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Il caos in Libia sembra non conoscere fine. Dopo le proteste contro il governo e lo svolgimento di nuove elezioni, nelle scorse ore le milizie islamiste hanno bombardato a colpi di missili l’aeroporto di Tripoli distruggendo il 90 per cento della flotta.

Una situazione ormai insostenibile, commentata questa mattina sul Giornale da Gian Micalessin, che ha richiamato un maggiore vigore del governo italiano nel richiedere il sostegno della comunità internazionale nel focolaio mediterraneo di fronte alle coste di Roma.

Un appello che si è intensificato in queste settimane, quando sul tema è intervenuto il presidente della commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre: Il cuore dei problemi – ha spiegato il senatore democratico in un’intervista rilasciata a Panorama al termine di una missione a Washington – è il Mediterraneo, non possiamo permettere che la Libia diventi zona franca. La comunità internazionale, quindi l’Onu, deve farsene carico. E gli Stati Uniti sono d’accordo“.

Gli Usa chiedono da tempo che l’Italia svolga un ruolo di maggior peso nel governo della della regione. Un onere che l’Italia, ha sottolineato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti nella sua recente visita negli Usa, è pronta ad assumere, a patto che vi sia un coordinamento a livello internazionale, con un ruolo non subalterno e senza che vi sia un proliferarsi di missioni speciali guidate da vari Paesi.

Sulla partita ucraina – ha proseguito Latorre sentito da Stefano Vespagli Usa misurano la tenuta della Nato e dell’Europa, ma quella crisi non deve distogliere l’attenzione dal cuore del problema: il Mediterraneo. Nel vertice Nato di settembre in Galles se ne dovrà prendere atto. A maggior ragione con la fine dell’impegno militare in Afghanistan e l’avvio della missione “no combat” in quella regione, credo che la Nato debba aggiornare la propria mission ponendo il Mediterraneo al centro e dunque facendosi carico della Libia“.

E la svolta, secondo il presidente della della commissione Difesa del Senato, potrebbe esserci proprio attraverso l’Alleanza Atlantica. “Credo che la Nato debba aggiornare la propria mission ponendo il Mediterraneo al centro“.

Come stabilizzare il Paese? Per Latorre “mentre l’Europa deve farsi carico dell’immigrazione, lì la questione deve diventare internazionale: uso di militari solo per controllo delle coste e dei confini, un inviato Onu di peso, una missione sotto mandato delle Nazioni unite. Un quadro nel quale l’Italia potrebbe assumere anche più responsabilità delle attuali“, con l’avallo di Washington.

“Alla Casa Bianca, al Pentagono, al Congresso e al Senato – conclude il senatore del Pd – concordano sul ruolo dell’Onu e su una posizione internazionale come la nostra. La svolta potrebbe esserci in autunno, con il vertice Nato e con l’insediamento della Commissione europea“, nella quale la novità di queste ore potrebbe essere la nomina di un italiano come Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune. Tra i più quotati la titolare della Farnesina, Federica Mogherini.

In Libia serve anche la Nato. I consigli di Nicola Latorre

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