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Priolo

Golden power su Priolo e il 5G cinese. Le mosse del governo

La raffineria Isab sarà venduta dalla russa Lukoil alla cipriota Goi Energy, ma l’esecutivo Meloni ha imposto condizioni su provenienza del petrolio, occupazione, investimenti e ambiente. E con un’altra serie di Dpcm spinge telco e operatori a limitare l’acquisto di prodotti cinesi

Golden power sulle mire cinesi sulla robotica italiana. La mossa di Meloni

Il governo impone prescrizioni sulla concessione di una libreria software da parte dall’azienda novarese Robox a Efort Intelligent Equipment, legata al governo di Pechino e ai suoi piani per il dominio tecnologico. Già il governo Draghi era intervenuto sull’azienda

Intelligenza artificiale, il governo usa il golden power. Ecco come (e perché)

La scorsa settimana è stato firmato il Dpcm con l’esercizio dei poteri speciali con opposizione all’operazione tra l’olandese Nebius e Tecnologia Intelligente S.r.l. di Marco Carrai. Tutti i dettagli

Dossier Priolo al comitato Golden power. L’annuncio di Goi Energy al ministro Urso

Durante l’incontro con il ministro Urso, Goi Energy, la società che ha siglato l’accordo con la russa Lukoil per rilevare il sito ex Isab, ha espresso la volontà di rispettare gli impegni e preannunciato la presentazione del progetto alla struttura di Palazzo Chigi

Golden power, aiuti alle aziende colpite. Il Cdm dà l’ok al decreto

Il provvedimento prevede l’intervento di Cdp e Invitalia nei casi di veto. È stato fortemente sostenuto dal ministro Urso, impegnato a coniugare politica industriale e sicurezza nazionale davanti alle mire cinesi e russe

Tra Golden power e politica industriale. I consigli di Garofoli

Il contesto di crisi “suggerisce di innalzare la capacità pubblica di rafforzare la resilienza” economica, ha spiegato il presidente di sezione del Consiglio di Stato ed ex sottosegretario a Palazzo Chigi. Serve, però, trovare risposte ai casi di veto. Sul 5G le parole di Pugnalin (Vodafone)

Poca politica, tanto commercio. Cambia la comunicazione cinese in Italia

Il governo Draghi e le premesse di Meloni hanno fatto cambiare comunicazione. Zheng Xuan, capo missione di Pechino a Roma, parla molto di scambi. La Belt and Road è limitata a verde e digitale. Ecco perché

Golden power, si cambia? Urso apre agli indennizzi per le aziende (con Cdp)

Bisogna affiancare ai poteri speciali uno strumento di politica attiva per aiutare “chi vuol fare”, spiega il ministro delle Imprese. Sarebbe il primo, forte segnale di discontinuità rispetto al governo Draghi in campo industriale (e anche Giorgetti potrebbe essere d’accordo)

Un nuovo Golden power. Il lascito di Draghi a Meloni e Urso

In tempi recenti lo strumento è stato “rivoluzionato”, ha spiegato Argiolas, coordinatore dell’ufficio competente a Palazzo Chigi. In questi giorni il neoministro ripete spesso il suo sì ai poteri speciali per difendere le aziende italiane dalle mire straniere, in particolare cinesi e russe. La continuità corre anche attraverso Giorgetti, prima al Mise oggi al Mef

Un “China czar” a Palazzo Chigi. Consigli Usa a Meloni

L’International Republican Institute, fondato da Reagan e partner della Fondazione Farefuturo di Urso, accende un faro sull’influenza di Pechino in Italia e suggerisce quattro mosse. Tra queste, un ufficio ad hoc: “Faciliterebbe scambio di informazione e cooperazione Roma-Washington”

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