Skip to main content

Il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia twitta: «Chi timbra e poi esce dall’ufficio va a casa in 48 ore. Lo facciamo anche il difesa dei lavoratori pubblici onesti». Pronta la replica del segretario generale del primo sindacato italiano, Susanna Camusso: «Le regole per licenziare i cosiddetti fannulloni ci sono già: mi piacerebbe che il governo dicesse perché non funzionano. Altrimenti è una campagna che si chiama propaganda».

Chi ha ragione?

La storia e i numeri danno ragione alla prima: secondo i dati del ministero nel 2013 su 3,5 milioni di dipendenti, appena 6900 (cioè meno di 1 su 500) sono stati sottoposti a procedimento disciplinare e di questi poco più di 200 sono stati licenziati. Le regole peraltro, come sottolinea Susanna Camusso, ci sono già. Le ha introdotte nel 2009 l’allora ministro Renato Brunetta e si tratta di norme che hanno senza dubbio consentito un netto avanzamento rispetto al passato.

Volgendo lo sguardo al mondo reale, è però sotto gli occhi di tutti che la lotta contro i malati immaginari e ai furbetti del “timbra e fuggi” è ancora ben lungi dell’essere vinta. Basta vedere com’è andata a finire con i vigili del comune di Roma e i netturbini di Napoli assenteisti tra Natale e capodanno 2014.

Ma il problema allora dov’è? Il problema sta tutto nell’effettività. Per un complesso di ragioni, in parte culturali, in parte legate alla peculiare natura del datore di lavoro pubblico, in parte dipendenti dalle difficoltà operative che i dirigenti possono incontrare nel ricevere le informazioni e nell’effettuare i controlli, applicare le regole in una pubblica amministrazione è più difficile (e meno consueto) che in un’impresa privata.

Per cambiare le cose non credo dunque che basti accorciare i tempi dei procedimenti o rafforzare le sanzioni per i dirigenti che non vi danno corso. Occorre anche fare altro: chiarire al di là di ogni dubbio che, salvo dolo, i dirigenti e i componenti dell’ufficio per i procedimenti disciplinari che applicano una sanzione (incluso il licenziamento) vanno esenti da responsabilità amministrativa contabile e, se anche il dipendente impugna e vince, non possono essere chiamati a rispondere; consentire ai dirigenti di affidare i controlli anche a soggetti privati convenzionati, assegnando apposite risorse e riconoscendo il valore probatorio degli accertamenti così effettuati (nel settore privato è diffusissimo il ricorso ad agenzie investigative per scovare, ad esempio, i finti ammalati); rafforzare i controlli in giornate particolari (i lunedì, a Natale, a Capodanno, o in occasione di eventi particolari); legare una parte dello stipendio (e non solo la valutazione) del dirigente alla percentuale di assenteismo, assumendo un parametro di riferimento medio nazionale, un po’ come avviene per i costi standard; prevedere nella contrattazione collettiva un premio di assiduità, ossia un bonus per i dipendenti meno assenteisti; ridurre le ipotesi di esenzione dall’obbligo di reperibilità alla visita medica, eliminando in particolare quelle relative ai dipendenti già assoggettati a visita fiscale, agli infortunati e agli assenti per causa di servizio; precisare che la terza assenza ingiustificata alla visita di controllo nell’arco di un triennio comporta il licenziamento.

Forse anche tutto questo non basterebbe, ma almeno consentirebbe di fare un altro passo avanti.

Madia o Camusso, chi ha ragione sui furbetti del cartellino tra gli statali?

