Proprio come ai tempi della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Urss, gli americani vorrebbero proporre uno strumento simile alla controparte cinese per notificare eventuali incidenti legati all’intelligenza artificiale. Non è un’operazione semplice, il passato mostra più fallimenti che successi. Ma è imprescindibile, specie fin quando le due superpotenze non adotteranno una regolamentazione
IA
Non solo dialettica. Cosa c'è da sapere sulla Super Intelligenza di Trump
Il presidente americano decide di ribattezzare l’AI con un’accezione positiva. Nello stesso giorno, dopo un pranzo con i vari leader delle Big Tech, annuncia un’intesa che prevede un’autoregolamentazione da parte delle aziende, che si controlleranno autonomamente per evitare rischi legati alla sicurezza. Un modo per rispondere alle paure del momento, senza cedere a chi chiede una regolamentazione chiara
Laboratorio Fenix, perché non è solo la festa dei giovani meloniani
“Stiamo provando a seminare in vari ambiti”, dice a Formiche.net Maicon Pizzicotti Busilacchi, segretario internazionale di Gioventù Nazionale. E lo dimostra la varietà dei panel andati in scena all’Eur: ci sono stati i padri della svolta di Fiuggi, come Gianfranco Fini, c’è il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto per riflettere sulla nuova Ue, si parla dei 150 anni dalla nascita di Marinetti e di AI, passando per il nucleare, lo strapotere antidemocratico della Cina, le mafie, gli 800 anni di San Francesco, in attesa della chiusura di Giorgia Meloni domenica
Ultranazionalisti e russi vogliono frantumare l’Europa. Il discorso di von der Leyen
Una bussola per capire dove andrà l’Ue e a quale velocità, considerato che alcune sfide (come AI e difesa) necessitano di risposte rapide oltre che efficaci. Ecco i principi programmatici declinati dalla presidente della Commissione europea durante il discorso sullo Stato dell’Unione al Parlamento europeo di Strasburgo
Nella sfida dell'AI con la Cina la forza dell'Europa resta la democrazia. Parla Scurria (FdI)
“Non dimentichiamo che il tema AI pone una questione etica e valoriale, cioè le democrazie che hanno a cuore i diritti umani, i diritti delle persone, la privacy individuale come potranno contrapporsi a sistemi che invece sono meno democratici? In Cina il rischio è che popoli e cittadini si troveranno a vivere tra poco in un altro tempo, oltre che in un altro spazio”. Intervista al vicecapogruppo di FdI al Senato, Marco Scurria
Diventerete ricchi. Così Trump scuote gli scettici sui data center
Il presidente Usa passa alle maniere forti per fugare le preoccupazioni degli elettori. Sempre più americani non vogliono un nuovo impianto nella loro comunità. La persuasione si fa più difficile in vista delle Midterm
I dati che accelerano la ricerca possono diventare un rischio. L’allarme di Rand sull’Ia
I dati biologici sono una risorsa decisiva per accelerare ricerca e sviluppo di nuove terapie, ma con sistemi di Ia sempre più potenti possono diventare anche un asset sensibile. Un nuovo report di Rand individua nove misure per rafforzare la biosecurity senza frenare l’innovazione scientifica
Lavoro, sicurezza, IA. Cosa ha detto Meloni intervistata da Chi
Intervistata da Chi, Giorgia Meloni rivendica il lavoro fatto negli anni di governo trascorsi e tratteggia il lavoro da fare in futuro. Auspica poi una rielezione, anche giudicando i risultati “che abbiamo costruito nel contesto difficilissimo in cui abbiamo operato”
L’IA crea nuovi virus? Niente allarmismi, ma le implicazioni ci sono
L’intelligenza artificiale non “crea virus” da sola, ma la capacità di progettare genomi inediti segna un salto importante per la biologia sintetica. Tra enormi potenzialità mediche e rischi di sicurezza, la sfida è costruire regole capaci di tenere il passo con la ricerca, senza cedere agli allarmismi. La riflessione di Francesco Branda, professore e ricercatore presso l’Unità di statistica medica ed epidemiologia del Campus Bio-Medico di Roma
Cosa pensa (davvero) Dario Amodei dei modelli open weight made in China
Il ceo di Anthropic è stato costretto a chiarire la sua posizione, dopo che non ha firmato la lettera promossa da Jensen Huang per chiedere evitare il bando dei modelli open weight cinesi. Anche Amodei è convinto che un divieto sia inutile per risolvere i problemi principali. E offre tre soluzioni per provare a farcela senza imposizioni drastiche. Tutto parte dalla collaborazione
















