Tre funzionari dell’ambasciata russa e un membro della delegazione di Mosca presso l’Osce sono stati dichiarati persone non grate. Dietro la decisione, le valutazioni dei servizi di sicurezza austriaci. Un nuovo segnale della svolta di Vienna nei confronti delle attività d’intelligence russe
James Bond
I pescherecci russi e la mappa dei cavi britannici. Cosa ha scoperto il Telegraph
Oltre cinquecento episodi in quattro anni e mezzo, diciassette imbarcazioni osservate a lungo nei pressi dei collegamenti sottomarini tra Regno Unito, Europa e Stati Uniti. Un’inchiesta del Telegraph mette in luce l’impiego di mezzi civili russi nelle attività di sorveglianza marittima. Mentre Londra rafforza la legge a protezione delle infrastrutture critiche, il confine tra pesca commerciale, raccolta informativa e preparazione del campo operativo diventa sempre meno netto
La minaccia che non esplode. Le mail alle scuole e la nuova frontiera dell’intelligence cognitiva
Gli allarmi bomba inviati a decine di scuole italiane, accompagnati da riferimenti alla Sharia e al jihadismo, mostrano come nell’ambiente informativo contemporaneo una minaccia possa produrre effetti concreti anche senza trasformarsi in un attacco fisico. Ma il primo compito dell’intelligence resta distinguere la narrazione dall’autore: il linguaggio jihadista non dimostra, da solo, una matrice jihadista
Doppelgänger, così Mosca costruisce la disinformazione per l’Occidente. Il dossier di The Insider
Documenti interni e corrispondenza hackerata ricostruiscono dall’interno l’organizzazione della rete Doppelgänger. Secondo The Insider, il progetto nasce nell’Amministrazione presidenziale russa e combina falsi siti, video manipolati, profili social e analisi delle vulnerabilità politiche dei Paesi bersaglio. L’Italia compare nelle attività fin dal 2022
Dalle reti russe ai sospetti su Iran e Algeria. Cosa (non) svela Ft sulle proteste in Europa
L’Unione Europea indaga su possibili interferenze straniere nelle proteste violente in Francia e altri Paesi europei. Si esaminano reti di disinformazione filorusse, di Iran e Algeria, per la diffusione di contenuti violenti e narrazioni polarizzanti, soprattutto online. Sebbene non ci siano prove di provocazioni organizzate dall’estero, le operazioni sembrano sfruttare tensioni sociali esistenti
Il caos delle piazze e la tentazione della regia. Gli indizi da cercare
Dagli scontri di Milano alle chat del panico, dal jihad dell’attenzione alla convergenza tra Mosca e Teheran: che cosa sappiamo davvero delle interferenze nelle proteste. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
Chi decide di cosa dobbiamo avere paura? La lezione del caso Coxon
Le dimissioni del ricercatore di Anthropic hanno generato due narrazioni opposte: il testimone che rinuncia e la campagna orchestrata. Entrambe contengono elementi veri, entrambe ne omettono altri. E la vera contesa è su chi definisce le parole del rischio. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di intelligence e guerra cognitiva
La rete di Kyiv dentro la Russia. Cosa raccontano alla Bbc i sabotatori anti-Putin
Due cittadini russi raccontano alla Bbc di lavorare, con ruoli diversi, per l’intelligence militare ucraina. Sorveglianza di obiettivi, ricognizione, supporto alle operazioni con droni e monitoraggio di ufficiali di alto grado. Il Gur conferma il rapporto con entrambi, ma molte delle operazioni descritte non possono essere verificate in maniera indipendente. Il quadro che emerge è quello di una guerra clandestina sempre più integrata al conflitto convenzionale
Intelligence e targeting, così l’Iran sostiene gli Houthi. La ricostruzione del Wsj
Secondo il Wall Street Journal, Teheran starebbe fornendo agli Houthi intelligence, assistenza al targeting, addestramento e indicazioni tattiche per gli attacchi contro l’Arabia Saudita. Un sostegno che contribuisce a spiegare il salto operativo del movimento yemenita e accresce il peso strategico del fronte del Mar Rosso
La spia scoperta dall’IA. La nuova frontiera del controspionaggio tecnologico e il caso OpenAI
L’arresto di un ingegnere accusato di aver installato un dispositivo di intercettazione negli uffici di OpenAI rivela quanto sia diventata strategica la protezione dei segreti tecnologici. Ma soprattutto evidenzia un paradosso: l’intelligenza artificiale può essere utilizzata tanto per facilitare un’operazione di spionaggio quanto per individuarla e contrastarla. Una vicenda che apre nuovi interrogativi sulla sicurezza delle aziende tecnologiche e sulla competizione globale per il dominio dell’IA. L’analisi di Antonio Teti















