Usa e Israele hanno lanciato un attacco ai siti nucleari iraniani, utilizzando la potente GBU-57. L’operazione, che ha coinvolto anche lo US Cyber Command, ha segnato una nuova era di guerra congiunta cinetica e digitale. L’Iran ha risposto con un blackout digitale e una serie di cyberattacchi devastanti. E ora? L’analisi di Gabriele Marchionna (cyber strategy advisor e associate researcher Luiss Med Platform)
Iran
Tra proxy e cyber, come reagirà l’Iran. Parla Trenta (Swansea)
Le ipotesi sul tavolo di Teheran secondo Luca Trenta, professore all’Università di Swansea: proxy (Houthi in primis), attacchi cyber, ritorsioni al personale Usa in Medio Oriente, chiusura dello Stretto di Hormuz
La rivoluzione segreta di Barnea. Così è cambiato il Mossad
Negli ultimi quattro anni, la rivoluzione biometrica voluta da Barnea ha permesso di raccogliere informazioni in tempo reale e costruire dossier dettagliati sui principali obiettivi iraniani. Questa capacità è servita non solo a monitorare funzionari e scienziati nucleo‑militari, ma anche a seguire militanti filo‑Teheran senza lasciare tracce
E se chiudessero lo Stretto di Hormuz? L’analisi di Costanzo
Lo Stretto di Hormuz è cruciale per i traffici energetici mondiali: un suo blocco, paventato dall’Iran nel quadro delle tensioni in Medio Oriente, rischia di far impennare i prezzi di petrolio e gas, con gravi ripercussioni su economie e mercati globali, in particolare europei. L’analisi di Biagino Costanzo, cofondatore di Knosso
A che punto è davvero il programma nucleare iraniano?
Il dibattito sul programma nucleare iraniano si concentra su tre elementi chiave: l’uranio arricchito (oggi a livelli record), i missili vettori e le competenze tecniche per far esplodere una testata. Mentre l’intelligence israeliana avverte che Teheran è ormai vicina all’arma, quella americana ritiene che non sia ancora in corso un effettivo armamento
Messaggio in farsi. Israele invita gli iraniani a contattare il Mossad
Le Forze di difesa israeliane, ispirandosi alle ultime iniziative di reclutamento dell’intelligence americana, hanno diffuso un insolito appello in lingua farsi: “Cara popolazione iraniana, se avete paura, contattate il Mossad”. L’iniziativa mira a innescare una guerra psicologica e sfruttare la crisi mediorientale per operazioni di intelligence. Teheran, dal canto suo, ha risposto con arresti e limitazioni di internet, accusando presunti agenti esterni di seminare il panico
Israele-Iran, quale spazio per la mediazione italiana? Scrive l’amb. Castellaneta
Israele ha sferrato un’offensiva mirata contro l’Iran, andando oltre una semplice azione preventiva. L’obiettivo sembra essere un cambio di regime a Teheran, mentre gli ayatollah cercano ad ogni costo di garantire la propria sopravvivenza. L’Italia potrebbe giocare un ruolo chiave come mediatrice per evitare un conflitto irreversibile. Il commento dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta
Iran, Gaza e l'indispensabile legame transatlantico. Meloni e Trump al G7
Tanti i dossier in Canada, ma il dialogo tra le due sponde dell’Atlantico resta solido. Nell’occasione Mark Carney e Giorgia Meloni hanno consolidato il partenariato Canada-Italia, alla luce della Roadmap per una collaborazione rafforzata, che include l’istituzione di un Gruppo consultivo congiunto sull’Intelligenza Artificiale
Dentro il territorio nemico. Il piano del Mossad che ha colpito il cuore militare dell’Iran
Venerdì ha preso il via l’operazione Rising Lion, una massiccia offensiva congiunta di Mossad e forze armate contro obiettivi militari e nucleari iraniani. Il successo dell’attacco, definito il più grave subito dall’Iran dal conflitto con l’Iraq, deve molto a una rete di basi clandestine insediate da anni all’interno del Paese
Israele-Iran, anatomia di un attacco senza precedenti. Parla Trenta (Swansea)
Operazione con bombardamenti aerei, droni e azioni clandestine del Mossad. Nel mirino basi, impianti nucleari e leadership. Gravi le carenze tecnologiche e di controspionaggio di Teheran, spiega il professor Luca Trenta (Swansea University)