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Ho seguito con curiosità in questi giorni la presentazione di  una sintetica biografia del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, da parte del “Quotidiano della Calabria” che  è divenuta argomento di dibattito sul social network. Secondo il giornale Susanna Camusso, che entra nella Fiom nel 1977,  inizia la sua attività nel sindacato nel lontano 1975. E’ incaricata di coordinare nella FLM di Milano i corsi delle 150 ore, una conquista contrattuale dei metalmeccanici che consentiva ai  lavoratori di completare la scuola dell’obbligo e conseguire altri titoli di studio, nonché – come amavano ripetere i sindacalisti del tempo – di frequentare corsi di violino.

D’altra parte le note biografiche utilizzate dal giornale calabrese, che sembrano tratte  da Wilkipedia, non sono difformi da quelle che si possono leggere sul sito ufficiale della CGIL che informa come  “nel 1975 Susanna Camusso conquista il ruolo di coordinatrice per Milano delle politiche di formazione FLM (allora categoria unitaria dei metalmeccanici di CGIL. CISL e UIL). Due anni dopo (1977) entra nella Fiom”.

La notizia non è infondata ma omette un particolare che, quarant’anni dopo, non dovrebbe preoccupare più di tanto. E’ vero che la FLM in Italia era il sindacato unitario dei metalmeccanici di CGIL, CISL e UIL, ma ciascuna delle tre sigle manteneva una propria autonomia di gestione, in particolare nella scelta dei propri funzionari e dirigenti. Furono queste condizioni a consentire alla UILM di Milano, anche in presenza malumore della FIOM, di assumere un gruppo di studenti della Statale che militavano nel Movimento Lavoratori per il Socialismo. In questa occasione fu quindi assunta, in quota UILM, anche Susanna Camusso e incaricata di seguire per la  FLM le 150 ore.

Quando nel 1977 Susanna  rese la decisione di passare alla Fiom la cosa mi fu comunicata dal segretario FIOM Bruno Marabese, militante del PSI di area lombardiana, proprio per una gestione “diplomatica della vicenda”. Nella mia qualità di segretario generale della UILM e della FLM  di Milano, ne  presi semplicemente atto rispettando la volontà di Susanna e impegnandomi a non sollevare polemiche. E così fu.

Non abbiamo mai giudicato traditore od opportunista chi non era più d’accordo con noi, né  espulso chi se n’era già andato.  A distanza di tanto tempo trovo stupefacente (ma molto significativo) che la militanza Uilm di Susanna Camusso sia sottoposta, a partire dal sito della CGIL, a una sorta di “damnatio memoriae”.

Certo non si tratta  di aver servito la Repubblica di Salò né quella di Vichy o di una qualche “notitia criminis” da rimuovere ma è bene non lasciare tracce imbarazzanti. Si è quindi legittimati a pensare che Susanna Camusso si vergogni un po’ di quel breve periodo e ripulisca gli archivi con lucida determinazione. Eppure il riavvicinamento tra CGIL e UIL degli ultimi tempi dovrebbe invece valorizzare questi aspetti del passato.

Walter Galbusera

Susanna Camusso sbianchetta la Uilm dalla sua biografia?

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