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Caccia europeo e produzione italiana? Se anche Vienna sceglie l’F-35

Sempre più Paesi scelgono l’F-35 per modernizzare le proprie forze aeree. Il prossimo potrebbe essere l’Austria, che avrebbe intenzione di sostituire i propri Eurofighter con gli apparecchi di Lockheed Martin. Il velivolo consolida ulteriormente il suo trend che potrebbe portarlo a diventare il caccia europeo per antonomasia. Un’opportunità anche per l’Italia, che ospita a Cameri il sito di assemblaggio per gli F-35

consiglio

La Difesa europea manca di fondi e indirizzo strategico. La conferenza di Bruxelles

I principali stakeholders della Difesa europea si sono incontrati a Bruxelles, in occasione della seconda Conferenza annuale europea sulla Difesa e sicurezza, per discutere insieme dei prossimi passi da compiere sul piano industriale e nella guerra russo-ucraina, per la quale si richiede di stanziare altri 500 milioni di euro attraverso lo strumento dell’European peace facility (che però è agli sgoccioli)

Elicottero del futuro? Come l’F35. Parola del generale Goretti

Per il comandante dell’Aeronautica, Goretti, sentito da Defense News, l’Italia dovrebbe salire da subito a bordo della tecnologia Usa “X2”, che cambierà il settore degli elicotteri, per sfruttare gli stessi vantaggi avuti a suo tempo con il pronto sostegno all’F35. Oltre che per le esigenze dell’AM, il progetto potrebbe rafforzare ulteriormente l’alleanza industriale con Leonardo, con cui Lockheed Martin collabora proprio sui Lighting II

La Difesa come sistema. La Leadership Academy di MBDA

Di Fernando Giancotti

La rapida evoluzione delle tecnologie e il crescere delle fragilità internazionali devono spingere tutti gli attori coinvolti nel sistema di Difesa a strutturare una nuova organizzazione sistemica che permetta di analizzare e comprendere meglio e più velocemente le sfide del domani. È lo scopo della Defence Leadership Academy di MBDA, che mette insieme la Difesa, l’industria, l’università e la ricerca per condividere un nuovo modello di gestione tecnologica e organizzativa

Cosa può insegnare l'industria alla futura Difesa Ue secondo Profumo

A Bruxelles, l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, delinea le ricette dell’industria per l’obiettivo della Difesa europea: prevedibilità per gli investimenti e coordinamento sui prerequisiti, in modo da ridurre la frammentazione di piattaforme nel Vecchio continente. Il tutto, mantenendo le capacità produttive europee, ma rimanendo sempre integrati nelle capacità della Nato

Così difendiamo le infrastrutture sottomarine. Il punto dell'amm. Sanfelice

Le Forze armate tornano a guardare al dominio marittimo e alla sua sicurezza, anche in risposta alla crescente vulnerabilità delle infrastrutture strategiche sottomarine preposte a provvedere all’approvvigionamento energetico. Per proteggere tali infrastrutture “bisognerà, in accordo con le industrie, creare via via dei sistemi di intervento rapido” secondo l’ammiraglio Sanfelice di Monteforte

Più Italia nella Difesa europea. Ecco l’accordo tra Maeci e Aiad

Il ministero degli Esteri e l’Aiad hanno siglato un accordo per rafforzare la competitività dell’industria nazionale nel contesto della Difesa, promuovendo le candidature italiane nei diversi programmi comuni, preparandola a sfruttare le opportunità che nasceranno in sede europea anche a seguito dell’adozione della Bussola europea

Air diplomacy. L’Aeronautica di Goretti avvicina Asia ed Europa

Con la sua visita a Tokyo, il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, Luca Goretti, ha rafforzato ulteriormente i profondi legami che uniscono l’Italia con il Paese del Sol Levante. Collaborazioni industriali, come il programma Tempest, o le esercitazioni comuni alla Ifts, sono alla base di un avvicinamento tra Asia e Europa che passa per il nostro Paese

Limiti e rischi della proposta europea per gli acquisti militari comuni. Scrive Nones

C’è ancora molta strada da fare per realizzare una Difesa comune europea. Nonostante siano diverse le iniziative implementate a livello Ue per rafforzare le capacità di Difesa nel campo delle acquisizioni militari, presentano ancora diversi limiti. Dall’utilizzo di un modello obsoleto a una miopia strategica, dal numero esiguo di Stati coinvolti al delicato ruolo giocato dalle istituzioni Ue. Ne parla Michele Nones, vicepresidente dell’Istituto affari internazionali (Iai)

Bruxelles e l'Italia scoprono la paura dell'atomica. Le rassicurazioni del gen. Torres

“Nel Paese e nel continente esiste un protocollo curato dalla Protezione civile per quanto riguarda l’impiego di uomini e mezzi, con il supporto dei vigili del fuoco e delle forze armate. Quindi niente panico o ansia da Guerra Fredda”, dice il generale a Formiche.net. “Mi sorprende l’assenza di Lavrov, figura sempre di mediazione che è scomparsa dalla scena dopo il discorso all’Onu”

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