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Tanto rumore per nulla. Ovvero: molte critiche, spesso a vanvera, e tante azioni a sostegno della patrimonializzazione. È quello che emerge dall’ultimo studio di Assopopolari, l’associazione che riunisce e rappresenta le banche popolari presieduta da Corrado Sforza Fogliani e guidata dal segretario generale Giuseppe De Lucia Lumeno.

I NUMERI DELLE BANCHE POPOLARI

Nel 2015 le Banche Popolari hanno dimostrato di essere in possesso dei requisiti minimi prudenziali richiesti dalla Vigilanza europea con oltre 35 miliardi di euro di capitale primario di classe 1 (quello di maggiore qualità), pari all’85% del totale dei propri fondi. “Il dato dà conto dalla riduzione del rischio di oltre 20 miliardi di euro dalla fine del 2014 che ha prodotto un miglioramento dei coefficienti di patrimonializzazione, con il CET1 Capital Ratio salito all’15% e il Total Capital Ratio al 16%, ben al di sopra di quanto richiesto dalla normativa prudenziale europea, rispettivamente il 7% e il 10,5%”, si legge in una nota dell’Associazione nazionale fra le Banche popolari.

 IL COMMENTO DI FOGLIANI

“Come risulta evidente dai dati, le Banche Popolari, hanno sostanzialmente un indice di patrimonializzazione doppio di quello richiesto dalla legge. E’ confermata, anche per l’anno da poco concluso, la solidità di un modello bancario il quale, malgrado le avversità della prolungata fase recessiva, ha continuato ad erogare credito e a supportare le realtà produttive locali”, ha commentato il Presidente dell’Associazione fra le Banche Popolari, Corrado Sforza Fogliani.

 LE PAROLE DI DE LUCIA LUMENO

Per il Segretario Generale di Assopopolari, Giuseppe De Lucia Lumeno “la solidità del sistema bancario italiano e delle Banche Popolari, anche sotto il profilo del livello di patrimonializzazione, risulta acquisita ed indiscutibile, un risultato consolidato e raggiunto tra le difficoltà di una crisi economica senza precedenti e che per questo risulta ancora più rilevante e straordinario”.

popolari mps Sforza Fogliani

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