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State a sentire questa storia. Un ragazzo romano di diciannove anni ha una buona idea: realizzare un portale per aiutare le persone a trovare lavoro con un potente algoritmo. I soldi sono pochi, ma la voglia è tanta. Raduna un po’ di amici e dopo un anno di duro lavoro, sfruttando il poco tempo libero disponibile dopo la scuola, terminano la prima versione del sito.

 È difficile che qualcuno dia retta al ragazzo, nessuno lo prende sul serio e le aziende lo ignorano anche per via della giovane età, ma il sito nasce e viene battezzato Egomnia.

EGOMNIA: 15MILA ISCRITTI NEI PRIMI 30 GIORNI

Nel primo primo giorno di attività Egomnia supera imprevedibilmente i 1.000 iscritti, 20 aziende aderiscono e il server riceve 10 attacchi informatici, tutti respinti al mittente dagli increduli giovani fondatori. Passano soli 30 giorni e il sito raggiunge quota 15mila iscritti e supera le 100 aziende aderenti.

 A pochi mesi di distanza, il sito tocca la cifra record di 200mila iscritti, 630 sono le aziende che hanno inaugurato una propria vetrina virtuale e il fatturato tocca i cinque zeri. Egomnia diventa una delle maggiori realtà italiane nel mercato delle risorse umane.

E’ lo stesso fondatore Matteo Achilli, giovane imprenditore oggi 22enne e studente di Economia Aziendale e Management alla Bocconi di Milano, a raccontare con queste parole il percorso con cui ha costruito il successo di Egomnia. Gli ingredienti di questa ricetta sono molto semplici: un ragazzo brillante e determinato, un manipolo di amici molto abili con l’hitech e appena diecimila euro. Ma in poco più di un anno la crescita è stata tale da permettere di lanciare (a novembre scorso) la nuova versione del sito, cui hanno collaborato circa 20 ragazzi tra Milano, Torino, Roma e Matera, con una nuova grafica accattivante, adattamento per i dispositivi mobili, aumento delle prestazioni, più funzionalità, una piattaforma sociale per specialisti HR e l’introduzione dello skills graph, un pentagono che permette alle aziende di vedere graficamente le attitudini del candidato.

IL MARK ZUCKERBERG ITALIANO

A fine 2013 Egomnia ha anche realizzato il suo primo spot aziendale: un cartone animato che racconta in 3 minuti l’avventura della società e del suo fondatore. Lo spot si intitola “Storia di uno Zuckerberg Italiano”, sulla scorta del soprannome dato a Matteo dalla rivista Panorama Economy.

La particolarità che differenzia Egomnia dagli altri social network per la ricerca di lavoro è il potente algoritmo che, valutando il curriculum del candidato, condensa l’esperienza della persona in un punteggio e un ranking, visibile alle aziende in cerca di personale.

L’IDEA: IL RANKING AL POSTO DEL CLASSICO CV

“L’idea mi è venuta nell’ultimo anno di liceo quando dovevo, così come i miei compagni, scegliere l’università e si guardava molto alla posizione che l’università stessa aveva nelle classifiche”, racconta Achilli. “Da lì l’intuizione di fare il ranking con le persone affinché potesse essere utile per le aziende. Ma sarebbe stato difficile attribuire punteggio ai curriculum se gestiti nel loro formato più tradizionale, quindi abbiamo cambiato le regole del gioco invitando la gente a compilare il cv online in un form guidato come se fosse il profilo di un social network“. In questo modo il sistema prende in considerazione diverse variabili e l’algoritmo attribuisce un punteggio considerando non solo il percorso accademico ma anche le esperienze personali e professionali accumulate: “Si tiene conto del tempo in cui ci si è laureati, delle lingue che si conoscono, e se ci si è laureati nelle prime dieci università italiane in classifica viene conferito un bonus aggiuntivo. Questa idea poi è stata anche brevettata sia in Italia sia negli Stati Uniti”, sottolinea Matteo.