Il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia twitta: «Chi timbra e poi esce dall'ufficio va a casa in 48 ore. Lo facciamo anche il difesa dei lavoratori pubblici onesti». Pronta la replica del segretario generale del primo sindacato italiano, Susanna Camusso: «Le regole per licenziare i cosiddetti fannulloni ci sono già: mi piacerebbe che il governo dicesse perché non funzionano.…

La ricetta tedesca di Prodi per l'innovazione delle imprese italiane

Incentivi agli accorpamenti tra imprese, fonti alternative di capitale rispetto a quelle bancarie, legislazione favorevole all’inserimento del management nelle imprese familiari, aiuti fiscali, nuove strutture in grado di garantire alle imprese la ricerca e l’innovazione. Una “buona politica industriale”, sia in Italia che in Europa, non può prescindere da questi elementi. Ne è convinto Romano Prodi, che l'ha illustrata ieri…

L'interlocutore sbagliato

A pochi sarà sfuggita la frase pronunciata ieri dal Presidente della Commissione Europea Jean- Claude Junker, con la quale ha voluto precisare che “Ci manca un interlocutore per l'Italia”. Tradotta può significare solo due cose: 1) Serve un nuovo interlocutore perché Renzi non va più bene, 2) C'è un vuoto istituzionale che bisogna colmare. La seconda ipotesi è certamente la…

Che cosa contesto del ddl Cirinnà sulle unioni civili

La diatriba sul testo sulle unioni civili ha una storia e un collegamento che in questo momento sfugge all’attenzione degli attenti analisti molto e perlopiù concentrati sulla adozione del partner dello stesso sesso. In verità questo ddl è legato alle teorie del gender che chiedono nuovi spazi di diffusione e proselitismo e, purtroppo, li cercano nelle scuole e nelle sedi…

Rossiniana all'Opera di Roma

Da venerdì 22 gennaio all’Opera di Roma va in scena il dramma giocoso La Cenerentola, a duecento anni dalla creazione “romana” di Gioachino Rossini, che debuttò al Valle nel 1817. Il nuovo allestimento porta la firma di Emma Dante, regista che debutta al Teatro Costanzi. Alla direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma torna il Maestro Alejo Pérez, già applaudito dal pubblico…

Perché avere ancora fiducia nel Monte Paschi

In questi giorni il vertiginoso crollo della azioni del Monte Paschi (in poche sedute perduto oltre il 36% del valore) ha indotto analisti e commentatori a immaginare scenari disastrosi. Quando un fenomeno si fa collettivo, bisogna cercare di capire i perché di natura reale e quelli di natura psicologica. Nella caduta di Mps vi sono molti elementi che nulla hanno…

Cisco: investe 100 milioni su digitalizzazione dell'Italia

In arrivo 100 milioni di dollari per rendere l’Italia un po’ più digitale. Protagonista di questo progetto è la californiana Cisco, leader mondiale nel settore del networking,  che lancia il piano CDA cioè CountryDigitization Acceleration: si tratta di un programma di accelerazione che sostiene e attiva la trasformazione digitale dell’Italia, collaborando sia con il settore accademico che con le imprese per aiutare il Paese a cogliere appieno…

Che cosa deve fare l'Italia a Bruxelles

Sono stato sempre contrario ad alzare la voce, ma favorevole a parlare per farsi sentire con argomenti che colpiscano con precisione scientifica gli errori commessi; da ultimo ho bollato la decisione di penalizzare gli obbligazionisti “subordinati” di Banca Etruria. Se proprio si fosse voluto dare una lezione ai risparmiatori avventati – predicando da un pulpito che non è legittimato a…

Trivelle, chi lavora nel Pd per il No al referendum ammesso dalla Consulta

I turbo ambientalisti già festeggiano, così come i tanti amministrazioni stile Tafazzi che sono pronti a far votare misure che avversano lo sviluppo economico dei territori respingendo tecniche ed esplorazioni che si utilizzano a pochi chilometri di distanza, in altri Paesi. E’ questo lo scenario che si delinea dopo che oggi la Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum sulle…

Perché la Cina gongola sui bulloni

L'Unione Europea rischia di cadere sui bulloni cinesi. Le misure anti-dumping decise nel 2009 grazie ad un cartello di paesi proponenti - Italia in testa - per tutelare il mercato dalla concorrenza sleale di Pechino, sono state dichiarate "discriminatorie" dall'Organizzazione Mondiale per il Commercio a cui la Cina si era appellata per far cadere l'intero impianto accusatorio. Una vittoria netta…

×

Iscriviti alla newsletter