Skip to main content
Microchip Usa Cina

E sono due. Anche Hua Hong svilupperà chip da 7 nm. Cosa vuol dire per la Cina

Dopo Smic, anche la seconda azienda nazionale sfornerà presto i wafer di silicio di alta fascia (ma non i più performanti). Più della quantità che riuscirà a produrre, conta il messaggio lanciato da Pechino

Cosa racconta sui chip l'accordo (storico) tra Meta e Amd

Con l’intesa raggiunta, Mark Zuckerberg investirà 100 miliardi di dollari in Advanced Micro Devices per ottenere GPU da 6 gigawatt. Se si raggiungeranno determinati obiettivi, potrà acquistare fino al 10% dell’azienda. La partnership è identica a quella siglata con OpenAI e rinnova la sfida tra produttori. Il problema alla base però rimane: in America si realizzano ancora troppi pochi semiconduttori

Un accordo storico sui chip tra Usa e Taiwan fa infuriare la Cina

Washington e Taipei siglano una partnership che prevede una riduzione dei dazi sui beni importati dall’isola e l’esenzione delle tariffe per altri prodotti. In cambio, verranno garantiti 250 miliardi di dollari di investimenti in America e altri 250 miliardi per consolidare la supply chain statunitense. Pechino non ci sta e alza la voce

Per vincere la partita sull'IA la Cina punta tutto su se stessa

Pechino avrebbe chiesto alle proprie aziende di chip che chiedono sovvenzioni statali di utilizzare almeno il 50% di strumenti nazionali. L’ennesima conferma di come, da quando Washington ha imposto i suoi limiti all’export, il governo cinese abbia intrapreso una nuova strategia, stimolando i propri talenti per accorciare il divario con gli Usa

Spionaggio e chip. Così la Cina punta all’indipendenza tecnologica

Una esclusiva della Reuters mette in luce quello che si pensava da tempo: Pechino è vicina a raggiungere la sua indipendenza tecnologica. Sarebbe ormai prossimo lo sviluppo di un prototipo di una macchina a litografia ultravioletta estrema (Euv), che permette di produrre chip avanzati. Il governo cinese, inoltre, sta centrando l’obiettivo grazie a una strategia che coinvolge i talenti occidentali

Ecco perché la Cina delocalizza le Big Tech (c'entra la tecnologia Usa)

Alibaba e Bytedance stanno addestrando i loro modelli di IA nei data center del sud-est asiatico per ottenere i chip Nvidia, scrive il Financial Times. Un’altra conferma di come Pechino ha bisogno degli strumenti americani per colmare un gap che sta riducendo velocemente

Google offre i suoi chip (anche) a Meta. E Nvidia accusa il colpo in borsa

Big G starebbe offrendo i propri semiconduttori TPU a molte aziende, compresa quella di Mark Zuckerberg. La trattativa deve essere ancora chiusa, ma la sola voce è bastata a far crollare in borsa Nvidia: un tonfo da 150 miliardi di dollari

Cosa ci dicono i nuovi chip di Baidu sulla corsa all'IA della Cina

Con i limiti all’export imposti dagli Stati Uniti, Pechino sta puntando tutto sull’autosufficienza, chiedendo ai propri colossi nazionali di trainare lo sviluppo tecnologico. Le novità annunciate dal Google cinese vanno in questo senso e dimostrano come l’alternativa cinese a basso costo stia insidiando i prodotti americani. Ma c’è ancora un divario e delle lacune da colmare

Google si fa largo nello spazio. Cos'è il progetto Suncatcher

Big G è pronta a rivoluzionare il mondo dell’intelligenza artificiale, realizzando data center in orbita. I primi dovrebbero essere lanciati all’inizio del 2027. In questo modo ridurrebbe l’impatto ambientale, oltre che i costi. Ma c’è bisogno di tempo per capire la fattibilità e la sostenibilità del progetto

La smania di IA sta mandando in crisi il mercato dei chip. Ecco perché

Un’analisi della Reuters mostra come l’aumento esponenziale della domanda stia comportando una diminuzione della scelta e un innalzamento dei prezzi. Così sempre più aziende ordinano chip di fascia bassa, ma anche qui ci sono problemi legati al costo e alla quantità

×

Iscriviti alla newsletter