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L’Ucraina è in piena guerra civile e la ricerca della spiegazione, dei dettagli conduce inevitabilmente al periodo a cavallo del crollo dell’Urss. Quello caratterizzato dalla rivalità tra due leader comunisti nati nella provincia sovietica: Michail Gorbaciov e Boris Eltsin.

Solo così può diventare intellegibile una guerra che coinvolge due popoli che hanno, non soltanto una storia comune plurisecolare e unna lingua analoga, ma perfino la stessa religione e la stessa gerarchia ecclesiastica.  Il libro “Il gatto rosso” di Anton Antonov (pseudonimo dietro il quale si cela un personaggio importante delle relazioni pluridecennali tra Mosca e Roma) svela per la prima volta i dettagli, recuperati dalla consultazione di archivi ex sovietici finora rimasti segreti, del viaggio sconosciuto a tutti e  tenuto nella più totale riservatezza  del rampante capo del partito comunista di Mosca in Vaticano. Eltsin in vista del Papa polacco per ottenere la benedizione dell’occidente solo pochi mesi prima della spallata che avrebbe mandato nei libri di storia l’Urss.

Ed è proprio uno spaccato del secondo Novecento, quello della Guerra fredda, del Papa polacco, del crollo del muro di Berlino, ma soprattutto quello del Pci, il più grande partito comunista occidentale legato a doppio filo con Mosca e la stessa Cia, quello che emerge in tanti dettagli originali dalla lettura del libro. Il protagonista del romanzo è  Zeno Zonato, un comunista di base che nei primi anni settanta inizia la sua militanza nella provincia italiana, nel nord-est. Spregiudicato e senza valori riuscirà a scalare tutte i gradini fino a diventare il segretario ombra di quello che era diventato il Pds, dopo il crollo dell’Urss. Il protagonista è l’amministratore delegato della Globe Trade, una società partecipata dalla Cia, lo Ior e il Pci, tramite la quale passano i finanziamenti, tanto americani quanto russi, alle Botteghe Oscure e ai comunisti italiani. Grazie a questo ruolo Zonato assiste in diretta ad alcuni momenti della storia recente. Il viaggio romano di Michail Gorbaciov per ottenere la benedizione alla sua perestrojka da Wojtyla, che gliela concesse senza esitazioni ben sapendo che avrebbe accelerato il crollo dell’Urss. L’incontro segreto tra lo stesso pontefice e Eltsin, che aveva già concordato con gli americani la dissoluzione dell’Urss,  per ottenerne l’ appoggio contro Gorbaciov, mentre la crisi economica aveva già trasformato le strade e le piazze delle città russe in un caos permanente da mancanza di generi alimentari. Il crollo, poi, di Eltsin travolto dal default del debito russo e dalla voglia del Kgb di recuperare l’autonomia politica della Russia. Un vero e proprio aut aut quello del Kgb al clan Eltsin che aveva “regalato” gran parte delle ricchezze russe ai suoi amici oligarchi.

Il romanzo corre via rapido in una narrazione ricca di episodi facilmente collocabili nella storia recente. E permette, a chiunque avesse ancora qualche dubbio, di mettere a fuoco i solidi rapporti economico-finanziari che per molti decenni hanno legato il Pci all’Urss. Un diario storico dettagliato dove l’autore può facilmente rivelare documenti inediti e carte finora custodite soltanto nei segreti archivi moscoviti. Un racconto che spiega come le svolte in Russia sono sempre precedute da crisi economiche o finanziarie estreme. Una lettura consigliata, in tempi di rublo e petrolio a picco e di bollettini di guerra giornalieri diramati dal fronte ucraino.

L'attualità del Gatto Rosso

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