Skip to main content

Scrivo da Salisburgo ed è possibile che quando questa mia nota arriverà sarà pubblicata la  “Cottarelli Story” si sarà già conclusa. Non intendo entrare nel merito. A mio avviso – l’ho detto più volte –  la spending review non un’attività una tantum da affidare a un Commissario e a (tanti o pochi) gruppi di lavoro. Come avviene nel resto del mondo, deve essere attività continuativa del corpo dello Stato dove si forma e si controlla il bilancio, ossia della Ragioneria Generale dello Stato. Può essere integrata da programma speciali – come quello francese sulla rationalization des choix budgettaires, razionalizzazione delle scelte di bilancio, con durata ben definita nel tempo e con obiettivi molto puntuali.

Tuttavia, la “Cottarelli Story” va analizzata perché prova il peggioramento, negli ultimi trent’anni, delle prassi rispetto alle esigenze di qualificare la spesa pubblica e ridurne gli sprechi.

Perché, in gran misura, è un film già visto, Anzi vissuto in prima persona. Nel 1982, su invito del Governo Spadolini, lasciai la Banca Mondiale (dove stavo facendo una rapida carriera) per creare e dirigere il nucleo di valutazione della spesa dell’allora Ministero del Bilancio.

Dopo tre anni, fui costretto ad andarmene per le ragioni documentate nel 1987 in un libro pubblicato dal Mulino. Dato che nel libro si facevano nomi e cognomi e nessuno diede querele, si vede che i fatti documentati provocavano ai più un po’ di imbarazzo. Ma forse anche orgoglio di essersi comportati da “uomini di panza” che ascoltano i loro clientes più che l’analisi economica per separare il grano dal loglio nel grande e crescente calderone della spesa pubblica.

Non sta certo a me commentare sugli sviluppi successivi: mi auguro che chi ha ora il compito di valutare la spesa per investimenti pubblici lo possa fare in serenità, senza troppo tirate di giacca e senza eccessive immissioni di politicanti al servizio di politici grandi e piccoli.
Avendo trasferito famiglia in Italia, lavorai alcuni anni per agenzie ONU a Roma e mi dedicai successivamente a ricerca e insegnamento.

Nominato dal Presidente Napolitano Consigliere del CNEL, tentai di sensibilizzare l’organo al tema. Un primo documento venne approvato nel dicembre 2012 all’unanimità ed ottenne il plauso di organismi internazionali, università, ministeri italiani e stranieri e banche di sviluppo. Un secondo è stato bloccato per due anni da un sindacato. Quando si era trovato un “esperto” esterno di gradimento al sindacato in questione e stava decollando un apposito gruppo di lavoro, il sindacato (la sigla è sul sito CNEL nei verbali di Assemblee e Commissioni) ritirò il supporto.

Ai tempi di Di Vittorio, il rappresentante sindacale sarebbe stato deferito ai probiviri. Non solo certi politici beneficiano dell’inefficienza della spesa pubblica, ma anche – ne concludo – certi sindacati. Ed i Segretari Generali assordiscono per il loro silenzio.

Resta solo l’amarezza di chi ha ragione troppo presto.

La Cottarelli Story vista da Giuseppe Pennisi

Scrivo da Salisburgo ed è possibile che quando questa mia nota arriverà sarà pubblicata la  "Cottarelli Story" si sarà già conclusa. Non intendo entrare nel merito. A mio avviso – l'ho detto più volte -  la spending review non un’attività una tantum da affidare a un Commissario e a (tanti o pochi) gruppi di lavoro. Come avviene nel resto del mondo, deve…

Oggi ultimo giorno del Civita Festival.

Intervista al Direttore Artistico: Fabio Galadini. Oggi è l’ultimo giorno della ventiseiesima edizione del Civita Festival. Proviamo a ripercorrere la storia di questo evento che si svolge in una delle più belle cittadine della Tuscia: Civita Castellana. Da quanti anni collabora con il Civita Festival? Quanto incide il suo legame con questo territorio? Sono Direttore del Civitafestival ininterrottamente dal 1993.…

Consigli per Renzi sulla riforma del Senato

Giuseppe De Rita è un grande maestro e oggi ci fa sentire meno soli quando condividiamo con lui la triste ma non rassegnata opinione: no caro Renzi, non ce ne facciamo una ragione. No saremo tra quegli italiani che non si inginocchiano al declino, alla disfatta e alla derisione, poiché il capitale di questo Paese è la nostra ragione di…

Siemens, Adidas e Metro, ecco le imprese europee che più temono le sanzioni alla Russia

Le tensioni geopolitiche alla base della crisi ucraina potrebbero comportare "seri rischi" per la crescita europea in questo e negli anni a venire. LE AZIENDE COINVOLTE L'allarme lanciato oggi dalle pagine del Financial Times riguarda alcuni dei più grossi gruppi industriali del Vecchio Continente: una conglomerata come Siemens; Adidas, il secondo al mondo per abbigliamento sportivo; il gigante della grande…

Difesa, i poteri del governo sulle attività strategiche

Individuare e elencare quali siano, e a quali ministeri facciano capo, le attività strategiche in cui possono essere esercitati i poteri speciali del governo "in caso di minaccia effettiva di grave pregiudizio per gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale". È questo l'obiettivo di un decreto del presidente del Consiglio, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che attua quanto disposto dall'art.…

10 dicembre giorno mondiale della lingua e cultura greca

Cosa c'è di più prezioso della lingua di un popolo, della lingua di cui oggi tutto il mondo si nutre e che ha dato i natali a mille e più termini e concetti? Il greco rivive, nonostante i figli della globalizzazione intendano relegarlo a lingua inutile e polverosa. Su iniziativa della Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia (FCCEI),…

Poggiani all'Agenzia Digitale. Renzi e Madia glissano sul curriculum e firmano la nomina

La richiesta di chiarezza sul curriculum di Alessandra Poggiani invocata dal direttore di Formiche.net Michele Arnese (e non solo), non ha trovato ancora risposta. Anzi, il ministro Marianna Madia, stando a quanto scrive il Corriere delle Comunicazioni, avrebbe invece apposto ieri la firma sul decreto di nomina di Poggiani a direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) consegnando così il provvedimento alla Corte dei…

Lui, lei e la reticenza

Erano ai capi di due terminali loro. Lui insisteva, smaniava. L’audacia dirigeva l’inchiostro facendo delle l giavellotti d’amore, della h pinze per solleticare, delle u sorrisi con cui dissimulare il desiderio. Le parole che ne venivano fuori sotto l’egida del pensiero costruivano, però, pensieri di premure, gravidi di attenzioni e di una cura per lei che erano una meraviglia. E…

Perché l'Italia non sarà mai sexy fiscalmente come Londra. L'analisi di Scacciavillani

Un “regime ricattatorio” che si scontra contro un altro, quello british, dove impera la certezza del diritto prima che le aliquote, tout court, più basse. La differenza fiscale tra Italia e Inghilterra, alla base della fuga nella City di moltissime aziende e di realtà imprenditoriali, è sostanziamente in questo assunto, dice a Formiche.net Fabio Scacciavillani, Chief Economist del Fondo d'investimenti dell'Oman.…

×

Iscriviti alla newsletter