, può approfittare della riduzione dell’oligopolio da quattro a tre membri, con Germania e Francia: secondo Monti, il governo italiano dovrebbe fare pressione sulla Germania perché anche in Francia cominci la stagione delle riforme e pressione sulla Francia perché la Germania ragioni in maniera diversa non per avere più flessibilità, ma per cambiare le regole.

L’intervento di Piantini è stato forse troppo generico e diplomatico, ma ha attirato l’attenzione di Monti per il ripetuto riferimento al “nuovo formato a tre”, cioè quello tra Italia, Germania e Francia. Con il suo consueto tono pacato, il senatore a vita gli ha chiesto: “Perché nuovo? Tra il 2011 e il 2013 è avvenuto molte volte”. Una sottile accusa di eccessivo “nuovismo”, caratteristica del governo Renzi, che ha creato un lungo e imbarazzatissimo silenzio prima che Piantini provasse a replicare. Finché la spigliatezza di Amato ha spezzato la tensione con una battuta. E il presunto nuovismo è scomparso dietro ai sorrisi.

Mario Monti

Amato e Monti scrutano gli effetti della Brexit per Germania, Francia e Italia

“Una disgrazia, spero rimediabile”. Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio e oggi giudice costituzionale, non vuole perdere ogni speranza è pur definendo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea una cosa “stupida”, non rinuncia a sperare: è “tanto stupida che dopo un negoziato difficile con un’Ue non conciliante si può determinare un cambiamento di rotta non impossibile in due o tre…

MARIO DRAGHI BCE

Tutti gli effetti delle parole di Draghi e Kuroda sui mercati

La giornata dell’ECB è iniziata con un tono discreto sui mercati. Wall Street ieri sera ha prevedibilmente macinato un altro record, sostenuta da discreti risultati e priva di ostacoli, trovandosi in territori inesplorati. L’Asia ne ha giovato, con i principali indici (esclusi India e Sud Corea) in progresso. Tokyo si è ulteriormente avvantaggiata di speculazioni circa il nuovo budget fiscale, addirittura da…

Erdogan

Ecco i veri piani truculenti di Erdogan. Parla Pearson (ex ambasciatore Usa in Turchia)

“Se tutte le persone arrestate negli ultimi giorni fossero state realmente coinvolte nel colpo di stato turco, probabilmente questo avrebbe avuto successo”, commenta sarcasticamente John H Norris del Center for American Progress. E in effetti la lista degli epurati e degli arrestati viene costantemente e tristemente aggiornata: 118 detenuti, tra generali e ammiragli, circa un terzo della catena di comando,…

Sparate e sorprese di Donald Trump nel discorso a Cleveland

Nel primo discorso da candidato ufficiale del partito repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump si presenta come l’uomo di "Law and Order". S’impegna a sospendere immediatamente l’immigrazione negli Stati Uniti "da tutti i Paesi coinvolti nel terrorismo" e a innalzare un muro al confine con il Messico. Afferma che "l’americanismo e non il globalismo è il nostro credo" e mette…

Renato Schifani

Che cosa succede al centro fra Ncd e Udc

Le dimissioni di Renato Schifani da capogruppo NCD al Senato, di questo si tratta, senza andare oltre, non hanno prodotto per il momento sussulti nel mondo politico. Non poteva essere diversamente. C’è chi ha inserito anche Casini e l’UDC in questa diatriba nel piccolo mondo antico “centrista”. Non c’entra niente, mai c’è stata una convergenza politica, ma solo parlamentare. Dopo…

L'arma democratica

La storia si ripete. La Turchia di oggi ci dimostra quanto la democrazia, grande conquista fragile, possa essere strumentalizzata a fini diversi da quelli democratici: è in atto, a livello globale, uno scontro evidente tra il senso profondo della democrazia e la sua "discutibile" applicazione storica. Chi paga tale scontro, nemmeno a dirlo, siamo tutti noi che pensiamo di vivere…

Perché Trump si detrumpizzerà

Dei quarantaquattro presidenti che si sono avvicendati alla guida degli Stati Uniti in più di duecento anni di storia, l’attuale, Barack Obama, si sa, è un democratico. Ma il suo predecessore, George W. Bush, era un repubblicano. Se si va all’indietro nel tempo, si vedrà che l’alternanza è di casa alla Casa Bianca. Perciò, anche se i sondaggi danno oggi…

La Brexit è un segnale di declino della UE?

(Seconda parte dell'analisi dell'economista Pasquale Lucio Scandizzo. La prima si può leggere qui) E’ interessante analizzare la situazione usando lo schema concettuale di Albert Hirschman (1970) di “exit, voice and loyalty”, tre parole la cui traduzione in Italiano  (Uscita, Voce e Lealtà) è meno suggestiva di quella della lingua originale. Per Hirschman, voce e uscita sono due strategie contrapposte per dimostrare…

Bianca Berlinguer e Stefano Parisi

Tutti i bizzarri strepitii in Forza Italia su Stefano Parisi

Secondo le ormai consolidate e peggiori tradizioni di Forza Italia, o di ciò che ne rimane, è bastato un gesto di buona volontà e disponibilità di una persona perbene a “dare una mano” ai ricorrenti tentativi di “federare” un nuovo centrodestra per scatenare il putiferio. Eppure questa volta si è trattato di Stefano Parisi, il protagonista pur perdente, ma di…

Mike Pence - Facebook

Cosa pensa Mike Pence di donne, musulmani, aborto e comunità gay

Dopo molti nomi e ipotesi, alla viglia della nomination alla convention di Cleveland, Donald Trump ha annunciato il nome di chi lo affiancherà nella corsa verso la Casa Bianca: Mike Pence. Lo scorso sabato il candidato repubblicano ha confermato che il governatore dell’Indiana sarà il suo braccio destro. Pence è un politico con una lunga carriera nel Congresso americano. È un noto…

×

Iscriviti alla newsletter