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Giuliano Gennaio: la Società Aperta e i suoi Amici. E’ il titolo del seminario con cui questa sera (ore 18.30) presso la Fondazione Luigi Einaudi ricorderemo Giuliano Gennaio. Giugen, così lo chiamavano tutti, ci ha lasciato il 20 aprile di 8 anni fa (2008). Aveva 28 anni.

Giuliano era energia pura, un vulcano di idee e un laboratorio di confronto. Giuliano era un Liberale, un giovane Liberale, uno di quelli di noi che si è trovato nella generazione di mezzo, quella dei giovani che si sono trovati senza un partito di riferimento in un contesto politico turbolento e spesso privo di idee. Egli non si è né scoraggiato né asservito alle gerarchie, ma da autentico spirito anarchico ha operato per la costituzione di forme di aggregazione politica più corrispondenti alla società liquida e ai nuovi strumenti di comunicazione, lavorando per un contenitore che potesse raccogliere tutti i Liberali.

Per Gennaio il Liberalismo contemporaneo deve rispondere all’idea di Società Aperta. La Società Aperta è il modello sociale delle generazioni contemporanee, quei giovani più propensi a riconoscere diritti individuali più ampi e disposti mettersi in gioco nel libero mercato. Mentre per il Liberale classico, quello dei nostri padri, il Liberalismo è il frutto di una profonda riflessione epistemologica, per Giuliano le nuove generazioni sono inconsciamente Liberali. Lo sono ancor prima che qualsiasi movimento politico, eccetto i pochi Liberali naturalmente, abbia partorito una riflessione in tal senso. I millennial hanno maturato autonomamente l’idea che siamo e vogliamo essere tutti diversi ma con pari opportunità, e che vogliamo convivere armonicamente.

Giuliano è stato un autentico innovatore in politica, prima di chiunque altro, molto prima della Leopolda, di Renzi e del suo giglio magico. Egli ha anticipato i tempi del dibattito irrisolto sul ricambio generazionale inteso non come passaggio di poteri ma come confronto tra idee contrapposte. Egli credeva nel conflitto, come dinamica fondamentale per il progresso scientifico ed economico. E’ stato uno dei primi a portare la politica sul web, e tra i primi a portare in Italia l’idea di Spin Doctoring e di consulente politico. Ce lo siamo dimenticati, travolti dalla velocità dell’evoluzione tecnologica. Per fortuna il web ci è testimone, andatevi a rivedere i video e ad ascoltare i podcast. Oggi sono prassi, allora erano la sua curiosità e creatività. Giuliano l’Innovatore.

E’ stato anche il primo ad usare email e messaggini, per cui del suo pensiero e dei suoi dialoghi ci resta poco, purtroppo. Ciascuno di noi porta con se un pezzo delle lunghe conversazioni, dei discorsi e delle epistole digitali che Giugen diffondeva alla velocità della luce (smentendo la scienza, era un multi-tsker). Nostro compito sarà quello di raccogliere il suo pensiero e diffonderlo alle nuove generazioni. Nostro compito sarà quello di creare un fondo per i giovani innovatori, perché Giugen era un vero innovatore. Proveremo a raccoglierne ed articolarne il pensiero che oggi più che mai è attuale. Chissà cosa farebbe oggi Giugen? Non lo sapremo mai, certamente ci avrebbe stupito con qualche idea originale, inesorabile ottimista.

Il Fondo Giuliano Gennaio come queste parole restano fredde come è giusto che sia. Per ciascuno di noi ci sarà sempre un ricordo intimo, non posso condividere il mio perché la commozione mi travolge.

Pietro Paganini, direttore generale Fondazione L. Einaudi

In ricordo di Giuliano Gennaio

Di Pietro Paganini

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