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Come rispondere alle sfide globali della farmaceutica. L'incontro di Farmindustria

Dallo stabilimento Bayer di Garbagnate arriva un messaggio al Paese e all’Europa: la leadership farmaceutica non è acquisita per sempre. Servono riforme, semplificazione, investimenti e una governance capace di trattenere innovazione, produzione e valore sul territorio

Spesa farmaceutica fuori controllo o narrazione? Tutte le risposte di Aleotti (Menarini)

In un contesto segnato dal ritorno del dibattito sulla sostenibilità della spesa farmaceutica, Lucia Aleotti respinge la narrazione di una spesa farmaceutica fuori controllo: “Evoluzione coerente con l’andamento demografico” con “convenzionata in calo di 4 miliardi dal 2006” e invita l’Europa a fare un “reality check” sul nuovo scenario globale

Come governare l’innovazione del XXI secolo. Il nuovo paradigma spiegato da Shivakumar (Csis)

Di Sujai Shivakumar

Sujai Shivakumar, senior fellow e direttore del programma Renewing american innovation presso il Center for strategic and international studies (Csis), analizza i limiti del modello tradizionale dell’innovazione e la necessità di una strategia sistemica che integri ricerca, manifattura e cooperazione transatlantica per affrontare la competizione globale

Biotech, come sbloccare il potenziale italiano tra regole, capitali e talenti. Scrive Pastorella (Az)

Di Giulia Pastorella

Il biotech italiano rappresenta un’industria dinamica, ma ancora lontana dall’esprimere pienamente il proprio potenziale nel confronto europeo. Per trasformare la crescita in competitività strutturale servono regole più semplici, capitali pazienti e un ecosistema capace di trattenere talenti e valorizzare la ricerca. Parla Giulia Pastorella, deputata e vicepresidente di Azione

Pharma, il prossimo ciclo di investimenti si decide ora. Dove si gioca la partita

Novartis, Roche ed Eli Lilly lanciano lo stesso messaggio: l’Italia resta strategica ma rischia di perdere competitività. E il tempo per agire si sta esaurendo. Farmindustria: cento miliardi di investimenti si spostano verso gli Usa nei prossimi cinque anni

Biodefense, la lezione americana dello Csis che sfiora anche l’Europa

Il Center for strategic and international studies rilancia il tema della biodefense come infrastruttura critica della sicurezza nazionale statunitense. Il report individua le aree su cui intervenire per rafforzare prevenzione, biosorveglianza, capacità industriali e risposta alle emergenze, proponendo una serie di azioni immediate e bipartisan. Un’impostazione pensata per gli Usa che offre spunti rilevanti anche al dibattito europeo su preparedness, manifattura, resilienza e sicurezza sanitaria

Il 2026 del farmaco. La competizione tra Cina-Usa-Europa letta da Ing

Il 2026 non sarà l’anno delle rivoluzioni, ma delle conseguenze. L’analisi di Ing racconta un equilibrio instabile per la farmaceutica in cui le scelte su prezzi, regole e capitali determineranno chi guiderà davvero la prossima fase dell’innovazione

La nuova difesa Ue? Passa dai distretti italiani. Parla Donazzan

“L’Italia può offrire l’esperienza di un sistema flessibile e capace di cambiare velocemente. Il rischio da evitare per l’Ue? Che nel tentativo di essere sovranisti a livello europeo ci facciamo male da soli”. Conversazione con l’europarlamentare di Ecr/FdI Elena Donazzan

Sulle biotecnologie l’Italia ha ancora una carta da giocare. Torlizzi spiega quale

Di Gianclaudio Torlizzi

Le biotecnologie non sono solo strumenti di cura, ma anche tecnologie dual use, con potenziali applicazioni militari in scenari di guerra ibrida e Cbrn. Per Gianclaudio Torlizzi, consigliere del ministro della Difesa e fondatore di T-Commodity, non possiamo più permetterci di dare per scontato ciò che è essenziale per la nostra salute e la nostra sicurezza

Industria e Ue. Diagnosi e cure dagli Stati generali di Roma

L’occasione degli Stati generali dell’industria Ue, celebrati a Roma, è stata utile per indicare priorità e soluzioni, nella consapevolezza del ruolo italiano. Urso: “L’auto è la prima industria in questi Paesi europei che contiene componenti frutto della chimica, della siderurgia e della microelettronica, per cui quando entra in crisi l’auto, di conseguenza, entrano in crisi proprio coloro che realizzano i suddetti componenti”

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