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Ci voleva un liberista per sbeffeggiare amabilmente una certa vulgata giornalistica che parla di privatizzazioni nel caso di Cdp Reti. Si è chiesto Diego Gavagnin ieri su Twitter, in sostanza: perché si chiama privatizzazione se Cdp (controllata all‘80% dal ministero dell’Economia) vende il 35% della controllata Cdp Reti al colosso cinese State Grid che è posseduto dallo Stato cinese?

Bella domanda. In verità non è l’unica che sorge sull’acquisto – che sarà illustrato domani in una conferenza stampa – da parte del gruppo cinese di circa il 35% della società di Cdp Reti, società che detiene le quote statali di Snam (30%) e a breve anche quelle di Terna (29,9%) possedute da Cdp.

In vista della firma di domani a Palazzo Chigi, e della eventuale conferenza stampa, ecco alcuni interrogativi che restano dopo alcune prime, sommarie, rassicurazioni fornite sia dal presidente della Cassa depositi e prestiti, Franco Bassanini (anche su Twitter, dialogando con Formiche.net) e dell’ad di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, che in queste ore sta seguendo anche la prossima nomina del direttore generale della Cassa.

Primo interrogativo: perché non è stata indetta una gara internazionale per cedere il 49% della scatola Cdp Reti?

Secondo interrogativo: è vero che soltanto i cinesi si sono offerti di rilevare il 35%?

A questa domanda, pare che si debba rispondere di sì perché – secondo ambienti finanziari e bancari al corrente del dossier – quote di una scatola societaria (come Cdp Reti) sono meno appetibili da fondi e investitori esteri rispetto ad aziende quotate.

E allora è pure per questo – come si vocifera tra Milano e Roma – che i cinesi hanno spuntato uno sconticino sul prezzo? Qualche elemento si rintraccia nell’articolo del giornalista finanziario Carlo Turchetti – per anni colonna del settimanale il Mondo che Rcs ha deciso di chiudere – che sul Corriere della Sera si è soffermato sul finanziamento da 1,5 miliardi che sei banche (Imi, Unicredit, Hsbc, Mediobanca. SocGen e Bnp) più la stessa Cassa erogheranno a Cdp Reti all’atto della chiusura dell’operazione che è prevista in autunno. A che cosa serve quel finanziamento? Ecco la lettura di Turchetti: “Quel debito serve a rendere più abbordabile l’investimento del partner (Cdp Reti avrà un net asset value abbattuto a 5,5 miliardi)”. Non solo: quel finanziamento servirà con tutta probabilità anche ad alzar ”il rendimento attorno al 7% annuo grazie alla quota di dividendi che verrà incassata dalle controllate Snam (254 milioni) e Terna (121 milioni). La Cassa però avrà ugualmente un introito pieno perché il maxifinanziamento verrà riversato alla capogruppo come cedola straordinaria al pari dei 2 miliardi arrivati dalla Cina”.

Cedola straordinaria? Dunque saranno felici anche Tesoro e fondazioni bancarie azioniste di Cdp? Ma la Cassa non aveva bisogno di essere rafforzata patrimonialmente, come invita da tempo con insistenza la Banca d’Italia secondo un’approfondita ricostruzione di Edoardo Petti per Formiche.net? Le domande si affastellano.

Altro interrogativo: è vero che casse previdenziali e fondi pensione, ai quali i vertici della Cassa stanno proponendo di entrare in Cdp Reti, nicchiano vista la presenza dei cinesi che avranno due consiglieri di amministrazione?

Ultimo interrogativo, anzi un dubbio, questo per il ministero dell’Economia: non è che le privatizzazioni non stanno facendo faville? Fincantieri non è stata un successone, al momento (qui alcuni degli approfondimenti dedicati da Formiche.net all’ingresso di Borsa del gruppo cantieristico; compresa un’analisi di Guido Salerno Aletta elogiata su Twitter anche da Bassanini); Poste ha rimesso nel cassetto il dossier, se si interpreta bene il comunicato dell’azienda guidata da Francesco Caio; e dello sbandierato 49% di Cdp Reti, con asset come le reti strategiche Snam e Terna – non proprio delle start up dall’incerto futuro – si venderà al momento solo il 35% e per di più a un partner controverso come quello cinese, secondo uno economista e storico come Giulio Sapelli attento alle questioni di sicurezza nazionale (Sapelli è stato sentito da Formiche.net insieme a Carlo Pelanda, Enrico Fardella e Francesco Galietti sull’accordo fra State Grid e Cdp).

Ecco tutti i più recenti approfondimenti di Formiche.net su privatizzazioni e Cdp Reti:

Ecco i motivi del viaggio del ministro Padoan in Cina. L’articolo di Michele Pierri

Tutti i segreti dei cinesi golosi di Snam, Terna e Cdp Reti. L’articolo di Andrea Pira

Vi spiego perché gli investitori esteri hanno snobbato Fincantieri. L’analisi di Guido Salerno Aletta

Perché la privatizzazione di Fincantieri non ha fatto scintille. L’articolo di Fernando Pineda

Fincantieri e la lezione politica sulle privatizzazioni. Il corsivo di Michele Arnese

Giulio Sapelli mugugna per l’ingresso dei cinesi in Cdp Reti (Snam e Terna). L’intervista di Michele Pierri

Snam, Terna e Cdp Reti. Carlo Pelanda spiega perché l’Italia è ambita dai cinesi. L’intervista di Michele Pierri

Tutte le divergenze tra Saccomanni e Bassanini su Cdp Reti. Il corsivo (ai tempi del governo Letta) con indiscrezioni di Michele Arnese

Snam e Terna, ecco come e a chi andrà (forse) il 49% di Cdp Reti. L’articolo di Michele Arnese

Snam e Terna, ecco i segreti del fondo australiano che puntava su Cdp Reti. L’articolo di Laura Magna

Poste, Enav, Cdp Reti e il liberismo metafisico. Il corsivo di Michele Arnese

Finmeccanica, Alitalia e Cdp Reti, affari e trattative con i Paesi del Golfo. L’articolo di Fernando Pineda

Snam, Terna e Alitalia, perché i capitali esteri possono nuocere alla sicurezza nazionale. Parla Stucchi (Copasir). L’intervista di Michele Pierri

Snam, Terna e Cdp Reti, un paio di domande sull'ingresso dei cinesi

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