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Si torna a una presidenza di campanello, dunque, alle Ferrovie dello Stato (da un po’ ribattezzate Ferrovie Italiane). La convivenza impossibile tra un presidente con deleghe corpose (tra cui quella alla privatizzazione), l’economista Marcello Messori, e un manager tosto di lungo corso alle Fs, l’ad Michele Elia, ha indotto l’azionista ministero dell’Economia ad abbandonare l’atarassia con cui seguiva da circa 6 mesi le tensioni ai vertici del gruppo ferroviario.

Così il Mef, di intesa con il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, nell’assemblea di Fs ha “invitato il consiglio ad attribuire a Elia le deleghe in materia di relazioni esterne e istituzionali e di definizione delle strategie, nonché l’incarico per lo svolgimento delle attività di impulso e di coordinamento per l’assunzione di ogni iniziativa funzionale alla valorizzazione del Gruppo, anche nell’ottica della privatizzazione”, si legge nel comunicato diramato ieri dal dicastero retto da Piercarlo Padoan, azionista al 100% del gruppo Fs. Sarà il cda convocato per il 4 novembre a ratificare il nuovo assetto delle deleghe.

Ad agevolare la soluzione è stata, paradossalmente ma non troppo, la decisione di Messori di restituire le robuste deleghe che gli erano state assegnate, come aveva annunciato lo scorso fine settimana in una dirompente intervista al Corriere della Sera. Nell’intervista, l’economista già presidente di Assogestioni sollevava critiche indirette all’azione dell’amministratore delegato subentrato a Mauro Moretti, ora capo azienda di Finmeccanica per volontà del governo Renzi.  A Messori, rimarrà la delega in materia di coordinamento delle attività di controllo interno. “Si torna così alle presidenze di campanello, come quelle di Lamberto Cardia in Fs, e come le attuali in Eni o Poste“, si chiosa ai vertici delle Ferrovie.

Tutto da definire, comunque, il percorso della privatizzazione. Non si sa al momento chi farà parte, e in rappresentanza di chi, del gruppo di lavoro che dovrebbe studiare modi e tempi della privatizzazione. Proprio quei modi e quei tempi, secondo quanto si evinceva dall’intervista di Messori, su cui Elia voleva di fatto avere voce in capitolo al di là delle deleghe formali a Messori. Tempi lunghi, comunque, ha sottolineato oggi Francesco Parlato, responsabile della direzione Finanza e privatizzazioni del Tesoro: “E’ una operazione complessa – ha detto – E’ difficile che sia fatta nel 2015, però è plausibile nel biennio”.

Fs, Elia lascia solo il campanello a Messori

Si torna a una presidenza di campanello, dunque, alle Ferrovie dello Stato (da un po' ribattezzate Ferrovie Italiane). La convivenza impossibile tra un presidente con deleghe corpose (tra cui quella alla privatizzazione), l'economista Marcello Messori, e un manager tosto di lungo corso alle Fs, l'ad Michele Elia, ha indotto l'azionista ministero dell'Economia ad abbandonare l'atarassia con cui seguiva da circa…

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