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La Procura indaga sullo spionaggio Usa ai danni di Silvio Berlusconi. Pensava di avere l’esclusiva per quanto riguarda le intercettazioni telefoniche dell’ex Cav.

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Lo scandalo dei c.d. esodati, non sta nel fenomeno in sé ma nel fasullo allarme sociale suscitato in proposito (ed alimentato da media “alla ricerca del tempo perduto’’) nonché nelle onerose sette salvaguardie predisposte dai Governi con risorse massicce degne di un migliore impiego. Troviamo conferma delle nostre critiche in un Focus (n.2/2016) a cura dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) dedicato, appunto, a questa storiaccia tipicamente italiana.

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“I ripensamenti, favoriti dalle incertezze informative, hanno comportato – scrive l’Upb –  l’avvio di un percorso di quasi integrale tutela delle aspettative di coloro che hanno subìto o volontariamente optato per cambiamenti nella sfera lavorativa anche molti anni prima della riforma Fornero e che attendevano la decorrenza della pensione con le vecchie regole anche in tempi di molto successivi alla riforma. Per fare alcuni esempi, sono stati ammessi a salvaguardia: i cessati da lavoro prima e dopo la riforma e i già autorizzati alla prosecuzione volontaria, ancorché rioccupati con contratto diverso dal tempo indeterminato; coloro che avevano già avanzato domanda per l’esonero dal lavoro pubblico,anche sulla base di leggi regionali e anche se l’esonero non fosse ancora avviato; i già coinvolti in accordi per il ricorso ad ammortizzatori sociali, ancorché l’avvio della cassa integrazione o la cessazione del lavoro avvenissero diversi anni dopo la riforma (rispettivamente entro il 2014 e il 2016)’’.

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“Se la sequenza degli interventi di salvaguardia dovesse continuare emergerebbe – prosegue il Focus – con sempre maggiore chiarezza il progressivo cambiamento di obiettivo di queste misure: non un esonero indirizzato in maniera specifica ai lavoratori che si trovano in difficoltà economica negli anni tra la cessazione dell’attività e la percezione della prima pensione a causa delle modifiche introdotte dalla riforma Fornero (cioè gli esodati in senso stretto), ma una soluzione per mettere al riparo platee più ampie e non necessariamente, o non tutte, danneggiate in maniera diretta dalla riforma, utilizzando le salvaguardie come surrogato di politiche passive del lavoro o di altri istituti di welfare oggi sottodimensionati o assenti”.

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Indipendentemente dalla valutazione di merito su tali ulteriori finalità, questa tendenza rende meno trasparente il disegno delle politiche e le priorità dell’azione pubblica. In aggiunta, si sovrappone – stigmatizza l’Upb –  in maniera non sufficientemente coordinata al percorso del Jobs Act e alla revisione degli ammortizzatori sociali, cui finisce anche col sottrarre risorse’’.

Vi racconto la vera storia dei cosiddetti esodati

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