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Razvedchik, la rivista dell'intelligence russa che riscrive la guerra e l’ordine globale

Più che un semplice organo domestico, il mensile dell’intelligence estera di Mosca è uno strumento narrativo che interseca i propri contenuti tra memoria storica, propaganda e costruzione ideologica della guerra. Ogni numero supera le cento pagine, con una qualità editoriale elevata e una grafica curata e un titolo simbolico: razvedchik indica il professionista dell’intelligence

Come il Bnd ha intercettato per anni le comunicazioni di Barack Obama

Le comunicazioni del presidente Usa a bordo dell’Air Force One finirono sotto l’ascolto dell’intelligence tedesca. Senza autorizzazione politica, in violazione delle linee guida e mentre Merkel denunciava le possibili derive dello spionaggio tra alleati

La Nato di fronte alla guerra cognitiva. Percezioni, disinformazione e sicurezza

La competizione strategica si gioca sempre più su percezioni, decisioni e coesione sociale. Così la Nato ha riconosciuto che informazione, psicologia e tecnologia incidono direttamente sulla capacità di deterrenza e di difesa collettiva

La storia come campo di battaglia. Come Mosca usa il passato per colpire la Finlandia

Nel 2025 la Russia ha intensificato una campagna contro Helsinki che intreccia revisionismo storico, azioni giudiziarie, attacchi alla memoria e pressioni politiche. Un modello già sperimentato altrove, che mostra come il controllo del passato sia diventato uno strumento di sicurezza

Spionaggio, droni e forza militare. Così Washington ha catturato Maduro

L’operazione Absolute Resolve riporta gli Usa in America Latina e apre un fronte politico e giuridico che segnerà la presidenza Trump e le regole d’ingaggio per la postura e proiezione globale delle superpotenze

Dati, propaganda e intimidazione. La strategia dietro l’attacco Handala

Di Antonio Teti

Il caso Handala non va letto come semplice “cronaca di hacking”, ma come segnale strategico: la messaggistica istantanea è diventata infrastruttura critica personale, e gli attacchi si muovono dove tecnica e psicologia si incontrano. Anche quando la compromissione è limitata, l’effetto può essere disproporzionato se il bersaglio è simbolico e la pubblicazione è orchestrata. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara

Delta Force, covert action e intelligence. Dentro l’operazione Usa su Maduro

L’azione Usa in Venezuela si inscrive in una covert action intelligence-driven: isolamento del teatro, targeting mirato e raid di cattura. Un atto di pressione e rovesciamento del regime su un nodo strategico per energia, sicurezza e competizione geopolitica regionale e globale

La resilienza Nato passa dal dominio cognitivo. Ecco come

La resilienza dell’Alleanza Atlantica riguarda le capacità militari e infrastrutture critiche, tanto quanto la tenuta cognitiva delle società. Così, report Nato tracciano le linee guida per una resilienza che includa, nel campo di battaglia, percezioni, processi decisionali  e fiducia collettiva. In questo quadro, resilienza e guerra cognitiva diventano dimensioni integrate della sicurezza euro-atlantica

Alla memoria di Fulvio Martini il Premio Francesco Cossiga per l'intelligence

Il Premio è promosso dal 2020 dalla Società Italiana di Intelligence e viene assegnato ogni anno per sottolineare personalità che si siano particolarmente distinte per diffondere la cultura dell’Intelligence nel nostro Paese

Dallo spionaggio ai proxy civili. Come cambia la minaccia russa nel cuore dell’Occidente

Di Antonio Teti

La recente inchiesta del Times pubblicata in questi giorni sul reclutamento di cittadini britannici da parte dell’intelligence russa rivela una trasformazione profonda delle operazioni clandestine: meno agenti professionisti, più civili ingaggiati online per attività di sorveglianza, sabotaggio e destabilizzazione. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara

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