Una proposta semplice e chiara che ha permesso a Egomnia di raggiungere a fine 2013 oltre 330mila iscritti in Italia, più di 700 aziende che accedono alla ricerca di candidati e un valore di contratti firmati per 500mila euro. E intanto Matteo Achilli è diventato un “caso” italiano degno di attrarre l’attenzione dei media internazionali.

PIU’ VELOCE DEL VENTURE CAPITAL

L’attenzione mediatica ha accelerato ovviamente lo sviluppo del business di Egomnia, tanto che Achilli è stato contattato dal venture capital, ma, come racconta il giovane romano, “era troppo tardi, perché io crescevo troppo rapidamente per i tempi delle proposte che mi facevano, il valore di Egomnia continuava ad aumentare. Quindi dovevo trovare la formula per rendere il progetto sostenibile e sono partito con il coinvolgere soggetti che fino a quel momento pochi avevano portato online: le istituzioni. Ho iniziato a lavorare con enti locali (il primo è stata la Provincia di Milano), con alcuni sindacati, con le principali organizzazioni di cacciatori di teste, in particolare quelle specializzate nei giovani, con le Università e altri; per esempio, Egomnia è stata la prima piattaforma online su cui Publitalia ha fatto pubblicità”. E’ così che sono arrivati i primi guadagni, vendendo sia software sia servizi, ed è così che Achilli ha potuto investire nella nuova versione del sito lanciata a novembre. La piattaforma è gratis ma l’intenzione è di integrare sistemi di pagamento per proporre alle aziende un modello freemium. Egomnia ha anche aperto il canale business to business con la vendita di soluzioni per le divisioni risorse umane delle aziende.

UNO STIMOLO A TUTTE LE STARTUP ITALIANE

“Il fatto che oggi i media internazionali parlino di Egomnia è importante per tutte le startup italiane, non solo per la mia”, dice ancora Matteo. “So che il governo sta facendo qualcosa per agevolare l’avvio di imprese come la nostra. Parlarne serve anche a questo: la polemica, se non è costruttiva, è fine a se stessa”. E poi: “Di idee ce ne sono poche, e quelle buone scappano all’estero. Sai qual è uno dei problemi? Quelli che fanno startup in Italia pensano a un modello di business americano, che qui non può funzionare. Bisogna capire e conoscere il mercato e la cultura del posto in cui si vuole investire”.

UNA MISSION DA MEDAGLIA D’ORO

Con Egomnia mi sto giocando la mia occasione”, afferma ancora Achilli in un’intervista alla Bbc che lo ha inserito nel suo documentario “The next billionaires”. Un’occasione che Matteo vuole far fruttare sia espandendo il progetto all’estero e migliorandone sempre più l’efficienza sia diventando “ambasciatore delle storie di difficoltà che vivono i giovani che vogliono fare impresa, cercando di promuovere il merito e narrando un’immagine positiva del Paese all’estero”.

“Noi giovani stiamo scrivendo la storia di Internet”, afferma Matteo. “Il fatto che un giovane di 22 anni sia dietro un’impresa di questo genere è la vera innovazione”. E lo Stato italiano ha riconosciuto il merito di Achilli: “Oggi ho ricevuto la medaglia d’oro dalla Presidenza della Repubblica italiana“, annuncia oggi lo stesso giovane imprenditore su Facebook e Twitter. “Me l’hanno consegnata in Abruzzo nel Paese di origine di mia nonna, Sant’Eufemia a Maiella, dove ho passato le estati della mia infanzia. Sono contentissimo di un riconoscimento così importante in una terra a me così cara”.

La speranza, dice Achilli, è “di risvegliare in giovani e meno giovani di questo Paese un sentimento di riscatto urgente e di voglia di fare per contribuire a innescare la miccia di un processo di cambiamento lungo ma necessario (…). Gli Italiani devono riprendere ad amare il proprio Paese, puntare sui giovani talenti; i visionari sono anche tra noi”.

Chi è Matteo Achilli, fondatore di Egomnia

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